Cocaina e attività fisica
Non raramente la redazione di questo sito si è interessata agli effetti dell’esercizio fisico sul complessivo stato di salute. Sebbene sia di comune acquisizione il fatto che l’attività fisica determini benefici, questo però non è sempre vero ed infatti essa stessa può indurre dannosa dipendenza.
L’umano, in realtà, può dipendere da tutto, di tutto può fare malattia o crudeltà; ne abbiamo facoltà o forse anche imperioso dovere.
Qualsiasi attività, può avviarsi verso “irregolarità”, dipendentemente da come essa viene agita. Per quanto attiene l’operatività fisica, questo profilo dell’argomento ovvero anche la sua potenziale dannosità, è trattato nella news : Correre è felicità e salute. Non sempre però; www.insostanza.it, 8 giugno 2024.
D’altro canto, l’attività fisica può essere legittimamente paragonata ad un farmaco.
In linea generale i termini esercizio fisico ed attività fisica vengono usati come se avessero lo stesso significato; in vero, la prima si riferisce a qualsiasi movimento del corpo mentre la seconda ad un’attività pianificata, strutturata e fatta per ottenere forza, flessibilità, resistenza aerobica e tanto altro.
L’esercizio può quindi agire come un farmaco e produrre benefici effetti farmacologici. Non di meno vanno considerati i “dosaggi” per ottimizzarne i risultati. Esso è così potente che secondo alcuni può essere considerato al pari di un farmaco psicoattivo. Se da una parte, ad es. può dare rilassamento, come nella maggior parte delle persone, dall’altra, estremizzandone l’uso, può sviluppare forme di dipendenza patologica. Attività fisica al pari di un farmaco; www.insostanza.it, 4 aprile 2022.
Preme sottolineare che uno studio recente (pubblicato su PLOS One; September 17, 2025 ), trattando la relazione tra intensità dell’esercizio ed effetti sulla dipendenza da cocaina pone il concetto che: “L’esercizio fisico non è uno strumento terapeutico binario, ma piuttosto dobbiamo considerarlo uno strumento dose-dipendente, così come pensiamo al farmaco come dose-dipendente; in altri termini non tutti gli esercizi sono uguali per i risultati , anzi questi sono correlati alla modalità della loro “assunzione”.
Lo studio è stato condotti su animali adolescenti (ratti) considerato che è in questo periodo, come per gli esseri umani, che si presenta una maggiore fragilità all’esperienza ovvero all’esposizione alle droghe. Tutto ciò per varie e complesse ragioni, compresa anche una certa differenza tra maschi e femmine.
É interessante il fatto, sempre secondo la ricerca, che è soprattutto l’esercizio ad elevata intensità a determinare gli effetti protettivi sulla cocaina più che quello lento o moderato.
Tale è, che si potrebbe pensare all’attività fisica come ad un trattamento personalizzato, proprio come un farmaco somministrato secondo le differenze tra i pazienti.
Come hanno costruito l’esperimento per dimostrare quanto detto ?
Gli animali sono stati costretti a correre su tapis roulant; alcuni ad intensa velocità altri, di confronto, a velocità moderata. Per osservare quanto accadeva, successivamente (all’interno di un preciso programma) gli animali sono stati sottoposti ad un classico test comportamentale, detto place preference o preferenza di luogo.
In questo test si allena l’animale a distinguere tra due posti/luoghi/camere, uno in cui c’è la cocaina e uno in cui c’è una soluzione salina di nessun effetto farmacologico.
Semplicemente, se l’animale passa più tempo nel posto in cui c’è la cocaina vuol dire che preferisce questa; al contrario, mostrano avversione verso la droga se passano più tempo nella stanza in cui c’è la soluzione salina.
Quali i risultati ?
Gli animali che erano stati sottoposti ad esercizio intenso non solo preferivano la stanza con la soluzione salina ma mostravano avversione verso quella in cui c’era la cocaina.
Tutto ciò, come detto, è avvenuto solo negli animali sottoposti ad intenso esercizio, ovvero negli animali in cui l’esercizio era stato dosato come un farmaco. Meglio ancora, era stata proprio l’intensità dell’esercizio (il dosaggio) ad aver consentito i risultati.
In sintesi (estrema sintesi) l’esercizio intenso pare causare a livello cerebrale, nel circuito della ricompensa o del piacere, l’aumento di un fattore che determina avversione alla cocaina;
quindi, in sostanza, ridurrebbe l’abuso di cocaina e le ricadute.
Stesse conclusioni si possono leggere in una news di insostanza:
– L’attività fisica, in generale, offre ai giovani varie e sane opportunità per acquisire capacità, affrontare situazioni rischiose e raggiungere obiettivi. Secondo le modalità osservate di abuso di droghe tra gli adolescenti, l’attività fisica può certamente promuovere il benessere generale e proteggere contro l’abuso di droga e la tossicodipendenza -. www.insostanza.it, 5 febb. 2011.
Un’ultimo pensiero: considerato che si può sviluppare dipendenza verso quasi tutto, molti runners dovrebbero avere un atteggiamento più moderato.
Forse anche, ogni tanto, fermarsi e pensare.
Quando corrono e corrono tanto, ossessivamente, sembrano….
g. montefrancesco
Fonte
Plos One, Chronic High Intensity Interval Training (HIIT) exercise in adolescent rats results in cocaine place aversion and ΔFosB induction, Nikki Hammond ,Nabeel Rahman ,Sam Zhan,Mark S. Gold,Kenneth Blum,Teresa Quattrin,Yun Young Yim,Eric J. Nestler,Panayotis K. Thanos.
Published: September 17, 2025, https://doi.org/10.1371/journal.pone.0316228
