uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

PrecocitA�, malfunzionamento familiare e uso di droghe.

Ricercatori americani hanno studiato ed evidenziato le relazioni che intercorrono tra il a�?funzionamentoa�? familiare, lo sviluppo dell’etA� puberale e l’uso di sostanze. Secondo quanto riportano, gli adolescenti che vivono situazioni familiari a�?malfunzionantia�? e che vanno incontro ad unaA�precoceA�pubertA� A�sono soggetti, piA? di altri, a sviluppare disturbi da uso di sostanze.

Di seguito una traduzione, in corsivo, di parte della recensione (1) del lavoro originale (2).
a�?Non si parla, per gli adolescenti, di una vera e propria dipendenza ma di perdita del controllo. Infatti per dipendenza oggi si intende il ripetuto fallimento nel controllo del proprio comportamento, fallimento che induce il soggetto a riprodurre il comportamento patologico nonostante le significative conseguenze negative. Alla base della dipendenza c’A? una disfunzione neurobiologica nei circuiti cerebrali del sistema motivazione-ricompensa.
Per parlare di dipendenza e successiva perdita del controllo bisogna presupporre una fase precedente in cui il si abbia il controllo. Questa capacitA� di controllo a sua volta presuppone la presenza di un libero arbitrio, ovvero la capacitA� di prendere decisioni.
Il libero arbitrio in un adulto A? una questione alquanto complessa perchA� i processi decisionali dipendono da molteplici fattori, spesso opposti fra loro. Si tratta di fattori sociali come il tener conto della punibilitA�, della riprovazione sociale, della conformitA� alle norme, della competizione sociale e non ultimo dell’apprendimento sociale delle norme.
L’acquisizione del libero arbitrio A? un processo lungo e complesso che si estende per tutto l’arco della vita.
Per questo i bambini non dispongono nA� di libero arbitrio nA� di un controllo del comportamento come gli adulti. I comportamenti dei bambini risentono dell’influenza degli adulti, in primis dei genitori.

Ma per quanto riguarda gli adolesce
ntiA�?
Negli adolescenti il controllo A? in parte autonomo e in parte mediato dall’educazione e dall’esempio dei genitori, questo almeno A? quanto rilevato per quanto riguarda l’uso di tabacco, di alcol e di cannabis.
PiA? frequentemente i disturbi da uso di sostanze si manifestano negli adolescenti qualora siano troppo o troppo poco controllati dagli adulti.

La valutazione di una perdita di controllo nell’uso di sostanze in un adolescente, senza esplorare le caratteristiche del funzionamento familiare, A? inutile, ci avvertono questi autori.
Valutare la dipendenza nell’adolescenza richiede di valutare il funzionamento familiare.a�?

Quando si parla di adolescenti e alcol o altre sostanze che possono indurre dipendenza bisogna sgombrare il campo dai facili allarmismi e comunque rimboccarsi le maniche come educatori.
L’adolescenza A? quella fase della vita in cui il corpo e la mente subiscono un’accelerazione nello sviluppo che porterA� alla formazione dell’individuo adulto.
Tutti quelli che ci sono passati sanno di cosa si stia parlando.
L’adolescente oscilla tra la vita in famiglia, dove sono ancora i genitori a dettare le regole e il mondo esterno, la societA� che ha regole sue proprie, condivise o trasgredite. Nel mondo esterno si sviluppano relazioni tra pari, o con leader scelti, e si confrontano le regole sociali con quelle familiari. In realtA� l’adolescenza A? un lavoro molto complesso sia per i ragazzi che per gli adulti. Nei giovanissimi poi, pian piano, comincia a formarsi il senso di responsabilitA�.
Non A? semplice per l’adolescente districarsi tra messaggi che lo bombardano in maniera spesso contraddittoria e arrivare a fare la scelta giusta. Qualcuno ogni tanto scoppia dando luogo a problematiche in genere reversibili.A�
Gli studi recenti della SocietA� Italiana per le Tossicodipendenze ci dice che solo il 6,8% degli adolescenti ha avuto piA? di un episodio di ubriachezza e per essi si parla di area a rischio potenziale e non di dipendenza conclamata. Come dire che si possono avere piA? episodi di ubriachezza senza per questo compromettere in modo patologico il nostro comportamento.

Ma perchA? gli adolescenti che vanno incontro a una pubertA� precoce con malfunzionamenti familiari sono soggetti piA? di altri a sviluppare disturbi da uso di sostanze?
Come mai?
Mentre A? facile capire che un malfunzionamento familiare puA? consistere sia in un controllo troppo serrato come anche in una assenza di controllo, piA? difficile A? comprendere come sia possibile che un elemento di fragilitA� sia costituito dal precocitA� dello sviluppo puberale.
Il fatto A? che nelle nostre societA� tutto spinge perchA� si cresca velocemente.
Ad esempio abbiamo per questo dispositivi tecnologici che fanno conoscere presto il sesso, prima ancora di aver maturato l’idea di un sentimento, e cosA� per tante altre cose che eccitano l’emotivitA� senza dare poi il tempo di elaborarla.
Viviamo in una societA� che non sa piA? che c’A? un tempo per ogni cosa e ogni cosa ha un suo tempo.
PiA? precocemente un ragazzo, o una ragazza, sviluppa e piA? precocemente sarA� risucchiato nei meccanismi sociali che lo spingono ad assumere atteggiamenti da adulto anche se la mente non A? perfettamente adeguata.
Allora anzichA� continuare a far rimbalzare le responsabilitA� solo sulla famiglia teniamo alto il senso critico dei nostri ragazzi – la scuola in questo puA? dare il suo contributo – e in noi stessi interrogando la societA� che abbiamo di fronte e i nuovi prodotti o modelli di vita che continuamente ci offre per attivare, manipolare e accelerare le nostre emozioni e quelle dei nostri ragazzi, perchA? crescano in fretta e in fretta si trasformino nei nuovi consumatori o in macchine cognitivamente efficienti.
Per dirla con Recalcati (3) :
a�?Garantire l’efficienza della performance cognitiva A? diventata un’esigenza prioritaria che risucchia le nicchie necessarie del tempo morto, della pausa, della deviazione, dello sbandamento, del fallimento, della crisi, che invece….costituiscono il cuore di ogni autentico processo di formazione.a�?
Ma questo tempo se non riusciamo a prendercelo caparbiamente da soli nessuno ce lo regalerA�. Insegniamo ai nostri ragazzi a darsi tempo, il tempo dell’erranza, il tempo della noia, il tempo, il tempo del ritorno, il tempo di resistere, il tempo di insistere, il tempo di crescere e il tempo per capire, il tempo di differire e, qualche volta, perchA? no? di rinunciare.

Fonti
1) Anne-Laure Cote et al., Addiction in adolescence: who is really losing control ?, Addiction, 2013,108, 1515a��1519

2) Hummel A. et al., A systematic review of the relationships between family functioning, pubertal timing and adolescent substance use, Addiction 2013; 108: 487a��96.

3) Massimo Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, Torino 2014, p. 13

 

tags: #adolescenza #alcol #dipendenza #droghe #famiglia

Due parole sull'autore

Aimone Pignattelli

Psicologo, esperto nella relazione di aiuto per le marginalità sociali, giornalista pubblicista.

I commenti sono chiusi.

 

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA