uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

Cocaina e vasculopatie.

L’uso ricreativo di droghe, come la cocaina, è comune e diffuso in tutto il mondo e tale comportamento può provocare effetti collaterali particolarmente gravi.
Recentemente l’uso della cocaina, insieme al suo adulterante più utilizzato, il levamisolo *, è stato associato alla generazione di ANCA (autoanticorpi diretti verso alcuni componenti dei neutrofili e sono considerati un marker sierologico per la diagnosi delle vasculiti primarie sistemiche) e allo sviluppo di vasculite.

Poiché non tutti coloro che abusano di cocaina sviluppano una vasculite associata agli ANCA è stato ipotizzato che ciò potrebbe essere dovuto ad una predisposizione genetica ancora sconosciuta ma necessaria per sviluppare la malattia. I meccanismi fisiopatologici sottostanti l’associazione tra cocaina e vasculati rimangono oscuri ma gli autori della ricerca pensano che nella patogenesi della vasculite indotta da cocaina una certa responsabilità possa essere data alle trappole extracellulari dei neutrofili (NET).
Attualmente si ritiene che i neutrofili producano la loro azione antimicrobica verso i patogeni extracellulari espellendo le fibre di cromatina, costituite da DNA, istoni e proteine antimicrobiche derivate da granuli. Queste fibre o “reti” di cromatina sono dette NET.
Questa modalità, ovvero questa forma di trappola esterna, rappresenta una potente strategia per combattere gli agenti patogeni troppo grandi per essere fagocitati all’interno della cellula o verso quei patogeni che hanno evoluto modi per eludere l’uccisione fagocitaria.
Allo stesso tempo, le NET sono in grado di indurre la formazione di autoanticorpi e Lood e Hughes, autori del lavoro, sono i primi a dimostrare che la cocaina e levamisolo inducono tale reattività difensiva e vasculite.
Tuttavia, i percorsi molecolari esatti che sottendono l’inizio della formazione delle reti di cromatina da parte della cocaina e levamisolo rimangono ancora da stabilire così come è irrisolto è il modo in cui le NET inducano autoanticorpi.
Ordinariamente tutti i soggetti sani rispondono con tale modalità nella battaglia quotidiana contro gli agenti patogeni senza che questo inneschi un processo di autoimmunità.

* Più di due terzi della cocaina sequestrata risulta tagliata con levamisolo alla concentrazione media del 10%.
Il levamisolo è un farmaco utilizzato nell’uomo e negli animali per i suoi effetti sul sistema immunitario; nell’uomo regola gli squilibri immunitari in molte patologie autoimmuni, infezioni croniche e tumori.

Fonte
E. Pieterse; J. van der Vlag, Cracking the Pathogenesis of Cocaine-Induced Vasculitis, Rheumatology. 2017;56(4):503-505.

montefrancesco

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

 

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA