uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

Guida e sostanze stupefacenti

L’ESPERTO RISPONDE

La guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che crea un’alterazione psico-fisica delle condizioni del conducente, costituisce il reato previsto e punito dall’art. 187 del Codice della Strada, reato oramai commesso all’ordine del giorno nonostante i continui inasprimenti della pena.
Tale tipo di guida risulta, inoltre, essere un’aggravante speciale che comporta un innalzamento della pena sino ad 1/3 per i reati di “omicidio colposo” (art. 589 c.p.) e delle lesioni “gravi e gravissime” (art. 590 c.p.) commessi appunto dal conducente in stato di alterazione psico-fisica, dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti. E’, infatti, doveroso ricordare che, in Parlamento, è al momento in discussione la formazione e la previsione dei nuovi reati di omicidio colposo stradale e di lesioni personali, che prevedranno elevatissime pene per tali tipi di condotte illecite.
L’art. 187 del C.d.s., punisce non solo la condotta del conducente in stato di alterazione psico-fisica, ma, così come per la guida in stato di ebbrezza (art. 186 C.d.s.), anche il rifiuto del conducente a sottoporsi all’esame medico-sanitario volto ad accertare il suo eventuale stato di alterazione psico-fisica.
La condotta illecita consiste nella conduzione di un veicolo “in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope”. Per alterazione psico-fisica si intende, in generale, una visione distorta, una percezione della realtà completamente alterata, un rallentamento dei riflessi ed un offuscamento generale delle facoltà intellettive e psico-reattive, tale da essere altamente pericolosa per la propria e per l’altrui incolumità.
Ai fini della configurazione del reato è necessario che venga dimostrata non solo la concreta assunzione delle sostanze stupefacenti precedente o in occasione della guida del veicolo, ma anche che questa sia stata causa effettiva dell’alterazione psico-fisica nel periodo di conduzione del veicolo (Cass. penale, sent. n. 43180/2013; Cass. penale, sez. IV, sent. n° 16059/2014).
Delle modalità di accertamento dello stato di alterazione psico-fisica da parte degli Organi accertatori ne parleremo nel prossimo articolo, stante la complessità della materia.
E’ bene specificare che il reato in esame sussiste non solo se l’alterazione è dovuta dall’assunzione di sostanze stupefacenti (c.d. droghe), ma anche se vi è l’assunzione di sostanze psicotrope contenute ad es. in medicinali che possono avere anche un effetto allucinogeno o comunque di alterazione mentale.
Tali sostanze devono, però, rientrare tra quelle tassativamente indicate nella tabella allegata al D.P.R. 309/90, che prevede la disciplina degli stupefacenti e delle sostanze psicotrope, e, non esistendo una soglia massima di tolleranza (così come avviene per il tasso alcolemico di 0,8% per la sanzione penale), non è rilevante la quantità di assunzione delle droghe ma esclusivamente lo stato di alterazione psico-fisica del conducente.

L’art. 187 del C.d.s. prevede le medesime sanzioni che si applicano per l’ipotesi più grave della guida in stato di ebbrezza (lettera “c” dell’art. 186 comma 2 c.d.s.), e perciò:
ammenda da € 1.500 a 6.000 e arresto da sei mesi ad un anno; è altresì prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con ritiro immediato.
E’ sempre disposta la confisca del veicolo, salvo nel caso in cui il mezzo appartenga a persona estranea al reato; in quest’ultimo caso, per il conducente della vettura la sospensione della patente sarà raddoppiata.
Nel caso, invece, in cui la guida sotto l’effetto di tali sostanze sia la diretta conseguenza di un incedente stradale, le pene sono raddoppiate.
In tutti i casi, meno quello in cui sia provocato un sinistro, è ammessa la sostituzione della pena detentiva e di quella pecuniaria con il “lavoro di pubblica utilità”, (comma 9 bis art. 187). Tale misura alternativa alla detenzione e al pagamento della sanzione pecuniaria comporta notevoli vantaggi per il condannato, poiché oltre a evitare le suddette pene penali principali, comporta la revoca della confisca del mezzo sequestrato e la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente.

Avv. Giacomo Chiuchini
[Avvocato del Foro di Arezzo]
e.mail: giacomochiuchini@gmail.com

I commenti sono chiusi.

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA