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Possibile un altro consumo? Creare adulti responsabili.

Ma se invece fosse possibile un altro consumo?
da Radio Radicale, 24/11/2014 h. 7.31

L’abuso di alcol, come noto, A? un problema diffuso nei paesi occidentali, con costi sanitari elevati dovuti ai ricoveri, all’assistenza e alle cure, e costi sociali provocati dagli incidenti stradali e sul lavoro. A questi si aggiungono i costi, difficilmente valutabili, sopportati dalle famiglie in termini di sofferenze, violenze domestiche e altri disagi.
Di questo si A? parlato all’8A� Congresso della SocietA� Italiana per le Tossicodipendenze che si A? tenuto a Roma dal 19 al 21 novembre. E proprio negli stessi giorni, il 20 novembre, a Milano, sono stati presentati i risultati di uno studio realizzato dalla SocietA� Italiana di Medicina dell’Adolescenza e dall’Osservatorio Permanente sui giovani e l’alcol e dal Laboratorio sull’Adolescenza, su un campione di 1118 ragazzi per approfondire i comportamenti alcol correlati degli adolescenti in cinque aree metropolitane: Torino, Milano, Roma, Napoli e Palermo.

I dati emersi confermano il giA� noto e inducono un certo ottimismo per il futuro. 1/3 dei ragazzi non A? mai stato bevitore, il 50% circa del campione A? composto da consumatori occasionali di bevande alcoliche e solo circa 1/5 mostra un consumo piA? regolare.
L’area di rischio potenziale, quella cioA? dove parliamo di ragazzi che hanno avuto piA? di un episodio di ubriachezza riguarda solo il 6,8%.
La ricerca conferma dati del Campione Nazionale testato nel 2012 e conferma anche tendenze consolidate della popolazione giovanile italiana, ovvero tra i giovani urbanizzati, se parliamo di adolescenti il primo contatto con gli alcolici rimane precoce ma avviene quasi sempre in famiglia e in ambiti sociali controllati, in occasione di feste e con la supervisione degli adulti, quasi sempre i genitori e non puA? essere considerato come un segno certo di un consumo abituale per il futuro. Le bevande comunemente consumate, per la metA�, sono quelle con poco alcol, mentre il vino lo A? per poco piA? di un terzo. E’ confermato il fatto di bere durante il pasto, generalmente a casa, mentre appare in calo, rispetto all’indagine del 2012, la percentuale di coloro che dichiarano di bere spesso.
Da notare che la percentuale degli astemi assoluti A? pari al 13% e A? in crescita rispetto al 2012.

Questi dati sembrano smentire gli allarmi lanciati periodicamente sull’aumento costante dei consumi di alcol tra i minori oppure sui minorenni che si ubriacano nei fine settimana.
Sono denunce queste a cui seguono poi accuse sull’incapacitA� delle famiglie di affrontare il problema, sulla ritirata degli adulti rispetto alle loro responsabilitA� educative a cui segue poi invariabilmente l’appello a promuovere una cultura della salute e della sobrietA� tra i giovanissimi perchA� un’altra movida A? possibile.
Il che A? tutto vero. Ma se invece fosse possibile un altro consumo?
LunedA� scorso nella nota antiproibizionista, accennavo a un nuovo approccio che da alcuni anni si sta facendo strada tra gli operatori delle dipendenze che considera i consumatori dei una sostanza, non necessariamente come un malato da curare, o, peggio, come un criminale da reprimere, ma prima di tutto come una persona con un suo bagaglio di conoscenze e esperienze che vanno utilizzate in relazione con altre conoscenze, e questo perchA� , come dimostrano la scienza e l’esperienza, A? possibile convivere con le sostanze, normalizzare il loro uso, ottenere un efficace riduzione dei rischi e dei danni.

La ricerca sugli adolescenti che abbiamo citato mostra che questa popolazione giovanile ha un approccio con l’alcol mediato dalla famiglia, in un contesto alimentare e ha un minor rischio di cadere in un uso problematico o in una dipendenza in futuro.
E in Italia questo A? piA? evidente che in altri paesi europei.
Allora senza sottovalutare il problema dell’alcol e i rischi connessi, anzichA� fare improbabili appelli a un mondo senza alcol o ad altre movide possibili, appelli francamente poco accettabili dai ragazzi e adolescenti, si dovrebbe lavorare per promuovere un uso piA? consapevole e responsabile, creare adulti responsabili.

da Radio Radicale, 24/11/2014 h. 7.31

 

 

tags: #adolescenti e droga #alcolismo #dipendenza da alcol

Due parole sull'autore

Aimone Pignattelli

Psicologo, esperto nella relazione di aiuto per le marginalità sociali, giornalista pubblicista.

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