I cannabinoidi semisintetici
Nel corso della mia professione ho dovuto fare lezione sui cannabinoidi, come su tutte le altre sostanze.
Con i cannabinoidi entravo in una sorta di difficoltà.
Prima di tutto perché è diffusa l’idea che non facciano male per via dell’origine “naturale” (una grande sciocchezza e questo vale per qualsiasi tipo di sostanza proveniente dalla “natura”) ed in più il loro utilizzo anche a fini terapeutici pare abbia confermato definitivamente la loro bontà e innocuità
Quindi, per logica interna a quanto detto, non possono far male !!
La maggior parte delle persone ignora inoltre la complessità di queste sostanze, identificandole solo come prodotti della cannabis ed ignora che nel nostro organismo c’è un naturale (in questo caso non è una sciocchezza) sistema dei cannabinoidi, con recettori propri e numerose sostanze di tipo cannabinoide che su questi specifici recettori lavorano.
Le funzioni di questo sistema sono molte, diversificate e complesse; si esplicano sia nel sistema nervoso centrale che aldifuori di esso.
Per fare chiarezza, per un inquadramento facile e corretto dei vari tipi di cannabinoidi presenti in natura, nel mercato, nei laboratori e nel nostro organismo, all’inizio della lezione, impiegavo uno schema che ripresento nuovamente.
Nello schema, che potete vedere all’interno dell’articolo, non erano indicati i cannabinoidi semisintetici che invece ora ho collocato e di cui farò cenno.
La denominazione semisintetica deriva dal fatto che tali sostanze sono sì presenti nella cannabis ma sono state poi modificate nella loro struttura chimica in modo da ottenere nuovi composti di variabile potenza e di difficile controllabilità, almeno nelle fasi iniziali della loro diffusione.

Un esempio di sostanza semisintetica è l’eroina, detta anche 2,6 diacetilmorfina o diamorfina.
Deriva dalla morfina che deriva dall’oppio (tutta “robba” naturale) cui però sono stati aggiunti, per reazione con l’anidrite acetica, due gruppi acetilici in posizione 2 e 6. Nel cervello viene rapidamente metabolizzata da esterasi che staccano il gruppo acetile in posizione 2 e si ottiene la 6 monoacetilmorfina, che, come tale, può funzionare rapidissimamente (teoricamente, se non avvenissero tali interventi metabolici, l’eroina non funzionerebbe. Per questo, la 2.6 diacetilmorfina è definita come un profarmaco).
Poi dopo si otterrà anche la morfina i cui effetti si protrarranno per un tempo più lungo, con emivita di circa 3 ore.
Quanto vi riporto da ora in avanti è un breve riassunto di quanto descritto in un lavoro dell’EUDA (European Union Drugs Agency) 2025.
I cannabinoidi semisintetici sono apparsi recentemente sul mercato commerciale in alcune aree d’Europa. Sono stati segnalati per la prima volta in Europa nel 2022, dove venivano commercializzati come alternative legali alla cannabis e al delta-9-THC; nel 2024 sono stati individuati 24 cannabinoidi semisintetici.
Il cannabinoide semisintetico più comunemente utilizzato è l’esaidrocannabinolo (HHC).
Più recentemente l’esaidrocannabiforolo (HHC-P) e il tetraidrocannabiforolo (THCP) sono diventati disponibili in commercio in alcuni Stati membri dell’UE.
Altri cannabinoidi semisintetici, anch’essi ampiamente disponibili in Europa, comprendono:
– esaidrocannabinolo-O-acetato (HHC-O),
– esaidrocannabiforolo (HHC-P),
– delta-9-tetraidrocannabiforo (delta-9-THCP)
– esaidrocannabiforolo acetato (HHC-P-O-A).
I cannabinoidi semisintetici erano importati dagli Stati Uniti, ma ora vengono prodotti anche in Europa. Anche la produzione si è evoluta dai composti derivati dal CBD, ricavati dalla cannabis a basso contenuto di THC, come l’HHC, si è passati ad includere, attualmente, anche prodotti in apparenza completamente sintetici come l’HHC-P.
La somiglianza farmacologica dei cannabinoidi semisintetici al delta-9-THC solleva preoccupazioni in merito al loro potenziale di scatenare episodi psicotici nonché al loro abuso e al potenziale di dipendenza.
I cannabinoidi semisintetici sono ampiamente disponibili online e, in alcuni paesi, presso punti vendita fisici, tra cui negozi di sigarette elettroniche e negozi specializzati.
I prodotti principali sono forme edibili aromatizzate e vaporizzazioni nonché cannabis spray a basso contenuto di THC o miscelata con i cannabinoidi.
La rapida diffusione di vaporizzazioni e prodotti edibili, in particolare caramelle gommose, è particolarmente preoccupante dal punto di vista della salute pubblica.
La loro accessibilità e attrattiva possono attirare nuovi consumatori, possibilmente più giovani, che altrimenti non consumerebbero cannabis illegale o non vi avrebbero accesso, né desidererebbero fumare cannabinoidi.
Inoltre, il più lento assorbimento dei cannabinoidi dai prodotti edibili e la successiva comparsa di effetti iniziali rispetto al fumo o ai prodotti per la vaporizzazione possono spingere i consumatori a consumarne più porzioni, con il rischio di dosi tossiche.
Tale situazione può essere aggravata dal fatto che i consumatori spesso non sono consapevoli del dosaggio corretto o consumano più di quanto raccomandato, con un ulteriore aumento dei rischi di avvelenamento. Nel giugno 2024, l’Ungheria ha segnalato un’ondata di 30 avvelenamenti acuti non letali connessi a «caramelle gommose» contenenti potenti cannabinoidi semisintetici.
Effetti
Poiché i cannabinoidi sintetici e semisintetici agiscono sugli stessi recettori neuronali della cannabis, gli effetti, positivi e negativi, possono essere simili. Alcuni consumatori si sentiranno felici e rilassati, potrebbero avere le risate, avvertire morsi della fame e diventare molto loquaci. Altri si sentiranno principalmente male o paranoici. Tuttavia, i cannabinoidi sintetici e semisintetici sono spesso più potenti della cannabis naturale , quindi è più facile usarne in eccesso e sperimentare effetti spiacevoli e dannosi.
Gli effetti tipici includono:
- Sensazioni di felicità, euforia e rilassamento; alcune persone iniziano a ridere, hanno fame e diventano molto loquaci, mentre altre diventano più assonnate.
- L’umore e la percezione possono cambiare, e concentrazione e coordinazione possono diventare difficili. I cannabinoidi sintetici e semisintetici, probabilmente a causa della loro potenza, hanno maggiori probabilità di essere associati ad allucinazioni rispetto alla cannabis naturale.
- Alcuni avranno reazioni piuttosto negative, come paranoia, attacchi di panico e perdita di memoria.
Durata
La durata degli effetti e la permanenza del farmaco nell’organismo dipendono dalla quantità assunta, dalla corporatura e dagli altri farmaci eventualmente assunti.
Comunque, genericamente, va da 1 a 6 ore.
g. montefrancesco
Fonti
– www.tolktofrank.com :Synthetic cannabinoids and Semi-synthetic cannabinoids.
– EUDA (European Union Drugs Agency) New psychoactive substances – the current situation in Europe (European Drug Report 2025).
