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Ce lo ha detto l’ONU: abbiamo il diritto di essere FELICI

Oggi, 20 marzo è la giornata della Felicità.

L’ha Istituita l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 12 luglio 2012.
La risoluzione approvata all’unanimità dai 193 stati membri che lo compongono dichiara che ” ..un cambiamento profondo di mentalità è in corso in tutto il mondo. Le persone ora riconoscono che il ‘progresso’ non dovrebbe portare solo crescita economica a tutti i costi, ma anche benessere e felicità“.
Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ribadisce: “Felicità è aiutare gli altri, quando con le nostre azioni contribuiamo al bene comune noi stessi ci arricchiamo. È la solidarietà che promuove la felicità”.
Dunque una nuova prioritA� globale: essere felici. Un recente studio americano ha infatti dimostrato con una comparazione condotta tra 150 stati, che piA? gli individui sono felici, piA? il paese A? produttivo (rif.a�?World Happiness Reporta�?).

Sul nostro sito abbiamo pubblicato qualche settimana fa una citazione che ci ha particolarmente suggestionato a�?..siamo tutti dietro a curare i sintomi di una malattia chiamata infelicitA� ..a�? Forse perchA� ciascuno di noi aspira, rincorre, anela ad essere felice. E si ammala, dilapida patrimoni, arriva perfino a drogarsi..pur di toccare il cielo con un dito.
Per Platone A? felice chi possiede bontA� e bellezza, per Epicuro chi coltiva uno stato da��animo saggio e distaccato. Per le religioni monoteiste raramente la felicitA� A? di questo mondo. Il nostro mondo invece, quello di oggi, sembra aver perfettamente incarnato la��imperativo lanciato dalla��ONU: siamo praticamente a�?ossessionatia�� dalla felicitA�, che per noi vuol dire essere giovani e belli, vincenti, competitivi, possedere oggetti mercificati, provare sensazioni sempre piA? forti, allontanare lo spettro della malattia e della morte.

Ci domandiamo quanto questo concetto coincida con quel diritto alla felicitA� sancito il 4 Luglio 1776 dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America (e successivamente solennemente citato nella��articolo 13 della Costituzione giapponese del 1946)
Sembra che la prima stesura del documento, ancora in bozza, recitasse soltanto che a�?la��uomo ha diritto alla proprietA�a�? e che Benjamin Franklin, la��avesse successivamente integrato con il riconoscimento di un diritto mai affermato prima: a�?A tutti gli uomini A? riconosciuto il diritto alla vita, alla libertA� e al perseguimento della felicitA�a�?

Il Financial Times, in una recente inchiesta sulla felicitA�, non poteva che esprimere in termini monetari cosa significa a�?felicitA�a��: godere di buona salute vale 1 milione e 300.000 sterline, avere un buon matrimonio 200.000, parlare ai propri vicini 129.000, andare in pensione 114.000. Anche i lutti e i dolori hanno un costo a�?psicologicoa��: 8.000 sterline la morte di un amico, 126.000 quella di un figlio, 296.000 quando si divorzia (piu’ della morte di un figlio?!), 312.000 se muore il partnera��
Eppure nelle conclusioni della��inchiesta sembra prevalere il buon senso: il denaro non puo’ comprare la felicita.
Quindi vincere a una lotteria non e’ garanzia di vita meravigliosa. Gli amici sono piu’ importanti dei soldi. Perdere il lavoro e’ un evento traumatico ma il dispiacere e’ attenuato quando tanti condividono la tua stessa disavventura. E’ piu’ felice chi si sottrae alla competizione..

E allora non sembrano cosA�a��paradossali le affermazioni di uno dei presidenti piA? a�?rivoluzionaria�� (controcorrente? originale? pazzo?) del pianeta, Jose Mujica a�� Capo di Stato della��Uruguay, che alla conferenza mondiale a Rio de Janeiro, il 21 giugno 2012, ha pronunciato queste parole:
a�?Ci vendono tutto, tranne la felicitA�a��Lo sviluppo non puA? andare contro la felicitA�: deva��essere a favore della felicitA� umana, della��amore sulla Terra, delle relazioni umane, della cura dei figli, della��avere amici, del non privarsi della��indispensabile..stiamo governando la globalizzazione o la globalizzazione ci governa??? a��PerchA� non veniamo alla luce per svilupparci solamente, cosA�, in generale. Veniamo alla luce per essere felici. PerchA� la vita A� corta e se ne va via rapidamente. E nessun bene vale come la vita..questoA�iperconsumo A� lo stesso che sta aggredendo il pianeta..questi sono problemi di carattere politico che ci stanno indicando che A� ora di cominciare a lottare per una��altra cultura..a�?

Personalmente credo che la felicitA� sia un diritto inalienabile e innato dell’essere umano.
Celebrerei questa giornata con una esortazione”…goditi la vita, perchA� A? molto breve, amala pienamente, e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira; prima di parlare, ascolta; prima di criticare, esaminati; prima di scrivere, pensa; prima di far male, senti; prima di arrenderti, prova; prima di morire, VIVI ...!” (cit. Shakespeare).

Gioia Fiengo

Fonti:
a�? sito ONU
a�? Il “diritto” alla felicitA? di Luciano Fuschini – 27/09/2010)
a�? Articolo Fabio Balocco da a�?Il fatto quotidianoa�? – 7/01/2013
a�? European School of Economics 2014 (www.uniese.it/pubblicazioni/il-diritto-alla-felicita.html)
a�? Centro regionale informazione delle Nazioni Unite (http://www.unric.org)
a�? a�Z www.ilfattoquotidiano.it/…presidente-della��urugua

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