Ipertermia da cocaina
L’ipertermia è definita come una temperatura corporea elevata, maggiore di 38,5° C ma è differente dall’aumento della temperatura per uno stato febbrile.
Sudorazione e la vasodilatazione periferica sono i meccanismi principali di perdita di calore per mantenere una corretta temperatura.
Le cause di ipertermia sono le seguenti:
– aumento del calore ambientale per ondate di caldo e diminuzione della dissipazione del calore; eccessiva umidità. Ovviamente molti più episodi di ipertermia si verificano nell’estate.
– Scarsa produzione di sudore Aumento della produzione di calore.
– Sforzo eccessivo Crisi di ipertiroidismo Ipertermia maligna Sindrome neurolettica maligna
– Feocromocitoma Delirium tremens Emorragia ipotalamica
-Ingestione di particolari sostanze tossiche (ad esempio, amfetamine, metamfetamine, anticolinergici, ecstasy, cocaina, cocaina crack, dosi eccessive di LSD o per effetti diretti della fenciclidina)
Ipertermia da cocaina
La disregolazione termica è un grave problema nella intossicazione cocaina; i pazienti talora hanno presentato temperature rettali pari a 45°C.
I pazienti intossicati da psicostimolanti possono avere gravi complicanze cardiache o cerebrovascolari (sino al decesso) ma l’attenzione, per evitare e prevenire ulteriori danni, va anche rivolta al controllo dell’ipertermia e al trattamento della rabdomiolisi (è una grave miopatia ovvero una rottura diffusa ai muscoli scheletrici).
Il primo studio autoptico, condotto su un individuo morto per cocaina, fu pubblicato nel 1922 e gli autori ( Bravetta E., Invernizzi G., Il cocainismo. Osservazioni cliniche. Ricerche sperimentali e anatomo-patologiche, Note Riv. Psichiatr.,1922,10,pag.543) notarono l’ipertermia cerebrale, dei polmoni e delle ghiandole surrenaliche e il cuore fu descritto come “flaccido” (per cardiomiopatia?).
L’ipertermia è indice di un grave stato tossico ed è spesso accompagnata da agitazione psicotica (delirio eccitato), arresto respiratorio e morte.
Si possono osservare inoltre una serie di complicazioni, tra cui insufficienza renale, coagulazione intravascolare disseminata, acidosi, danno epatico e rabdomiolisi.
L’ipertermia pare dovuta alla risaputa capacità della cocaina di aumentare notevolmente il rilascio di dopamina nel cervello (lo stesso accade con l’ecstasy o gli stimolanti in genere) dove, la stessa, svolge un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura corporea.
L’aumento dopaminergico dovuto alla cocaina può causare una disregolazione dell’azione sui propri recettori D1 (che mediano l’aumento della temperatura) e D2 (che mediano la riduzione della temperatura). Tutto ciò può contribuire all’ipertermia indotta nei consumatori della sostanza, compresi quelli con delirio eccitato.
A questo proposito è importante segnalare di non utilizzare misure di contenzione fisiche o farmacologiche che interferiscano con la dissoluzione del calore.
Se necessario, utilizzare misure leggere di contenzione per mani e piedi.
Garantire un’adeguata idratazione ed elettroliti.
Le benzodiazepine rappresentano una contenzione farmacologica efficace e sicura in questi pazienti.
La loro somministrazione per via parenterale, con le consuete precauzioni, calmano rapidamente i pazienti iperattivi.
Quindi le benzodiazepine sono l’unico “coadiuvante di raffreddamento” perché svolgono un duplice ruolo:
– calmano l’agitazione (riducendo così la produzione di calore)
– agiscono come contenzioni farmacologiche sicure.
Nei pazienti agitati è così sconsigliato (se pure molto dibattuto) l’utilizzo di una contenzione farmacologica con neurolettici, come le fenotiazine o i butirrofenoni, perché possono interferire nella dispersione di calore per la loro azione sui recettori. Essi bloccano i recettori D2 nel cervello, specialmente nell’ipotalamo e nel tronco encefalico, e danno libera azione ai recettori D1 che , come prima riportato, mediano l’aumento della temperatura.
Modalità di raffreddamento
Sono necessarie misure di misure di raffreddamento attivo, ovvero:
l’immersione in acqua ghiacciata che consente la riduzione della temperatura rapidamente.
Tuttavia, i protocolli per l’intossicazione da cocaina mirano specificamente a una riduzione a circa 38,3 °C entro 30-45 minuti.
g.montefrancesco
Fonte
– Medscape, Cocaine Toxicity, Updated: Jan 16, 2024, Author: Lynn Barkley Burnett et al.
– Steven B. Karch, M.D., Pathology of Drug Abuse, Third Edition.
