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Le metamfetamine

Secondo alcuni scienziati, la ragione per cui gli utilizzatori di metamfetamine trovano così difficile smettere – l’88 per cento ricadono anche dopo un trattamento riabilitativo – è che la sostanza sfrutta a suo vantaggio il naturale processo di apprendimento del cervello.
Lo studio, in modelli di roditori, ha mostrato che la cessazione dell’uso di metamfetamine stimola la formazione di nuovi neuroni in una regione del cervello, chiamata giro dentato, associata all’apprendimento e alla memoria; in sostanza il cervello lavora per rinforzare e tenere vividi i ricordi legati al comportamento di ricerca della sostanza.

“Di norma, una nuova crescita neuronale si pensa sia una buona cosa, in realtà abbiamo individuato questi nuovi neuroni che invece sostengono cattivi comportamenti ‘”, ha detto Chitra Mandyam, che ha guidato la ricerca come professore associato. “Il cervello non è ingrado di separare le ricompense sane da quelle insane, dovute ad es. al consumo di droga”.

Gli scienziati hanno scoperto inoltre che potevano bloccare la ricaduta somministrando agli animali una piccola molecola sintetica finalizzata proprio a bloccare la crescita di nuovi neuroni. Questa molecola, chiamata isossazolo-9 (Isx-9), è apparsa anche in grado di invertire l’anormale crescita neuronale che si sviluppa durante l’uso di metamfetamina.
L’isossazolo bloccando la neurogenesi, che mantiene le memorie associate alla droga,difende l’assuntore dalle possibili ricadute. Per i ratti, protetti dal farmaco, l’ambiente in cui avevano assunto la metamfetamina non era più un potente stimolo per la ricaduta.

È interessante notare che i benefici dell’isossazolo si osservavano soprattutto tra gli animali che rispondevano fortemente all’azione della metamfetamina; ad altri ratti la droga non interessava. “Proprio come gli esseri umani, gli animali mostrano notevoli differenze individuali nella ricerca delle droghe”,ha detto Mandya.

montefrancesco
Fonte
M H Galinato, J W Lockner, M J Fannon-Pavlich, J C Sobieraj, M C Staples, S S Somkuwar, A Ghofranian, S Chaing, A I Navarro, A Joea, B W Luikart, K D Janda, C Heyser, G F Koob, C D Mandyam. A synthetic small-molecule Isoxazole-9 protects against methamphetamine relapse. Molecular Psychiatry, 2017; DOI: 10.1038/mp.2017.46

 

tags: #metamfetamina #metamfetamine #ricadute

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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