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Alcol, ideologia, sottocultura, i fatti di Colonia.

Il Capodanno 2016, con i fatti di Colonia e delle altre cittA� europee, lo ricorderemo perchA� ha segnato una ferita nell’immaginario collettivo che non sappiamo quanto tempo richiederA� per essere rimarginata e se un risanamento sarA� possibile. La realtA� ha superato di gran lunga la fantasia. Nessuno fino ad oggi aveva potuto immaginare che l’uso dei social-network potesse condurre a tanto.
Cosa A? successo lo sappiamo, ma c’A? stato un certo ritardo nei giornali e nelle televisioni a dare la notizia che gli aggressori delle donne si aggregavano grazie all’uso di queste nuove tecnologie come tutti dobbiamo aver pensato giA� dal primo momento. Questi balordi si aggregavano usando whatsapp e forse facebook o twitter .
Se vogliamo vedervi un attacco alle donne bianche, questo metodo ha funzionato alla grande. A noi resta tutto l’onere di una dolorosa riflessione. E’ un semplice atto criminale o A? qualcosa di piA??
Dopo anni e anni spesi a difendere chi era di cultura differente, a batterci per l’integrazione la questione si presenta enigmatica alle nostre logiche.
Ci sentiamo traditi. Ci sentiamo tradite.
L’immigrato A? diventato persona indifendibile. Lo scrivo e giA� so che non bisogna generalizzare.
Eppure come evitare che episodi simili si ripetano?
Ormai A? impossibile, gli emulatori sono in agguato.
Il mio primo pensiero A? stato che ci trovassimo difronte non a semplice criminalitA�, organizzata tecnologicamente, ma ad un atto di guerra. Guerra alle donne occidentali, trattate come un bottino da conquistare, guerra ai nostri ideali di uguale dignitA� e libertA� per tutti, uomini e donne, libertA� di festeggiare e di uscire da sole anche la notte di capodanno.
Ma chi A? il nemico? Il nord africano, l’immigrato, il mussulmano.
O chi per cultura A? rimasto all’idea arcaica che il corpo della donna sia un bene di nessuno e quindi alla portata di tutti e non come invece A? una proprietA� inalienabile e inviolabile della singola persona. Questa considerazione ci porta indietro di moltissimi anni, al punto che abbiamo dimenticato le argomentazioni con cui smantellavamo queste convinzioni radicate allora nella testa dei nostri uomini occidentali.
Chi farA� capire loro che cosA� non si puA? fare, quando il mezzo tecnologico si fa strumento di facile predazione, e rivela che A? tecnicamente possibile farlo?
E’ cosA� facile che giA� gruppi di estrema destra si lanciano nello scontro e con gli stessi mezzi tecnologici attaccano singoli immigrati inermi. Dove gli un facevano la caccia alle donne, con gli stessi mezzi gli altri fanno la caccia agli immigrati.
Ma cosA� non si va lontano. PerchA� questi metodi rischiano di fare altre vittime innocenti senza per questo fermare il fenomeno che ha provocato simili reazioni. PerchA� non sono neanche gesti preventivi.
Eppure la guerra alle donne permane e il fenomeno immigrazione ci porta indietro di decenni, mettendo in discussione libertA� acquisite, o che almeno pensavamo lo fossero una volta per tutte, in un arretramento che l’uso sconsiderato delle nuove tecnologie ha reso possibile.
Gli immigrati sono stati i primi a praticarlo, chi ci garantisce che non le useranno allo stesso modo anche i maschi occidentali?
E le forze di polizia avranno gli strumenti adeguati per individuare i responsabili di tali crimini, o dovremo aspettarci un ulteriore miracolo tecnologico capace di neutralizzare certe sconsiderate conseguenze?
Certo A? che questi fatti sono avvenuti per uno stato di esaltazione in parte dovuta alla facilitA� di usare gli smartphone in modo furbo ma anche ad esaltazione alcolica che ha fatto cadere ogni freno inibitore provocando un delirio d’onnipotenza impensabile tuttavia senza il branco.
Se poi la parola d’ordine diventa l’educazione allora dobbiamo sapere che la soluzione di simili problemi avrA� tempi biblici. Lo sanno bene le donne a cui tanta pazienza A? stata richiesta per spiegare rispiegare quello che i finti sordi non volevano sentire.
Vorrei che questa volta toccasse agli uomini prendere la parola e insegnare come non ci si deve comportare da predatori di corpi delle donne. Vorrei che gli uomini dimostrassero con fatti e con argomenti che sta loro a cuore la libertA� delle donne.
E alle donne vorrei dire che sta a loro stesse, con tutti gli espedienti che riusciranno a inventare, liberarsi dalla paura.

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