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La flessibilità comportamentale

Corteccia orbito frontale in verde

Gli scienziati del National Institute on Drug Abuse (NIDA) hanno dimostrato che due sotto regioni della corteccia orbitofrontale (OFC) – nella figura in verde – hanno funzioni distinte nell’indirizzare i comportamenti finalizzati al raggiungimento di obiettivi, di ricompense.

Costoro hanno registrato l’attività dei neuroni della OFC nei ratti che erano stati addestrati ad un particolare compito: rispondere ad una luce infilando il naso in una porta che rilasciava uno stimolo olfattivo. Poi rimanevano in attesa della ricompensa, consistente in una bevanda di latte al cioccolato.

Le registrazioni hanno mostrato che i neuroni nella corteccia orbitofrontale mediale rispondevano in risposta a ciò che veniva segnalato dallo stimolo olfattivo, indipendentemente dal fatto che questo stimolo segnalasse la successiva disponibilità di una quantità maggiore, minore o invariata di latte al cioccolato.
Al contrario, i neuroni corteccia orbitofrontale laterale rispondevano (inviavano segnali) in dipendenza di quale parte, di tutta questo sequenza comportamentale, erano al momento impegnati: se erano attenti a captare lo stimolo olfattivo o se aspettavano la ricompensa o se ricevevano la ricompensa.

I ricercatori suggeriscono quindi che la corteccia orbito frontale, monitorando il valore previsto di un premio e i passi verso il suo ottenimento in regioni separate distinte, in realtà promuove la flessibilità comportamentale.
Questi nuovi risultati potrebbero aiutare a spiegare perché, per molti anni, gli studi hanno collegato la dipendenza con la disfunzione della corteccia orbito frontale e quindi ad una conseguente perdita di flessibilità comportamentale.

montefrancesco

Lopatina, N. et al. Ensembles in medial and lateral orbitofrontal cortex construct cognitive maps emphasizing different features of the behavioral landscape. Behavioral Neuroscience.

 

tags: #dipendenza e regione orbitofrontale

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