uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

Coltivazione, produzione…di qualunque sostanza stupefacente.

COLTIVAZIONE et al…avvocato

Cara Signora,
prima di tutto Le manifesto la mia vicinanza affettiva per le difficoltà che Lei deve affrontare nel tentare di salvaguardare l’incolumità e la salute di suo figlio, caduto nel vortice della tossicodipendenza, con l’auspicio di un suo futuro e quanto più imminente allontanamento dalle droghe.

Ciò premesso, rispondo alla Sua domanda consigliando di fare leggere la presente risposta anche a Suo figlio.
L’Ordinamento Italiano prevede come reato la coltivazione, la produzione, la fabbricazione, il trasporto, la vendita, la cessione, la distribuzione e altre condotte simili, di qualunque tipo di sostanze stupefacenti tassativamente indicate nel DPR n. 309/1990.
Quindi anche la semplice coltivazione di una o più piante integra per la legge il reato di cui all’art. 73 della norma richiamata.
E’ vero però che la Giurisprudenza oramai ritiene pacificamente che la condotta di colui che coltiva poche piante per uso personale non possa essere ritenuta offensiva in quanto non idonea a costituire un pericolo per la salute pubblica.
Ciò non vuol dire che il coltivatore di sostanze stupefacenti non verrà ad essere perseguito penalmente, in caso di accertamento, e che abbia il diritto di coltivare le piante, posto che sarà il Giudice di merito, ogni volta a seconda del caso concreto, a valutare l’offensività del comportamento del coltivatore alla luce anche di ulteriori parametri ed indizi.

Per quanto concerne le cattive ed illecite intenzioni di suo figlio di volere coltivare una piantagione di cannabis, gli può ricordare che l’inoffensività della condotta del coltivatore ricorre allorquando la sostanza ricavabile dalla coltivazione non sia idonea a produrre un effetto stupefacente in concreto rilevabile. Ma l’apprezzamento che deve essere effettuato dal Giudice di Merito viene svolto senza avere riguardo allo stadio (iniziale, in corso, avanzato o esaurito) del processo produttivo accertato, poiché l’offensività della condotta si integra nella sola inidoneità della coltivazione a produrre sostanze stupefacenti. Pertanto, non importa la quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza dell’accertamento delle Forze dell’ordine, ma la conformità delle piante al tipo previsto e la loro attitudine a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente utilizzabile per il consumo.

In definitiva se una persona coltiva molte piante di sostanze stupefacenti e queste non sono ancora giunte a maturazione, in caso di accertamento da parte delle Forze dell’ordine, sicuramente le piante saranno tutte tagliate e sequestrate, e partirà un procedimento penale a carico del coltivatore con conseguenze molto negative e pesanti, posto che per questo tipo di reato è prevista il carcere da 6 a 20 anni e la multa da € 26.000 a € 260.000.
Quindi,la coltivazione di molte piante di cannabis non potrà che portare a sanzioni penali elevate, sperpero di tempo e denari necessari per la coltivazione delle stesse, sequestro e successiva confisca delle piante, oltre che danni alla propria salute.

Sperando di essere stato chiaro, consiglio a suo figlio di lasciare stare la coltivazione di cannabis, ma pensare ad altre forme di divertimento legali e più confacenti ad un ragazzo di giovane età.

Saluti Cordiali

 

giaocomo chiuchini

Supporto legale diretto a cura dell’avvocato Avv. Giacomo Chiuchini 

Le domande e le risposte verranno pubblicate in questo sito, ovviamente dopo avere eliminato ogni riferimento del chiedente affinché venga tutelata la propria privacy…

I commenti sono chiusi.

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA