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Cocaina e momenti della ricaduta

Questa ricerca suggerisce che l’elettroencefalografia (EEG) può fornire una misura oggettiva della vulnerabilità alla recidiva, indotta da stimoli, in partecipanti dipendenti dalla cocaina ed indica che il periodo di astinenza dal primo al 6° mese è il momento di maggiore vulnerabilità alla ricaduta.
Gli studi hanno dimostrato che le persone che cessano di assumere alcune droghe sperimentano una sorta di “incubazione” del desiderio provocato dagli stimoli (nel senso che è come se lo covassero, lo tenessero in attesa); i segnali che essi associano con l’impulso all’uso sembrano essere lievi in un primo momento, diventano più forti con una astinenza più prolungata, poi appaiono svanire progressivamente.
Stesso fenomeno è stata dimostrato dopo cessazione da alcol, nicotina e metamfetamina, ma non allo stesso modo con tutti, e non con tutte le droghe, ad esempio non con l’eroina. Bisogna tener conto che comunque tali misure sono più spesso soggettive e non oggettive.
Al contrario, una ricerca condotta presso la Scuola di Medicina di Icahn a Mount Sinai, New York, il Dr. Muhammad A. Parvaz e colleghi hanno recentemente dimostrato che una componente dell’elettroencefalogramma di dipendenti da cocaina segue una traiettoria (un profilo) simile a quella di una incubazione in risposta ai segnali di droga. Quanto osservato indica che l’EEG può forse fornire una misura oggettiva dello stato di suscettibilità alla ricaduta.
Il team ha prodotto e studiato registrazioni EEGrafiche di 76 persone con dipendenza dalla cocaina esponendole ad immagini di preparazione e uso di questa droga. I partecipanti allo studio erano stati astinenti per 2 giorni (25%), 1 settimana (26%), 1 mese (20%), 6 mesi (16%) o 1 anno (13%).
I ricercatori hanno confrontato gli EEG dei cinque gruppi partecipanti, concentrandosi sull’ampiezza dell’LPP (potenziale positivo tardivo) che hanno interpretato come un indicatore dell’intensità della voglia di cocaina indotta da stimoli esterni. L’ampiezza di questo componente, in precedenti studi, era già stato collerata alla voglia di cocaina e in generale pare riflettere la forza della nostra attenzione verso stimoli emozionali

One such neural marker may be the late positive potential (LPP), which is a scalp-recorded event-related potential reflecting facilitated attention to emotional stimuli.
J Child Psychol Psychiatry. 2009 Nov; 50(11): 1373–1383. The late positive potential: a neurophysiological marker for emotion regulation in children. Tracy A. Dennis and Greg Hajcak

Il confronto dell’ampiezza dell’LPP ha rivelato in sostanza che i partecipanti con un mese o sei mesi di astinenza mostravano un’ampiezza della LPP più alta, quando erano stimolati da immagini relative alla cocaina, rispetto ai partecipanti con periodi astinenziali o più brevi ( 2 giorni -1 settimana) o più lunghi di 6 mesi.
Se ulteriori studi dovessero replicare gli stessi risultati, la valutazione dell’EEG, in condizioni di stimolo, può essere utile nel quadro clinico del paziente per valutare il rischio di recidiva e quindi avviare appropriati interventi per sostenere l’astinenza.

By Stacey C. Tobin, Ph.D., ELS, NIDA Notes Contributing Writer

Parvaz, M.A., Moeller, S.J., and Goldstein, R.Z. Incubation of cue-induced craving in adults addicted to cocaine measured by electroencephalography. JAMA Psychiatry 73(11):1127-1134, 2016.

g. montefrancesco

 

tags: #cocaina #EEG #ricaduta

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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