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A? possibile usare la cannabis nella��alcolismo ?

A? questa la domanda a cui ha tentato di dare una risposta M. Sabina Subbaraman, ricercatriceA�della�� Alcohol Research Group della California, realizzando una revisione e una�� analisi della letteratura scientifica che negli ultimi anni si A? occupata di alcolismo e delle sue possibili terapie sostitutive.
Il tema, specialmente negli Stati Uniti, riveste una�� importanza sempre piA? centrale se non altro per le recenti leggi che in alcuni stati hanno reso legale la�� uso della cannabis a scopi terapeutici e non (come negli stati di Colorado e Washington), esponendo la popolazione, alcolisti compresi, a maggiori possibilitA� di utilizzo di questa sostanza. Il punto di partenza della Subbaraman A? stato il recupero dei 7 criteri con cui Chick e Nutt nel 2012 hanno descritto le caratteristiche che rendono una sostanza in grado di realizzare una terapia sostitutiva per la�� alcolismo:

1) dovrebbe ridurre la�� uso di alcol e i danni ad esso correlati;
2) non dovrebbe determinare danni o almeno essere meno dannosa della�� alcol;
3) il suo abuso dovrebbe essere minore rispetto a quello della�� alcol;
4) dovrebbe essere dimostrato che il suo uso A? realizzato in sostituzione alla�� alcol e non associato ad esso;
5) un suo sovradosaggio dovrebbe essere piA? sicuro di quello della�� alcol;
6) non dovrebbe potenziare gli effetti della�� alcol;
7) dovrebbe offrire significativi benefici economici per la salute.

Secondo questi criteri, Chick e Nutt, hanno identificato nelle benzodiazepine e negli agonisti GABAergici i farmaci piA? promettenti nella realizzazione di una terapia sostitutiva della�� alcolismo.
Allo stesso tempo, perA?, la Subbaraman ricorda come altri studi abbiano chiarito che le benzodiazepine sono in grado di prolungare il rischio di ricaduta e che parallelamente gli agonisti GABAergici come il Baclofen, se da una lato riducono la�� abuso di alcol e migliorano le funzioni epatiche, dalla�� altro aumentano la sonnolenza alcol-correlata e possono condizionare gravemente le capacitA� funzionali della�� individuo. Inoltre alcuni agonisti GABAergici come il Clometiazolo possono addirittura diventare fatali se associati ad alcol.
Sulla base di queste evidenze si pongono gli studi realizzati nel 2005 da Charlton in cui egli propone la�� uso di cannabis come una a�?terapia sostitutiva piA? sicuraa�? rispetto alle benzodiazepine e agli agonisti GABA, pur definendo la propria come a�?una�� idea troppo radicalea�?. Le odierne possibilitA� legate alla�� uso terapeutico della cannabis hanno perA? reso questa idea meno radicale e indotto la Subbaraman a passare la cannabis al vaglio dei sette criteri di Chick e Nutt e a valutarne cosA� le reali potenzialitA� nella terapia sostitutiva. In particolare, la ricercatrice della�� Alcohol Research Group, ha raccolto e analizzato la letteratura che desse indicazioni a proposito della�� aderenza della cannabis a questi criteri: tutti i criteri sono risultati soddisfatti o parzialmente soddisfatti (nel senso che la maggior parte degli studi verteva a loro favore, ma non la totalitA�) ad eccezione del sesto. Stando a questo risultato saremmo immediatamente portati a pensare che la cannabis rappresenti una piA? che valida terapia sostitutiva, cosa che almeno al momento nessuno A? in grado di dire con certezza.
A? necessario infatti chiarire come gli studi presi in considerazione dalla Subbaraman, seppure in grado di soddisfare i sette criteri, non si siano occupati di valutare i danni e la�� impatto a lungo termine sulla qualitA� della vita che la cannabis puA? determinare. Inoltre nessuno di essi definisce nel dettaglio se la�� uso di cannabis possa effettivamente ridurre la�� abuso di alcol nella�� alcolista nA� tiene conto dei fattori individuali (come la gravitA� della�� abuso) che potrebbero condizionare ulteriormente questo tipo di terapia sostitutiva.

Alla luce di queste considerazioni A? evidente come al momento non si disponga di un modello definitivo in grado di chiarire il rapporto tra cannabis e alcolismo che possa consentire la prescrizione di questa sostanza come terapia sostitutiva. Si dovranno perciA? realizzare ulteriori studi che valutino anche i fattori di cui quelli fin qui realizzati non hanno tenuto conto, prima di poter trarre delle conclusioni che volgano a favore o contro questo tipo di terapia sostitutiva.

Mattia Bozzelli, studente di medicina
Fonti:
– Meenakshi Sabina Subbaraman – Can Cannabis be Considered a Substitute Medication for Alcohol? – Alcohol and Alcoholism, Vol. 49, No. 3, pp. 292 a�� 298, 2014.
– Chick J, Nutt DJ. – Substitution therapy for alcoholism: time for a reappraisal? – Journal of Psychopharmacology, 26: 205 a�� 212, 2012.
– Charlton BG – Diazepam with your dinner, sir? The lifestyle drug-substitution strategy: a radical alcohol policy – QJM 98: 457 a�� 459, 2015.

 

tags: #alcol #cannabis #mattia bozzelli #trattamento tossicodipendenza

Una replica a “A? possibile usare la cannabis nella��alcolismo ?”

  1. […] in realtà l’assunzione di cannabis insieme all’alcol potenzia gli effetti di quest’ultimo. Secondo lo studio rimangono da verificare altri fattori, occorre in particolare verificare se realmente la cannabis […]

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