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Cannabis nella pratica clinica

Nella pratica clinica spesso accade di dover a�?consigliarea�? la��uso della marijuana al fine di aiutare qualche paziente a ridurre la��uso di sostanze potenzialmente piA? dannose quali la��alcol o gli oppiacei.
In veritA� accade soprattutto nei riguardi della��alcol perchA� come sostituto degli oppiacei od anche della cocaina ha poca efficacia. Nei riguardi del primo molto spesso i pazienti riferiscono una sorta di somiglianza degli effetti, tipo disinibizione, rilassamento e aumentata capacitA� relazione, senza la sequela degli spiacevoli effetti collaterali della��alcol (ndr).

Stessa opinione e risultati vengono riportati da un recente studio condotto da Zach Walsh, professore associato di psicologia ed il suo team, e pubblicato sulla rivista Clinical Psychology Review. I ricercatori hanno esaminato tutti gli studi sulla cannabis medica e la salute mentale, cosA� come le recensioni sull’uso non medico di cannabis, tale che, ad oggi, la review A? una delle piA? complete sul tema.
La preoccupazione della equipe di dare chiare indicazioni sulla cannabis deriva dal fatto che con molta probabilitA� entro il prossimo anno in Canada verrA� legalizzata e quindi hanno ritenuto di dover aiutare i professionisti della salute mentale a superare i preconcetti esistenti e capire meglio i rischi e i benefici della pianta.
Con la fine del proibizionismo e soprattutto quando utilizzata con finalitA� terapeutiche dire alla gente semplicemente di smettere potrebbe non essere piA? un’opzione fattibile, al contrario diverrA� una necessitA� saper considerare la cannabis come forma di trattamento.
Questa globale revisione delle ricerche sull’utilizzo medico della cannabis ha anche rilevato che secondo alcuni studi la cannabis puA? essere di aiuto nei confronti di sintomi depressivi, nello stress post traumatico e nell’ansia sociale. Tuttavia, la revisione ha sottolineato che l’uso di cannabis non puA? essere raccomandato nel disturbo bipolare e in quadri psicotici.

Non solo ma non A? infrequente che la cannabis slatentizzi, faciliti la manifestazione di sintomi psicotici o disagi mentali prima non osservabili. Anche in stati elevati di ansia la cannabis non A? raccomandabile potendo favorire paranoia e crisi di panico (ndr).

Comunque in linea generale, secondo Z. Walsh, la diffusa opinione, sia tra i pazienti che altri, che la cannabis puA? essere considerata uno strumento di riduzione del danno (da sostanze da��abuso) e per la salute mentale ha alcune valide ragioni.

montefrancesco
fonte
Zach Walsh, Raul Gonzalez, Kim Crosby, Michelle S. Thiessen, Chris Carroll, Marcel O. Bonn-Miller, Medical cannabis and mental health: A guided systematic review. Clinical Psychology Review, 2017; 51: 15 DOI: 10.1016/j.cpr.2016.10.002

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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