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Ho sbagliato. La marijuana puA? far dimagrire.

Qualche giorno fa ho commentato la notizia, riportata su molti giornali, di una persona che era stata assolta pur in possesso di quantitA� elevate di marijuana, a motivo del suo utilizzo. La persona in questione voleva semplicemente dimagrire; con la marijuana.

E io ho fatto lo spiritoso. Ho descritto persino la circostanza conviviale in cui mi A? stato chiesto delle virtA? della marijuana rispetto al cibo, considerato che, cosa piA? o meno nota a tutti, questa fa venire voglia di mangiare.
Il che A? vero. Ma non lo A? sempre evidentemente.
Molti miei amici hanno letto la news e mi sembrava di aver fatto bella figura.
Tra la��altro come era riuscito la��avvocato a porre convincimento al giudice ? Mah, uno rimane perplesso e pensa che forse gli strumenti giuridici, gli intrighi processuali siano in grado di convincere anche di fronte ad una cosa nota, risaputa.
Aggiungo che uno, sempre durante la cena ha detto: a�?forse avevano fumato tuttia�?. Insomma cosA� per ridere. Ma rimaneva il mistero fumoso.

Allora; sistemavo la��archivio delle news da fare quando da��improvviso si illumina questo titolo:
Cannabis and D9-tetrahydrocannabinol (THC) for weight loss?
Bernard Le Foll Jose M. Trigo , Keith A. Sharkey, Yann Le Strat.
Medical Hypotheses, 80, 564-567, 2013.

Vi riporto alcune parti della��abstract:

a��. Recentemente abbiamo scoperto che la frequenza di obesitA� A? paradossalmente molto piA? bassa nei consumatori di cannabis rispetto ai non utilizzatori e che questa differenza non si spiega con la contemporanea abitudine al fumo di tabaccoa��
Noi proponiamo che questo effetto sia direttamente correlato all’esposizione al delta 9a��tetraidrocannabinolo ( THC ) presente nel fumo della cannabisa��.e quindi la��ipotesi apparentemente paradossale che il THC o la��associazione THC/ cannabidiolo possono indurre una perdita di peso e potrebbero essere un utile intervento terapeutico per il trattamento dell’obesitA� e delle sue complicanze.

PiA? avanti la ragione:a��.quindi, anche se la��assunzione acuta di THC stimola la��appetito, la ripetuta sollecitazione del sistema recettoriale su cui agisce lo stesso THC (i recettori CB1) potrebbe determinare una perdita di sensibilitA� di questo sistema. Anzi a lungo termine il THC potrebbe addirittura diventare un antagonista dei recettori su cui a�?lavoraa�? e quindi non stimolare piA? la��appetito.

E’ questa la parte piA? interessante, non giA� il prevedibile sviluppo di tollerenza superabile con l’aumento della frequenza d’uso e della dose, bensA� lo sviluppo di antagonismo. Capite allora che uno piA? fuma e meno voglia di mangiare ha.A�Il quadro A? ovviamente molto piA? complicato; gli effetti molteplici della marijuana dovrebbero al pari risentire di tale antagonismo e quindi praticamente dovrebbe sopravvenire un abbandono dell’abitudine di fumare per mancanza di effetti, quelli “piacevoli soprattutto”.

La��articolo riporta altre e piA? stimolanti riflessioni come ad esempio: che la��uso della marijuana non A? appropriato per perdere peso e che al contrario se si somministra la��anandamide (la sostanza a�?cannabinoide che abbiamo naturalmente nella��organismo) non succede quanto accade con la cannabis.

La��articolo A? stato inviato alla rivista il 29 ottobre 2012 e pubblicato a gennaio 2013.
Sono rimasto di stucco.
Non perchA� altre volte nella mia vita professionale non abbia sbagliato. Tante volte.
Ma allora la��avvocato o il cliente o il giudice la��avevano giA� letto ?!. Loro si che sapevano.
Erano molto piA? informati di me che sono un a�?espertoa�? (sic).
E poi si dice della giustizia italiana.

dott. giuseppe montefrancesco

 

tags: #cannabidiolo #disturbi alimentari #Giuseppe Montefrancesco #marijuana #obesità #thc

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