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“Facebook come la cocaina?” Uno studio lo dimostra, ma con scarsi risultati

Facebook ha un effettoA� sul cervello simile alla cocaina“, lo riferisce il Daily Mail. E la notizie A? stata rimbalzata in tutto il mondo. Ma le cose non stanno proprio cosA�.A� Noi di insostanza.it l’ho abbiamo spiegato.

Precisazione
In questi giorni la notizia A? stata virale sui social network, nonostante i risultati siano del 2014. La notizia ha destato molta preoccupazione, ma A? necessario sottolineare che i limiti e l’approssimazione del metodo che presenta lo studio, non forniscono risultati soddisfacenti, ma richiedono ulteriori e piA? approfonditi studi.
Di seguito, troverete tutto ciA? che c’A? da sapere su questa ricerca che mette a confronto i sintomi di dipendenza da facebook con le droghe illecite, ma che presenta molti dubbi, come hanno affermato gli stessi ricercatori.

La ricerca
La ricerca, attraverso le scansioni del cervello ha rilevato che gli studenti esposti a immagini associate a Facebook avevano modelli di attivitA� neurale come nelle persone con dipendenze da sostanze o dipendenze da gioco.
In questo studio, i ricercatori dell’UniversitA� of Southern California, hanno eseguito un esperimento su 20 studenti di un college degli Stati Uniti, sui quali sono state fatte scansioni MRI funzionale (fMRI) del loro cervello mentre eseguivano un test progettato per misurare la loro risposta ai segni e simboli associati a Facebook, come ad esempio il logo “F”. In alcuni test dovevano premere i tasti in risposta ai segnali stradali, e non ai segni di Facebook, mentre in altri hanno dovuto rispondere ai segni di Facebook, ma non ai segnali stradali.
La scansione MRI puA? rintracciare il flusso di sangue nel cervello in tempo reale, e puA? fornire qualche informazione su quali aree del cervello sono attive o stimolate.
I ricercatori hanno scoperto che quelli con i sintomi medi nel quadro “dipendenza” I ricercatori hanno riferito che i partecipanti del loro studio, con livelli medi di sintomi di dipendenza-like “hanno un sistema dell’amigdala-striatali iperattivo, il ciA? rende questa ‘dipendenza’ simile a molte altre dipendenze”. Tuttavia, a differenza di persone dipendenti da droghe o alcool, i sistemi cerebrali legati all’ inibizione degli impulsi (corteccia prefrontale) erano attivati normalmente.
I ricercatori sostengono che alcune delle modifiche ai sistemi cerebrali osservati in dipendenze da sostanze si rispecchiano in un uso abbondante di Facebook, ma quei cambiamenti che rendono piA? difficile per le persone il controllo del proprio comportamento, non erano significativi.
Essi suggeriscono che una terapia cognitivo-comportamentale (CBT) potrebbe essere un utile strumento per affrontare la “dipendenza” da Facebook.

Quali sono stati i risultati di base?
I test hanno mostrato che le persone hanno risposto piA? velocemente ai simboli di Facebook rispetto ai cartelli stradali, premendo il pulsante piA? rapidamente. Tuttavia, il confronto con i risultati di dipendenza non ha mostrato una correlazione tra il tempo di reazione e i sintomi di “dipendenza”da Facebook.
Guardando le scansioni MRI, i ricercatori hanno trovato diverse aree del cervello, tra cui la zona amigdala-striatale che si occupa delle emozioni e delle motivazioni (un sistema di “ricompensa” del cervello), le quali era attive a��a��mentre le persone erano impegnate a premere i tasti in risposta ai simboli di Facebook.
Non c’era differenza di attivitA� nelle aree del cervello che hanno un ruolo nell’inibire il comportamento dipendente (ventrale corteccia pre-frontale, orbitofrontale laterale, giro frontale inferiore e corteccia cingolata anteriore), se avevano punteggi piA? alti o bassi di dipendenza da Facebook, e se a essi stessi era stato impedito di premere i tasti in risposta ai simboli di Facebook o segnali stradali.

Limiti della ricerca
Questo studio mette a confronto la “dipendenza” per i social media e le dipendenze da sostanze, rendendo allo stesso tempo chiaro che vi sono importanti differenze tra i due, nonchA� numerosi limiti della ricerca stessa:
– lo studio puA? pertanto dimostrare solo le correlazioni tra i risultati, quindi non puA? dimostrare se c’A? una causa/effetto.
– le conseguenze differenti nello spendere troppo tempo su Facebook (che potrebbe includere troppo poco tempo di lavoro o di studio) sono meno estreme e immediate rispetto alle conseguenze della dipendenza da droghe pesanti;
– lo studio ha alcuni limiti evidenti: i risultati si basano su solalmente 20 giovani provenienti da una universitA� degli Stati Uniti, il che significa che potrebbero non essere applicabili a persone di diversa etA�, livelli di istruzione, o classe sociale;
– A? importante sottolineare che nessuno degli studenti cha avuto punteggi piA? alti di dipendenza, quindi non sappiamo se i risultati della scansione del cervello si applicano alle persone con l’utilizzo di social media molto frequente o di dipendenza;
– lo studio non mostra se l’uso di Facebook A? la causa dell’aumento dell’attivitA� cerebrale nello striato ventrale. Potrebbe essere infatti che le persone che hanno piA? attivitA� nel sistema di ricompensa del cervello hanno piA? probabilitA� di diventare assidui frequentatori di Facebook, o al contrario, potrebbe essere che gli utenti piA? assidui di Facebook sviluppano una maggiore attivitA� in questa regione;
– in alternativa, potrebbe essere dovuto al fatto che le persone riconoscono le immagini di Facebook in modo piA? rapido rispetto ai segnali stradali – i ricercatori non hanno accertato se i partecipanti avevano la patente o meno – e che le altre immagini piA? comunemente viste avrebbero prodotto risultati simili;
-i ricercatori non sanno se i risultati della scansione del cervello durante il test sarebbero stati replicati in situazioni di vita reale in cui le persone cercherebberoA� di resistere a Facebook.

In conclusione,A� si tratta di uno studio sperimentale interessante, ma lascia piA? domande che risposte circa la vera natura della dipendenza cerebrale, o comportamentale, da social media. E’ troppo piccolo lo studio per produrre risultati significativi.

La questione, se l’uso pesante di Facebook o di altre tecnologie, come ad esempio la verifica costante dello smartphone dovrebbe essere classificato come una vera e propria dipendenza, A? tutt’ora controversa e ancora da chiarire.

Fonte:
Facebook has a similar effect on your brain as COCAINE – but it’s much easier to quit. Daily Mail, February 17 2016

http://www.nhs.uk/news/2016/02February/Pages/Brain-scans-used-to-see-if-Facebook-is-addictive.aspx

 

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