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Tira una brutta aria

Faccio cenno alla situazione politico/culturale che mi pare stia allagando l’Italia e l’Europa.
E’ come accade nei film dell’orrore in cui la musica e la sceneggiatura ti prepararono a cattive presenze e poi lentamente accade quello che temi che accada.
Escono fuori i mostri, inarrestabili. Eppure prima non c’erano o sembrava non ci fossero.
Invece ci sono, in quantità non previste e sono ovunque.
Sopravviene naturale l’impulso di andare via, misto ad una grandissima tristezza.
Possibile che possa riaccadere quanto è già accaduto e che sembrava vinto e separato oramai dalla storia e dalle nostre vite ? Quella terribile fogna del tratto umano era l’esempio del non più ripetibile, delle nostre vergogne, forse aveva il solo compito di accogliere i lati oscuri e farli scomparire per una momentanea e “salutare” funzione catartica.
Però, e molto realisticamente, quel male non è mai passato ovunque.
Nel mondo sopravvive e decima con la stessa orribilità.

Quei mostri così vicini sono persone che conosco, persone che sembrano normali sia davanti che di dietro, quelli con cui scambio un saluto e commenti generici; anche persone con cui parlo difficile.
Ma non si notava tanta differenza, salvo una improvvisa fretta di chiudere qualsiasi argomento soprattutto se questo scivolava su piani ideologici. Cioè se il discorso ad un certo punto imponeva di formulare un giudizio.

Un giudizio sui migranti, sulle donne, sugli uomini (argomento ancora più difficile), sui neri/negri, sulle minoranze, sulle diversità sessuali, sui tossici-tossicodipendenti….
Questo argomento ha avuto, per sue ragioni interne, sempre tanti problemi.
Che tipo di malattia è la tossicodipendenza ? Sono i tossicodipendenti “veri” pazienti e vanno curati con la dignità di qualsiasi altro malato o sono viziosi vittime del loro comportamento colpevole e moralmente deplorevole ?
Nella mia vita professionale ero così contento di aver conquistato la possibilità di paragonare la dipendenza patologica alle normali funzioni appetitive e consumatorie. In sostanza di porre entrambi le dipendenze patologiche e fisiologiche su piani di non diversità, quindi di accettabilità.
Ci ho messo tanti anni.
Ora potrebbe cambiare.
Tra l’altro i tossicodipendenti sono tra quelli che più minacciano la sicurezza del cittadino, quindi bisognerebbe usare le maniere forti e magari un qualche tipo di intervento di “castrazione” chimica del comportamento. O tutti rinchiusi in Comunità come gli “hotspot” per migranti.
Dovrò cambiare modo di affrontare l’argomento ?

Infine voglio aggiungere che fino a qualche mese fa personalmente mi sembrava di non essere più terrone.
Vi immaginate un terrone, tossico, di madre sinti e padre salentino, di pelle difficilmente ambrata, che toglie il lavoro ad altri ?
Il suo mare lo potrà vedere solo in cartolina ?

montefrancesco g.

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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