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Aids epidemiologia: L’epidemia in Italia. Dati COA aprile 2009

L’epidemia di Hiv e Aids in Italia, secondo i dati forniti in aprile 2009 dal Centro operativo Aids (Coa) dell’Istituto Superiore di SanitA� (ISS), continua ad essere un fronte ”vivo” in costante mutamento.

  • AUMENTANO GLI A�INCONSAPEVOLIA� – Sempre piA? persone scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di Aids, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato. La percentuale degli ‘inconsapevoli A? aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008.
  • DIMINUISCONO GLI AMMALATI – L’aspetto positivo riguarda l’incidenza della A�malattia conclamataA� che dopo il picco registrato nel 1995 con oltre 5.500 nuovi casi A? andata costantemente diminuendo. Ad oggi i casi segnalati sono 60.346 (60.788 se si aggiusta per il ritardo della notifica), di cui 1.330 diagnosticati nell’ultimo anno (2008).
  • SIEROPOSITIVI A QUOTA 140 MILA – L’aumento di sopravvivenza determina un incremento delle persone sieropositive viventi che sono almeno 140 mila. Le nuove infezioni sono circa 3.500/4000 l’anno.
  • CRESCE L’ETA� DEGLI AMMALATI – Se nel 1988 l’etA� media degli ammalati era di 29 anni per i maschi e 27 per le femmine, nel 2008 si arriva rispettivamente a 43 e 40 anni.
  • DIFFUSIONE TRA GLI STRANIERI – Nel 1993 rappresentavano meno del 3% dei casi segnalati ma oggi sono oltre il 22%.

IN LOMBARDIA – Le persone HIV positive sono 39 mila. Nel territorio regionale sono piA? di 25 mila le persone a cui viene somministrata una terapia anti-retrovirale, altri 14 mila soggetti circa effettuano invece controlli periodici. Dal 2001 al 31 agosto 2008, i casi di Aids in Lombardia sono stati oltre 3.500, di cui piA? del 70% in maschi. La fascia di etA� con piA? malati A? quella tra i 30 e i 50 anni. Fino al 2000 i casi di Aids registrati in Lombardia erano circa 1.000 all’anno, pari al 25% circa dei casi che si registravano a livello nazionale, ma a partire dal 2001 si A? registrato un calo costante fino ad arrivare a circa 370 casi nell’intero 2007.

Fonte: corriere.it

Dott. Luigi Pippi, infettivologo

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