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Steroidi anabolizzanti e immagine virile.

Uno studio, prodotto dalla NIDA (National Institute on Drug Abuse) e dalla Harvard Medical School, descrive che un numero crescente di giovani, soprattutto uomini non-atleti, utilizzano steroidi androgeni anabolizzanti (AAS) ed altri farmaci per migliorare l’aspetto e complessivamente le prestazioni.

I maschi sono ossessionati dalle prestazioni; è questo un elemento distintivo dell’identità maschile che condiziona tutto il loro pensare ed agire.
La prestazione è strettamente correlata al processo erettivo, che, fallico e fallace, li costringe a produrre e possedere ogni campo per sedare l’ansia prestazionale.
Il rapporto con il sesso (le dimensioni del pene o la durata del rapporto sessuale), il rapporto con le donne in genere o con il potere o il possesso della materialità diviene così malato.
Non scordate che il primo femmineo che i maschi conoscono è la loro madre, meglio la loro mamma. La confusione interpretativa tra la madre, le sue garanzie affettive e le “altre” può distorcere il rapporto con il piano della realtà sentimentale. Sino a non capire.
Da qui in poi si può esistere come maschi all’interno di ordinari disagi oppure giungere sino ad uccidere le donne se queste abbandonano e rifiutano la carcerazione emotiva.
La produzione erettiva inoltre allontana i maschi da una più profonda conoscenza di sè ovvero dai propri sentimenti, dalla consapevolezza della propria e specifica identità.
Dalla loro magnifica diversità….se potessero viverla al meglio.
Io ho fatto questi pensieri dopo molti anni, in fase di avanzata adultità, grazie anche allo studio sulle sostanze stupefacenti e agli incontri di vita fortunati.
Le droghe, come le persone, mi hanno costretto ad andare in campi che non frequentavo e a comprendere le diversità, comprese quelle di genere.
E tutto nasceva dall’evidenza che fenomeno delle dipendenze patologiche era prevalentemente maschile.
Infine entrambi i generi pare non capiscano realmente il mondo dell’altro. 
Ognuno dei due si prende quell’altro secondo i propri bisogni, sogni e aspettative.
Io non so se la “natura” ha stabilito una qualche logica finalistica per questa condizione umana. Sono certo invece che la reciproca incomunicabilità è nelle trappole educative, nella morale e nel controllo del comportamento sessuale dell’altro. (ndr – montefrancesco)

Gli autori suggeriscono che questa tendenza potrebbe essere in parte spinta da un’immagine idealizzata del sesso maschile che si concentra sempre di più sulla muscolarità, come illustrato nelle riviste, nei film, nella pubblicità e nella televisione.
Questo, a sua volta, potrebbe dare spiegazione del crescente numero di giovani che riportano di non essere soddisfatti della forma e della dimensioni del loro corpo e della loro costante preoccupazione di aumentare la massa muscolare.

L’uso di anabolizzanti si associa ad altre e note conseguenze, infezioni trasmesse per via ematica (aghi), disagi psicologici, malattie cardiovascolari, renali ed epatiche.
La vastità del fenomeno richiede tuttavia studi a lungo termine per determinare la prevalenza, i modelli di consumo, gli effetti sulla salute ed efficaci strategie di prevenzione e di
trattamento.
da NIDA

Negli ultimi decenni, in molti paesi, l’immagine idealizzata del corpo maschile si è spostata verso un livello sostanzialmente più elevato di muscolarità.
I palestrati, o i modelli maschili in genere e persino i giocattoli dei bambini (ad esempio, “G.I. Joe”) sono diventati molto più muscolari rispetto ai loro predecessori degli anni ‘60.
Attualmente, i giovani sono costantemente esposti a immagini maschili muscolari sulle copertine delle riviste, nella pubblicità, in televisione e nei film.
Forse come conseguenza di queste tendenze, i giovani hanno sempre più preoccupazioni verso la loro muscolosità e questo si riflette in una aumentata e crescente frequenza del cosiddetto “dismorfismo muscolare”; è questa una forma di disturbo dell’immagine corporea caratterizzata da una ossessiva preoccupazione per come si appare fisicamente, per come appare la propria muscolarità.
E’ stata descritta per la prima nella letteratura scientifica meno di 25 anni fa, ma ormai il dismorfismo muscolare è diventato oggetto di numerosi rapporti ed è stato incluso come diagnosi ufficiale nel DSM 5 (Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition (DSM-5).

da Jama
December 08, 2016
“Body image disorders and abuse of anabolic-androgenic steroids among men,” published in the Journal of the American Medical Association.

montefrancesco

 

tags: #dismorfismo #dismorfismo muscolare #doping #steroidi anabolizzanti

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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