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Alcol e problemi alcolcorrelati

Ieri A� stata presentata in Parlamento la Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati ai sensi della legge 30.3.2001 nA� 125 “Legge Quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati”.

Come si legge nel rapporto “l’Italia A� ancora un Paese in cui l’assunzione moderata di alcol e in particolare di vino costituisce un comportamento molto diffuso […] ma una buona parte della popolazione maschile di etA� anziana consuma alcolici […] senza rispettare la moderazione richiesta per l’etA�”.

Pur tuttavia la maggior preoccupazione, ribadita anche nei lanci delle agenzie di stampa, non A� relativa agli anziani. L’oggetto principale delle attenzioni del Ministero della Salute pare rivolto al binge drinking, ovvero la ricerca dell’ubriachezza fine a se stessa attraverso bevute occasionali ad alta intensitA�. Questa modalitA� da un lato sta imperversando tra i giovani (il 17% dei non maggiorenni fa consumo regolare di alcolici) fino ad interessare anche la popolazione adulta “con piA? alto titolo di studio […], chi si sente in buono stato di salute”. Il fenomeno, confermando la crescita costante e allarmante degli ultimi anni, trova una stabilizzazione dei consumi fuori pasto per entrambi i sessi e, nel dettaglio, un aumento – in linea con il trend dell’ultimo decennio – del coinvolgimento della popolazione femminile.

Ma a rendere la relazione firmata da Ferruccio Fazio particolarmente significativa sono forse i dati che collocano l’Italia al vertice della poco onorevole classifica dei Paesi Europei dove la prima assunzione A? piA? precoce (12 anni). Il dato ha una sua notevole rilevanza soprattutto se si considera che in Europa l’alcool causa 195.000 morti l’anno ed A� “la terza causa di mortalitA� prematura, dopo l’ipertensione e il consumo di tabacco”.

“In Italia dunque una quota importante di popolazione A� esposta a una vasta gamma di rischi alcolcorrelati. Abbiamo un tasso di mortalitA� per cirrosi epatica ancora superiore alla media europea e le diagnosi di ricovero ospedaliero per cirrosi alcolica negli ultimi anni sono in aumento in rapporto alle altre diagnosi: fino al 2006 si A� registrato un costante aumento degli alcoldipendenti in trattamento presso i servizi alcologici territoriali e fra essi appare ancora in crescita la percentuale dei giovani di etA� inferiore ai 20 anni.”.

Inoltre, in riferimento al piA? mortale dei danni alcolcorrelati (gli incidenti stradali), la Relazione riporta che tra il 2006 e il 2007, nonostante una diminuzione generale degli incidenti, quelli causati da abuso di alcol hanno registrato un aumento di circa 2000 casi.

Tra le principali attivitA� istituzionali indicate dalla relazione, oltre all’azione delle Regioni (informativa, di coordinamento e supporto della realtA� sanitarie interessate dal fenomeno), troviamo la “molto intensa” attivitA� della Consulta Nazionale sull’Alcol, costituita ai sensi dell’art.4 della legge 125/2001, che ha “elaborato e approvato importanti documenti ma soprattutto ha dato un insostituibile impulso e supporto al Ministero per l’organizzazione della I Conferenza Nazionale sull’alcol” del 20 e 21 ottobre 2008.

Infine la relazione non fornisce alcuna informazione sul tema del consumo congiunto di alcol e altre sostanze stupefacenti (cocaina, amfetamine, eroina, psicofarmaci), e, allo stesso modo, A� assente qualsiasi riferimento a politiche proibizionistiche in tema di alcol.

Ulteriori dati significativi forniti dalla relazione:

  • Dagli anni ’70 ad oggi si A? assistito ad un calo nel consumo pro-capite di alcol puro, in relazione al calo del consumo di vino, a fronte di un aumento graduale (dal 1997) del consumo di birra; pur tuttavia il consumo medio annuo pro capite di alcol puro A? passato da 9,14 litri a 10,45 litri (ben sopra la raccomandazione dell’OMS di 6 litri per la popolazione al di sopra dei 15 anni e 0 litri per quella inferiore);
  • Ogni anno l’Unione Europea a spendere direttamente (per prevenzione, trattamento, crimini correlati, disoccupazione, assenteismo e mortalitA�) 124 miliardi di euro, 1,3% del PIL europeo, e indirettamente – riferiti all’espressione “costi intangibili” – 270 miliardi di euro;
  • L’Organizzazione Mondiale della SanitA� (OMS) stima che per l’Italia i costi dell’alcol siano compresi tra il 2 e il 5% del PIL;

 

Dr. Francesco Sanna

 

tags: #alcol

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