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CosA� ho vissuto anch’io. Born to be wild

In questa��ultimo periodo abbiamo piA? spesso riportato sul rapporto geni-ambiente per quanto la letteratura ci permetteva di leggere ed incuriosirci. Al di lA� delle conclusioni, il nostro vero desiderio era di avere notizie consolatorie o su cui ragionare. CosA� possiamo dire che il destino puA? non essere infame o meglio forse puA? anche esserlo, ma ci sono reali possibilitA� di rivincita.

Mille esempi confortano la��affermazione apodittica. La mia generazione, etichettata da una forte connotazione politico-ideologica, si A? potuta salvare anche perchA� non erano i tempi di uno stigma genetico.

Allora si era compagni o fascisti senza doverci mettere la frasea��cosA� mi hanno fatto i miei (sic).

Quella generazione, fosse stato il tempo di adesso, sarebbe stata tacciata di personalitA� antisociale, di impulsivitA�, di black-blockismo, di uso di sostanze, ma soprattutto, a tutto questo, sarebbe stata associata una sottostante, possibile, minacciosa, indelebile diversitA� genetica.

In realtA� eravamo felici di essere importanti. Importanti e diversi se pure con fieri atteggiamenti oppositivi. Ora, in piA?, siamo anche liberi dalle catene del DNA.

Potrei continuare a descrivere di come ero io sottoscritto, e di come sono diventato; non voglio perA? rimproverarmi di essere autocentrato ma in sostanza sono stato proprio cosA�. Sempre vivace (e non iperattivo come avrebbero potuto dire disgraziati indirizzi diagnostici) sin da bambino, discolissimo al liceo a�� ho preso anche 5 in condotta – poi un magnifico incontro con lo studio, ora al lavoro sempre e con un rigore di cui mi meraviglio.

Vi riporto, per finire per un poa�� questo argomento, un editoriale tradotto in italiano a�� da me e da google- dal titolo Born to be wild di Thomas Fletcher, The Lancet, vol. 379, february 4, 2012.

Born to be wild

Nella��adolescenza il comportamento antisociale puA? essere associato ad autolesionismo, abuso di droghe e disturbi mentali e puA? presagire ad attivitA� criminali negli anni successivi della vita.

Questo A? un problema mondiale con gravi conseguenze sociali ed implicazioni economiche sia per i singoli individui che per la societA� nel suo complesso. I comportamenti antisociali possono associarsi ai fattori di rischio genetici e ambientali e recenti ricerche sembrano mostrare una sostanziale componente genetica sulla probabilitA� che un individuo diventi uno stabile criminale. Tali risultati possono indurre alla conclusione che gli individui che commettono crimini lo fanno perchA� sono geneticamente programmati a farlo.

James Barnes e collaboratori hanno studiato persone che avevano partecipato ad un sondaggio longitudinale sulla salute degli adolescenti negli USA.

Gli autori hanno confrontato il comportamento auto-riferito di adolescenti, in particolare, quello di adolescenti con fratelli, adolescenti gemelli, e di altri loro parenti e hanno valutato la frequenza di comportamenti antisociali – da un atteggiamento indisciplinato in pubblico allo spaccio di droga- per un periodo di 6 anni, durante il passaggio dall’adolescenza all’etA� adulta.

(dalle autodichiarazioni del comportamento alla ereditabilitA� statistica il salto sembra forte ma forse bisognerebbe leggere il lavoro per intero; ndr)

I risultati mostravano una ereditabilitA� statistica pari al 56-70% e questo poteva suggerire che la maggior parte delle differenze nel comportamento (riportato) antisociale di un individuo sono da attribuirsi alla genetica. In realtA� negli studi genetici A? noto che vi sono associazioni che traggono in errore, fuorvianti. Gli effetti ambientali e genetici non sono indipendenti – natura e cultura sono interconnessi, e si influenzano in modo sostanziale.

Un gran numero di geni, forse migliaia, A? probabile abbiano effetti piccoli ma cumulativi sul comportamento e potrebbero manifestarsi in comportamenti antisociali solo quando si combinano con fattori ambientali. Esattamente come gli individui geneticamente predisposti alla dipendenza che, in realtA�, non A? detto che debbano usare le droghe inevitabilmente.

I futuri trasgressori della legge diventeranno, forse, tali ma per la combinazione di molti fattori piA? che per essere nati antisociali.

Ea�� molto improbabile che la ricerca futura sia in grado di identificare un ipotetico gene o geni che conferiscono il a�?bolloa�? della criminalitA� agli sfortunati beneficiari nA� sarA� in grado di migliorare la��accertamento dei reati e la prevenzione per il mantenimento della legge e dell’ordine.

Lo studio di Barnes tuttavia, ha posto in evidenza la necessitA� di studiare negli adolescenti le associazioni ambientali e comportamentali al fine di indirizzare al meglio le politiche sociali e mediche.

L’importanza della lotta contro la povertA�, la��uso di droga e i maltrattamenti sui minori,come fattori di rischio, non A? stata mai piA? chiara.

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Thomas Fletcher, Born to be wild, The Lancet, vol. 379, february 4, 2012

 

tags: #ambiente #geni #thomas fletcher

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