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Giovanardi: sulle misure per i tossicodipendenti serviva piA? coraggio

La pena detentiva, non superiore a 12 mesi, anche se costituente parte residua di maggior pena, A�A? eseguita presso l’abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza, di seguito denominato “domicilio”A� ma a decidere A? il magistrato di sorveglianza sulla base di una relazione sulla condotta che gli viene trasmessa dall’istituto penitenziario.

Questa A� una delle novitA� emerse dalle ultime modifiche del Ddl Alfano sull’emergenza carceri, che interessa anche il mondo della tossicodipendenza.A�”Con l’emendamento introdotto i tossicodipendenti possono, se lo vogliono, scontare l’ultimo anno di pena in una comunita’ di recupero. Bastera’ la certificazione di tossicodipendenza (fornita dal Ser.T. ndr)” commenta Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sulle tossicodipendenze, che perA? ha aggiunto all’AnsaA�”certo se si avesse piu’ coraggio si potrebbe arrivare anche a introdurre la sospensione del processo per i tossicodipendenti piccoli spacciatori, una misura che per esempio avrebbe evitato al povero Stefano Cucchi di morire. E poi, l’altra nostra richiesta resta quella di non applicare la ex Cirielli, cioe’ la recidiva, ai tossicodipendenti che si macchiano di reati di lieve entitA� […] se i piccoli spacciatori potessero essere recuperati in comunita’ invece che in carcere, le recidive sarebbero sicuramente piu’ basse”.

L’autore di una delle leggi piA? repressive e proibizioniste europee sembra quindi orientato verso una parziale ridefinizione delle sue posizioni, soprattutto in tema di trattamento. Molta di questa nuova direzione pare relativa alle pressioni derivanti dallo stato attuale del sistema carcerario italiano.

A tal proposito valgono i dati citati dal segretario generale del Sindacato di Polizia Sappe, Donato Capece “oggi, a fronte di quasi 68mila detenuti presenti nelle carceri italiane, i tossicodipendenti ristretti sono quasi 17mila, con una percentuale nazionale del 25%, ma in alcune realtA� questa percentuale di tossicodipendenti tra i detenuti sale al 34% (Lombardia e Friuli Venezia Giulia), al 36% (Sardegna) fino ad arrivare al 40% dei carcerati della Liguria […] C’e’ un segmento del problema sul quale si puA? (quindi ndr) operare immediatamente, individuando specifiche soluzioni normative rivolte ai tossicodipendenti che sono in carcere per reati di lieve entita’ determinati dalla loro condizione di dipendenza cronica dalla sostanza”.

Questa linea di indirizzo non A? stata, perA?, accolta.

In contemporanea il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato un nuovo piano di investimentoA�che attraverso un sensibile incremento di prevenzione e disponibilitA� per il trattamento della tossicodipendenza punta all’obiettivo di far scendere del 15 per cento il numero di consumatori e decessi in seguito all’assunzione di sostanze stupefacenti.

“Si tratta di una sfida complessa – ha detto Obama – che prevede assieme l’incremento della prevenzione di base, l’aumento delle politiche di trattamento, il rafforzamento dello sforzo repressivo e la collaborazione con i nostri partner internazionali. Solo facendo tutte queste cose insieme ridurremo il consumo della droga e i gravissimi danni che causa alle nostre comunita”.

Secondo Gil Kerlikowske, responsabile del Dipartimento anti-droga della Casa Bianca, il piano di Obama rappresenta una “svolta radicale rispetto al passato. Per anni – protesta Kerlikowske – si A� cantato vittoria nella lotta contro gli stupefacenti, basandosi solo sul calo del numero di giovani che avevano provato marijuana. Ma non si teneva conto del grande aumento di vittime per overdose causati dall’abuso di nuove droghe o dal consumo improprio di medicine prescritte dal medico”.

Ma c’A? giA� chi sottolinea le criticitA� del piano. Bill Piper ad esempio, direttore del National Affairs at the Drug Policy Alliance Network, si chiede se la retorica di presentazione sarA� effettivamente e proporzionalmente abbinata alla destinazione di risorse finanziarie. “I soldi non stanno seguendo la retorica. Infatti, nei 15,5 miliardi di dollari di budget previsto per il 2011, sono 5,6 miliardi di dollari A� assegnato ai trattamenti e ai programmi preventivi.

In Italia si spendono poco piA? di 804 milioni di euro l’anno per cura e recupero dei tossicodipendenti, in pratica lo 0,9% dell’intero bilancio della SanitA�. Di questi fondi tra l’altro il 72% A� destinato ai Ser.T. e solo il 27% alle ComunitA� di recupero (Rapporto sullo stato dei servizi per le tossicodipendenze. Conferenza di Trieste, 18 marzo 2009).

 

Dr. Francesco Sanna

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