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AYAHUASCA; azioni benefiche.

Uno studio internazionale – Global Drug Survey 2016 (GDS) – condotto tra il novembre 2015 e il febbraio 2016 e che ha interessato moltissimi individui (più di 96.000, di diversi Paesi , compresa l’Italia con 3,189 intervistati) pare abbia ulteriormente incoraggiato la possibilità che l’ayahuasca possa avere una qualche azione benefica.
Ricerche precedenti hanno da tempo suggerito che le droghe psichedeliche come l’LSD e i funghi magici possono aiutare gli alcolizzati a combattere la loro dipendenza.

Il sondaggio era mirato a indagare il benessere e l’eventuale uso problematico di alcol negli utilizzatori di ayahuasca e gli effetti soggettivi della bevanda.
Come confronto sono stati considerati altri utilizzatori di allucinogeni (cosiddetti classici) o anche individui che non assumevano droghe psichedeliche.
In sostanza la ricerca ha voluto osservare se l’ayahuasca mostrava, in coloro che la utilizzavano, effetti positivi nell’assunzione di alcol.

Sono state poste domande su:
• uso di ayahuasca, di LSD (dietilamide dell’acido lisergico) e funghi magici(psilocibina);
• i dati demografici,
• il benessere attuale e l’uso problematico di alcol negli anni passati per gli utilizzatori di ayahuasca e per utenti delle droghe di confronto;
• effetti soggettivi di ayahuasca e delle droghe di confronto.

Gli utilizzatori di Ayahuasca (n = 527) hanno riportato un maggiore benessere rispetto sia ai consumatori psichedelici classici (n = 18.138) sia rispetto a quelli che usano droghe non psichedeliche (n = 78.236). Gli stessi hanno segnalato un consumo di alcol meno problematico rispetto agli utenti psichedelici classici, sebbene entrambi i gruppi abbiano segnalato un consumo problematico maggiore rispetto agli altri intervistati.

In conclusione – secondo il Dr Will Lawn, dell’University College di Londra – l’uso dell’ayahuasca a lungo termine non ha avuto alcun impatto sulle capacità cognitive, sulla dipendenza e non ha determinato peggioramento di problemi di salute mentale. “In effetti, alcuni di questi studi osservazionali suggeriscono che l’uso di ayahuasca è associato ad un uso meno problematico di alcol e di droghe e ad una migliore salute mentale e funzionamento cognitivo”.
“Questo studio è degno di nota perché, per quanto a nostra conoscenza,è il più grande sondaggio di utenti di ayahuasca completato fino ad oggi.”
“È importante notare che questi dati sono puramente osservativi e non dimostrano la causalità”
I ricercatori hanno dichiarato, infatti,che studi futuri sono comunque necessari per esaminare le relazioni causali tra uso di ayahuasca, salute mentale, benessere e alcol problematico e uso di sostanze tra queste persone.

Il sondaggio ha anche rilevato che molti dichiaravano di aver assunto la bevanda con un guaritore o uno sciamano.

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L’interesse verso questo infuso * è notevole dato che è stato spesso indicato il suo potenziale come farmaco psichiatrico e considerato che, in tutto il mondo, il suo uso non-medico sembra essere in crescita.
L’ infuso di ayahuasca – traducibile come “vite dell’anima” – si prepara facendo bollire le foglie di Psychotria viridis assieme con gli steli della vite Banisteriopsis caapi (McKenna, 2004); viene assunto, a scopi rituali e religiosi.
Nella bevanda amara è presente il DMT o dimetiltriptamina un allucinogeno triptaminico naturale la cui struttura chimica assomiglia a quella della psilocibina e della serotonina; esso è ubiquitariamente presente nel regno vegetale ed animale. Come altri allucinogeni i sui effetti sono principalmente dovuti all’azione sui recettori serotoninergici 5-HT2a, ma anche su 5-HT2C e 5-HT1A3.
In realtà l’ayahuasca contiene una miscela di alcaloidi.
L’associazione dei 2 elementi naturali ha una ragione funzionale. Essa è dovuta la fatto che se assunto oralmente, e da solo, il DMT verrebbe reso inattivo perché metabolizzato dalle MAO (monoamino ossidasi) a livello epatico ed intestinale; la presenza, al contrario, degli alcaloidi contenuti nel Banisteriopsis caapi (beta-carboline, soprattutto armina, tetraidroarmalina e armalina)inibiscono le MAO e quindi consentono che il DMT possa raggiungere intatto il Sistema Nervoso Centrale e determinare i sui effetti.
montefrancesco

Fonti
– Will Lawn et al., Well-being, problematic alcohol consumption and acute subjective drug effects in past-year ayahuasca users: a large, international, self-selecting online survey.
Scientific Reports, 2017; 7 (1)
– www.insostanza.it

 

tags: #ayahuasca #ayahuasca e alcol #ayahuasca e dipendenza

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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