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Uso di sostanze con le armi dell’intelligenza

L’ho cercata. L’ho cercata sull’elenco telefonico. Avevo solo il cognome.
Speravo che ci fosse una sola voce con quel cognome, invece non ce n’era nessuno.
Ho provato un forte senso di delusione simile a quello che provai a scuola, al liceo dove ero ritornata per cercarla, difronte alla segretaria che mi informava che la professoressa
era andata in pensione e non poteva darmi il numero di telefono per motivi di privacy.

Irraggiungibile. Per questo scrivo questa lettera, nella speranza che lei possa leggerla.

PerchA� cercavo questa professoressa? PerchA? sono la mamma di un suo ex alunno di dieci anni fa. Mio figlio aveva allora 15 anni e lei era la sua professoressa di italiano a Liceo Scientifico, e gli aveva proposto di leggere tre romanzi: Il mondo nuovo di Aldous Huxley , Fahrenheit 451 di Ray Bradbury e 1984 di George Orwell. Quella che per me A? una trilogia formidabile sul potere, sulle sostanze, sulla libertA� e il senso dell’umano.
Mio figlio la lesse, e poi quasi di nascosto la lessi anche io e il mio cuore si riempA� di gratitudine verso questa professoressa. Ma credo di non averla ringraziata a quel tempo ai colloqui con i professori. Volevo farlo poi, ma poi A? stato troppo tardi.

Scrivo per dire la mia gratitudine a questa donna che tanto aveva intuito di mio figlio e delle sue curiositA� e inquietudini.

Credo che abbia seminato bene nella sua mente. Credo che le abbia dato forti anticorpi contro l’abuso di sostanze usando le armi dell’intelligenza e dell’arte.
Con mio figlio in casa non abbiamo mai parlato di questi libri. So solo che gli erano piaciuti. Non sono mai entrata nel merito di quello che si scambiava e assimilava dai professori.
L’ho sempre lasciato libero di crescere con i suoi ‘maestri’, ovunque fossero, a rischio e pericolo di entrambi.

Forse per ringraziare questa professoressa avevo bisogno che fosse finita l’adolescenza di mio figlio. Avevo bisogno che fosse cresciuto abbastanza da ritenerlo fuori ed estraneo all’abuso di sostanze.
Ho dovuto aspettare che si placasse la tempesta delle sue inquietudini adolescenziali.
Grazie a questa professoressa penso che a venticinque anniA� ce l’abbia fatta, almeno fin qui.
Grazie professoressa, non dispero di poterla ringraziare e voce.

La mamma di un ex alunno della I e II B del Liceo Scientifico Galilei di Siena.

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