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Ancha��io adolescente !

Estate del 1974: amici, mare e motorino.

Tre elementi fondamentali a garantire il divertimento; la compagnia dei coetanei, la spiaggia come cornice perfetta per suonare la chitarra e due ruote per spostarsi velocemente da un posto ad un altro.
La sensazione che la vita iniziava la mattina e che la sera poteva finire era a volte in un gioco da film: attraversare in motorino un incrocio stradale, di notte a semaforo spento, dare gas, chiudere gli occhi e rischiare lo schiantoa��.o avventurarsi il giorno dopo, in altri giochi con insidie e trabocchetti sconosciuti, apparentemente meno pericolosi della��incrocio ma sempre eccitanti ed eroici.
Di tutto ciA? facevamo esperienza guardando gli adulti con supponenza, imprigionati al contrario dalla deprimente realtA� del vivere.

Non sapevamo che questo desiderio di sfidare e rischiare avesse un nome a�?sensation seeking a�?, che fosse comune negli adolescenti e che su questa��argomento molto sarebbe stato detto senza per altro accettarne la profonda ragione se pure nota ad ognuno. Come tutti infatti sappiamo, terribilmente, che il brivido provato in quei pochi secondi in cui decidi di rischiare la vita A? cosA� forte da giustificarne la��azione.
Poi con il tempo la��auto ha preso il posto del motorino, la��amore quello degli amici e il desiderio di sensazioni forti A? stato in parte addomesticato e in parte canalizzato in attivitA� dove la ricerca del brivido e del piacere non coincidono piA? con la distruzione.

AdultitA� (?!)

Oggi, circa 40 anni dopo, ricordo quei vissuti, certamente rischiosi, come un passaggio obbligato per la mia crescita personale, naturalmente non mi sentirei di consigliarli, ma in tutta onestA� so che sono stati determinanti per elaborare le esperienze emotive, per riconoscerle nella��altro e per confrontarmi con gli adolescenti senza preconcetti o falsi moralismi.
Gli adolescenti sono inclini al coinvolgimento in una varietA� di comportamenti a rischio (Steiberg L., 2008 ) e coloro che cercano avidamente nuove ed intense sensazioni hanno piA? probabilitA�, rispetto ai loro compagni piA? prudenti, di avviarsi alla��uso di sostanze (Khurana, A. et al., 2015)
Tuttavia, questi stessi adolescenti non hanno maggiore probabilitA� di diventare consumatori abituali di sostanze entro i successivi tre anni, a meno che essi non siano soggetti che sottovalutino le conseguenze future ed agiscano impulsivamente.

Ma io adolescente e tutto il resto della��umanitA� adolescente non siamo in grado di valutare le conseguenze e piA? spesso abbiamo agiti assolutamente impulsivi !
Altrimenti che adolescenti saremmo ?
Il vero problema che attualmente notiamo A? che se un tempo erano riconoscibili gli adolescenti a�?discolia�? ed eccessivi ora purtroppo moltissimi paiono in preda ad uno stato di elevata e incontrollabile eccitazione.
La��adolescenza A? cambiata; piA? semplicemente non ha piA? lo stesso tempo di prima. Ea�� anticipata e a�?trattaa�? argomenti che spettavano, una volta, ad una��altra etA�.
La sessualitA� A? esplicita, la��alcol viene consumato, sigarette e spesso anche marijuana accompagnano la esperienze con i pari.

Allora, alla luce di queste conoscenze, quali sono i fattori protettivi che traghettano i giovani nella��etA� adulta, permettendogli di uscire indenni dal periodo adolescenziale?
Gli adolescenti, come sperimentano la a�? sensation seekinga�??
Di cosa fanno esperienza e come?

Questioni cosA� complesse non possono essere minimizzate nA� generalizzate, ma negli ultimi due anni ho avuto modo di incontrare nelle Scuole Medie Superiori di Siena e provincia molti giovani adolescenti e cosA� descrivo un quadro di quanto ho visto.

Quello che balsa agli occhi A? una percentuale elevata di giovani che sembra polarizzata verso esperienze estreme, rischiose e non solo durante il tempo libero, ma anche negli ambienti Istituzionali, la scuola in primis. Il senso di vuoto e di noia, che qui riferiscono di provare, li spinge a cercare stimoli ad elevato impatto emozionale, inconsapevoli di trasgredire regole di comportamento e ignorando la��aspetto valoriale e le conseguenze dei loro agiti.
Zuckermann (1979) sostiene che la ricerca di sensazioni forti A? disponibile alle esperienze piA? diverse e che per certe persone questa��attivitA� diventa un bisogno legato alla personalitA�. Quello che io ho constatato nella popolazione giovanile A? che gli adolescenti si esprimono con un pensiero spesso superficiale, replicabile, inconsistente e molto poco variegato; anche la personalitA� sembra globalizzata, fagocitata dalla realtA� virtuale in cui sono immersi con lo smartphone di ultima generazione, lo zaino di marca sulle spalle e ai piedi le scarpe tutte uguali.
Riferiscono che la��incontro con la sessualitA� avviene principalmente attraverso i siti pornografici, che durante i fine settimana bevono abitualmente alcol e che hanno fatto esperienza di sostanze stupefacenti.
La��interlocutore di riferimento A? il gruppo stesso e non ripongono fiducia nel mondo adulto.

Oggi, che entro nelle scuole con lo scopo di fare prevenzione sulla��uso di sostanze, mentre guardo questi ragazzi dopo essermi sorbita i consigli delle insegnanti a�?che mi chiedono di non parlare di droga ai ragazzi perchA? i genitori non vogliono, sennA? si incuriosiscoa�?, penso a come sia piA? difficile per loro, rispetto alla mia generazione, sperimentarsi nella trasgressione in un mondo dove tutto A? lecito o almeno accettabile.
Infatti il naturale atteggiamento di sfida, tipico della��etA�, non A? piA? considerato dagli adolescenti come trasgressivo ma parte della routine quotidiana, normale attivitA� per passare il tempo e non ca��A? esperienza del limite da superare anzi il limite da superare viene costantemente cercato.
Pertanto un normale percorso di crescita, attraverso la sperimentazione di sA�, rischia di spingersi alle estreme conseguenze, alterando la��equilibrio tra la��esperienza vissuta la��elaborazione della stessa e la consapevolezza che ne puA? derivare.

Quando poi le sostanze da��abusoA�assumono una parte preponderante nella vita di un adolescente perchA? intermediano le funzioni e i percorsi emozionali, il rischio di diventare dipendenti A? dietro la��angolo.

In sostanza cosa puA? fare una societA� come la nostra cosA� distratta da non riconoscere di aver perso i punti cardinali ?
Solo se si sa dova��A? il nord, si puA? decidere di andare a sud, dico io, e questo vale anche nella costruzione del a�?sA? a�?.
Come dice da sempre la ricerca (ed oramai la��evidenza !) la prevenzione dovrebbe iniziare in tenera etA�, giA� dalla scuola elementare, quando i bambini sono plastici e ricettivi, non hanno ancora incontrato le sostanze e soprattutto si fidano ancora del mondo adulto.
La��intervento preventivo dovrebbe includere i genitori con la��obiettivo di promuovere il benessere sia individuale che familiare, dovrebbe essere continuativo nel tempo e non fatto di spot terroristici sulla��uso di sostanze.
Una prevenzione che mira non solo ad informare ma a formare senza moralismi, con trasparenza e coraggio.
Da��altra parte ogni societA�, ad un certo punto della sua propria storia, ha compreso la��impossibilitA� di tenere nascosta la��evidenza.
Ed ha parlato con modernitA� e per necessitA�.
Il a�?mostroa�? di nascosto era divenuto troppo grande e potente.
Ora A? giunto questo tempo.

Gabriella Franchini
Giuseppe Montefrancesco

Fonti
Khurana, A.; Romer, D.; Betancourt, L.M.; et al. Experimentation versus progression in adolescent drug use: A test of an emerging neurobehavioral imbalance model. Development and Psychopathology 27(3):901-913, 2015.

Steinberg L (2008) A social neuroscience perspective on adolescent risk-taking.
Dev Rev 28:78a��106.

Zuckerman, M., (1979). Sensation seeking. Hillsdale, NJ: Lawrence Erlbaum.

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