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Nuovi farmaci con il recettore kappa degli oppioidi

Una nuova ricerca finanziata dal National Institute on Drug Abuse (NIDA) fornisce il disegno della struttura cristallina del recettore oppioide kappaA�(KOR).
Tale innovazione potrebbe facilitare lo sviluppo di nuovi farmaci per trattare il dolore e la dipendenza.
Il recettore kappa del sistema oppioide endogeno media le attivitA� allucinogene, disforiche e analgesiche di queste sostanze. La progettazione di analgesici in grado di attivare i recettori K ma privi di effetti allucinatori e disforici A? stata ostacolata da una incompleta comprensione strutturale e funzionale delle azioni di questi recettori kappa.
Lo studio riportato fornisce al contrario il disegno della struttura cristallina di questo recettore umano a�?assemblatoa�? con il potente agonista oppioide a�� epoxymorphinan, MP1104- ed uno stabilizzante allo stato attivo.
Il recettore K A? attivato normalmente da una delle molecole oppioidi naturali del corpo, chiamata dinorfina (i peptidi oppioidi endogeni sono: la beta endorfina, la encefalina, le dinorfine e la��orfanina). Quando ciA? accade per azione di sostanze agoniste, il recettore produce analgesia ed assieme puA? sopprimere gli effetti gratificanti di droghe che creano dipendenza e riduce la motivazione a usarle. Contemporaneamente perA? contribuisce anche alle risposte disforiche che si verificano nella fase di astinenza e di stress che purtroppo motivano il comportamento di ricerca della sostanza e quindi di tutte le fase di uno stato di dipendenza.
Ea�� chiaro che adesso i ricercatori possono utilizzare la struttura del recettore per osservare quanto accade quando si lega con la dinorfina (suo agonista naturale) o con altre molecole; ovviamente si possono progettare nuovi farmaci che preservano l’efficacia analgesica della dinorfina (evitando gli effetti a�?collateralia�?) e forse anche intervenire nel trattamento di stati di dipendenza. Come dire che la dinorfina ha azioni che si ostacolano, si contrastano a vicenda; da un parte impedisce lo sviluppo di dipendenza, dalla��altra pare favorirne il mantenimento.
Montefrancesco
Fonte
– NIDA
– “Structure of a nanobody-stabilized active state of the kappa opioid receptor, Cell.
http://dx.doi.org/10.1016/j.cell.2017.12.011

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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