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Alessandro Margara

Alessandro Margara
Colgo la��occasione della��editoriale di Roberto Spagnoli a�?Nota Antiproibizionistaa�? a�� di cui riporto in basso la trascrizione – per scrivere poche righe su Alessandro Margara.

Non sapevo del suo decesso. Mi dispiace molto.
Ea�� stato un uomo che ho tanto apprezzato e di cui voglio conservare e onorare la memoria.

Ho conosciuto il magistrato molti anni fa, quando iniziavo a praticare clinicamente la disciplina delle dipendenze presso i SerT. Non proprio conosciuto; la��ho visto diverse volte nei tanti convegni in cui interveniva e ho scambiato poche parole appena finiva qualche suo intervento.
Era un uomo che incuteva rispetto.
Era basso, vestiva con diversitA� e se non sbaglio il ricordo aveva i capelli arruffati.
Come quelli che fanno il suo mestiere aveva molti fogli in mano, giornali o altro…
Pareva pensasse sempre, occupato da serie riflessioni.
Era un piccolo e forte guerriero che riusciva a battagliare in ambienti difficili e pericolosi.

Aveva un portamento diverso, un viso diverso e diceva parole diverse.
Di queste parole avevamo bisogno perchA� difendeva i diritti dei detenuti ed anche il diritto di questi ad un buon trattamento. E il buon trattamento sostitutivo riguardava il metadone che a quel tempo iniziava a fare i primi passi tra resistenze e brutte opinioni.
Allora questo uomo importante difendeva quanto anche noi volevamo fare, ovvero essere giusti medici con un giusto trattamento per i detenuti.
Lui ci sosteneva e ci dava coraggio.
Potevamo sempre chiedergli aiuto in caso di resistenze eccessive.
Lui non aveva timori se bisognava difendere il a�?dirittoa�?.
Ora non ce ne sono piA? come lui. Mi pare.

montefrancesco
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a�?Nota Antiproibizionistaa�?
a��La��avvio alla Camera della discussione della proposta di legge per la legalizzazione della cannabis elaborata dalla��Intergruppo Parlamentare promosso dal sottosegretario Benedetto Della Vedova.
La proposta sicuramente imperfetta, e forse anche discutibile in alcuni aspetti, perA? vorrei segnalare ai tanti critici a buon mercato che pullulano sui social network, ai professionisti del commento in due righe che questa A? la prima volta che in Italia una proposta di legalizzazione della cannabis arriva in discussione nelle aule parlamentari e che quello italiano al momento A? la��unico Parlamento al mondo che sta discutendo una proposta di legalizzazione.
Semmai la notizia negativa o per meglio dire una notizia sconfortante A? proprio la povertA� di argomentazioni di coloro che dentro e fuori la��aula di Montecitorio si sono dichiarati contrari a questa proposta.
Abbiamo sentito sempre e solo ideologia, molti luoghi comuni, pregiudizi, scarsa o per non dire nessuna base scientifica. Del resto i 1700 emendamenti presentati dal gruppo di Area Popolare dimostrano che il fine di certe forze politiche non A? di confrontarsi per giungere ad un testo razionale ed efficace ma evidentemente solo quello di bloccare ogni discussione con ogni mezzo.
Insomma come quelli che non avendo argomenti validi urlano e si tappano le orecchie per non ascoltare.
Altra buona notizia A? che la proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione della cannabis promossa dai Radicali Italiani, dalla��Associazione Luca Coscioni e sostenuta da un ampio cartello di organizzazioni ha raggiunto le 25.000 firme, metA� di quelle necessarie per essere depositate alla ripresa della discussione in Parlamento del progetto di legge della��Intergruppo.
Notizia pessima proviene dalle Filippine. Da maggio ad oggi sono oltre 700 i cittadini sospetti consumatori o sospetti spacciatori di droghe sono stati uccisi nella��ambito della guerra alla droga scatenata dal nuovo presidente Rodrigo Duterte.
Oltre 300 associazioni e organizzazioni non governative si sono appellate alla��ONU perchA� intervenga immediatamente per fermare queste uccisioni extragiudiziali da parte di poliziotti e vigilantes privati.
Il direttore della��Ufficio ONU contro la Droga e il Crimine ha definito la campagna di Duterte una violazione dei diritti e delle libertA� fondamentali.
E infine concludiamo con una notizia questa triste la scomparsa di Alessandro Margara.
Egli A? stato un magistrato per una vita, in particolare magistrato di sorveglianza; poi A? stato capo del dipartimento della amministrazione penitenziaria. Ea�� stato garante dei detenuti della Regione Toscana.
Ea�� stato magistrato sempre impegnato per un carcere rispettoso dei principi della Costituzione e dei Diritti dei Cittadini.
Sempre in prima linea contro il proibizionismo sulle droghe per denunciare gli effetti nefasti della legge Fini- Giovanardi prima ancora della legge Iervolino- Vassalli, in particolare per quello che riguarda i sostegni amministrativi di cui fu tra i primi a sottolineare la gravitA�.
Alessandro Margara non ca��A? piA? ma ci restano i suoi scritti i suoi interventi in tante occasioni di dibattito, di confrontoa��
R. Spagnoli

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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