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Nicotina

Alias: cicca, cicchino, paglia

COS’ É LA NICOTINA

È una droga potentissima e si potrebbe dire perfetta….. perché non modifica le capacità produttive né i sentimenti.

Dopo aver fumato, nessuno è diverso da prima.

Attorno al suo uso non vi sono giudizi morali ma solo preoccupazioni per i gravi danni alla salute fisica.

Quasi nessuno tra i fumatori sente di essere vittima di una droga.

Che cosa fumiamo

La nicotina è il composto principale della pianta del tabacco ed è una droga legale, come l’alcol.

Il fumo del tabacco contiene più di 5000 composti chimici; tra questi, la nicotina  ha effetto stimolante ed è responsabile della dipendenza, il catrame, composto da centinaia di  sostanze, ha effetto cancerogeno, il monossido di carbonio, è un gas velenoso che si lega all’emoglobina e riduce la disponibilità di ossigeno.

La sigaretta è un sistema molto efficiente per avere nicotina che giunge rapidissimamente  a livello cerebrale come se fosse somministrata per endovena. L’aumento della concentrazione di nicotina avviene entro i primi 10 min. e si riduce del 50% nei successivi 10 min.; poi scende lentamente entro 1-2 ore.

Un forte fumatore in media fuma una sigaretta ogni 20-30 minuti per “riavere” la nicotina della precedente sigaretta. L’azione della nicotina interessa quasi tutto l’organismo, dal Sistema Nervoso Centrale (con ampia diffusione), ai muscoli, al Sistema Nervoso Periferico.

 

Perché fumiamo

La nicotina fa molte cose e di notevole valore:

migliorala concentrazione e l’apprendimento (aumento di acetilcolina),

l’attenzione e la vigilanza (aumento di acetilcolina e noradrenalina),

riduce il dolore (aumento di acetilcolina e beta-endorfine) e l’ansia (aumento di beta-endorfine)

e induce una sensazione di benessere e rilassamento(aumento di dopamina).

L’uso continuo di nicotina, come con tutte le droghe (cocaina, eroina, alcol) induce tolleranza, dipendenza fisica e dipendenza psicologica

Non ultima accompagna ogni rituale della nostra esistenza.

Gli effetti ricercati dal fumatore, che si dissolvono entro pochi minuti ed impongono di rifumare per evitare l’astinenza, sono costituiti da un moderato senso di piacere, da un minore stato d’ansia e da un rilassamento vigile..

Come tutte le droghe, la nicotina agisce, stimolando i circuiti cerebrali che regolano le sensazione di benessere.

Le principali conseguenze a carico della salute sono: lo sviluppo di dipendenza,  malattie cardiovascolari, malattie polmonari croniche, il cancro; il 90% dei casi di tumore polmonare è dovuto al fumo che può anche causare cancro della lingua, laringe, esofago, stomaco, pancreas, cervice, rene, uretere e cistifellea.

Le donne fumano meno sigarette al giorno, tendono ad usare sigarette più “leggere”e non aspirano profondamente come un uomo ma la riduzione del numero dei fumatori è stata maggiore tra questi che tra le donne per cui la prevalenza nel fumo è solo leggermente più alta negli uomini.

La nicotina e il monossido di carbonio ed altri componenti chimici del fumo di tabacco attraversano la barriera placentare e giungono al feto. Queste sostanze riducono la disponibilità di ossigeno sia alla madre che al feto la cui crescita può risultare. La nicotina passa al bimbo anche con il latte; fumare prima di allattare po’ ridurre la montata lattea. Non c’è alcun prodotto del tabacco che si possa dire sicuro  e ci sono poche differenze nella quantità di sostanze chimiche tra le sigarette “leggere” e quelle “normali.

Smettere di fumare è molto difficile ma si può. Le ricadute sono frequentissime e non è un insuccesso ma è una tappa obbligata alla separazione. Tutti coloro che hanno smesso di fumare sono “ ricaduti” varie volte. I farmaci aiutano come il supporto psicologico ma per la maggior parte delle persone ( circa il 94 %) è stato l’autoconvincimento a sostenere la scelta di non fumare.

Attualmente tre classi di farmaci sono stati approvati per la cessazione del fumo: prodotti sostitutivi a base di nicotina (gomme, cerotti, spray inalatori, caramelle), bupropione  e vareniclina.

 

EFFETTI DELLA NICOTINA

 

LEGGI

In Italia sono ritenute lecite, secondo il D. Pres. Rep. 309/1990 (in continuo aggiornamento), attività di produzionevendita edetenzione di nicotina e derivati con poche limitazioni. A livello di produzione é necessario il saldo delle accise e l’apposizione del bollo. La vendita é invece consentita unicamente a maggiorenni.

Il consumo in ambienti pubblici chiusi è vietato dalla cosiddetta “Legge Antifumo” che richiede, tra le tante obbligazioni per chi è responsabile di tali spazi, l’apposizione dei cartelli di “Divieto di fumo” arrecanti l’indicazione della sanzione minima e massima per i trasgressori ed il responsabile tenuto alla supervisione di tali comportamenti.
Con l’ordinanza firmata il 2 aprile 2013 dal Ministro della Salute é stato esteso a 18 anni anche il limite di età per l’acquisto di sigarette elettroniche a base di nicotina.

 

VORREI APPROFONDIRE

 

Nicotina

Saggio di approfondimento sulla nicotina

Dipendenza patologica e funzioni cognitive

Traduzione di Addiction and Cognition, Addiction Scienze and Clinical Practice, NIDA, 4 dicembre 2010

Genetica e tossicodipendenza

Articolo a cura del Dott. Alfredo Orrico, Genetista.

Scienza della Dipendenza

Traduzione del testo "Drugs, Brains and Behaviour. The Science of Addiction" presente sul sito del N.I.D.A. www.drugabuse.gov

3 risposte a “Nicotina”

  1. Eugenio ha detto:

    Ho smesso di fumare da un mese ,ma sento ancora il desiderio di accendere una sigaretta. Devo aspettarmi che sparisca o dovrò abituarmici?

    • Unità Operativa Prevenzione Dipendenze Patologiche ha detto:

      Salve,

      Per frenare il desiderio deve trovare una motivazione, seria e plausibile, e mantenerne costante il richiamo.
      La dipendenza patologica é infatti definita una malattia cronica e recidivante, ovvero una condizione che permane e induce continue, possibili, ricadute.
      Tutto ciò ha molto a che vedere con la memoria ed il desiderio di “accendere una sigaretta” é il sintomo di quanto ancora lei “ricordi” le condizioni che le generano tale necessità.
      Per certi versi ha utilizzato un verbo corretto “abituarmici” perché in effetti lei dovrebbe progressivamente abituarsi all’idea di essere stato un fumatore e mettere da parte quel desiderio di consumo (accendersi la sigaretta) sostenuto da una motivazione forte a tale cambiamento. Una motivazione che deve trovare e sostenere.

      Per approfondire quanto qui accennato in termini di aspetti generali della dipendenza la invitiamo a leggere la pagina “Scienza della Dipendenza”.

      Qualora sentisse bisogno di maggiori indicazioni, ci contatti, possiamo organizzare un incontro.

  2. Francesco ha detto:

    Mio padre è mancato a 80 anni per un enfisema polmonare (aveva anche altre patologie tra cui tumore al polmone che sembrerebbe non aver avuto il tempo di fare metastasi e ucciderlo) è morto per l’enfisema e tutto il resto… va bene aveva 80 anni quindi un età accettabile ma io so che se non fosse stato fumatore sicuramente altri 2-3 anni li viveva tranquillamente!
    con questo cosa voglio dire? mio padre e morto in casa mia e mia moglie (fumatrice) e mia madre (fumatrice) lo hanno visto andare in coma e morire dopo quasi 24 ore… rimanere senza respiro fino all’ultimo battito… dopo questa tragedia sapete cosa hanno fatto? niente continuano a fumare serenamente come se nulla fosse successo… va bene che di qualcosa si dovrà pur morire ma le sigarette sono a mio avviso un suicidio lento e legalizzato….

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