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Il tabA? della��omicidio.

Il tabA? della��omicidio. L’essere umano convive male con la mancanza di senso, con le domande che non trovano risposte, cosA�, quando non A? in condizione di sapere, il piA? delle volte inventa o soccombe. Un uomo di 78 anni ha ucciso la moglie di 76 accoltellandola nel letto e, dopo aver chiamato la polizia, si A? gettato dalla finestra schiantandosi sull’asfalto sottostante. Inspiegabili eventi di cronaca possono funzionare da specchi per le allodole. L’inspiegabile ci interroga come un enigma e noi rispondiamo riflettendoci in esso come in uno specchio,A�A� proiettandociA� quanto portiamo nel segreto dellaA� nostra psiche. Quando ho saputo dell’omicio-suicidio di via Pantaneto, qui a Siena nella mia cittA�, ho cercato la risposta alla domanda a�?perchA�?a�? senza trovarne. Sono trascorse piA? di tre settimaneA� e i giornali non riportano nessuna motivazione per questo gesto. Ho chiesto tra i miei conoscenti ma nessuno di loro conosceva queste persone. Nessuno aveva elementi per capire se non le proprie angosce. CosA� una signora, sapendo che questa coppia aveva una nipote che dormiva spesso da loro, si A? affrettata a dire: a�?allora non erano soli, perchA� spesso queste cose succedono come conseguenza della piaga della solitudinea�?. Due miei amici che per professione si occupano di sanitA� hanno ipotizzato che ci fosse in famiglia una malattia gravemente debilitante difficile da fronteggiare ad una certa etA�. Un’altra persona ha ipotizzato un tracollo economico prefigurante il fantasma di una povertA� a cui si puA? non essere abituati. Un’amica femminista vi ha visto l’ennesimo caso di un ordinario femminicidio.A� Un giornale ha scritto che l’uomo amava la donna perchA� se ne era andato insieme a lei.A� Solitudine? Malattia? PovertA�? ConflittualitA� di genere esasperata fino a gesti violenti? Amore? Ognuno vi proietta quello che nella propria vita teme di piA?. Intanto nelle cronache nazionali si leggono di altri omicidi, uomini che ammazzano le compagne e i propri figli, nipoti che ammazzano nonne e zie e ancora madri che uccidono i figli. La famiglia sembra essere diventata il luogo meno sicuro delle nostre societA�.

Ha forse ragione chi sostiene che ci stiamo avviando in una societA� che non riconosce piA? l’omicidio come tabA?? Dobbiamo forse pensare che a fronte della mancata capacitA� di produrre un senso, l’homo faber soffra di un’angoscia tale da fargli impugnare un’arma e protendere il braccio a colpire fino all’annientamento dell’altro, pur di a�?produrrea�? qualcosa, un gesto estremo, per poi sottrarsi con il suicidio, al giudizio o al perdono, facendosi cosA� simile a Dio? Quasi ad affermare un’immaginariaA� interezza e integritA� dell’Io a fronte della sua fragilitA� e frammentarietA� reale ? E poi un dio qualsiasiA� non fa mai peccato anche quando ferisce a morte la vita.
Ora A? forse caduto anche la��ultimo tabu ?

Il fatto A? che ognuno porta dentro di sA� la propria storia, le proprie laceranti contraddizioni, a volte insanabili, capaci di apportare nella nostra vita un dolore che non trova un senso. Una disperazione che non trova piA? argomenti per essere creduta tale anche perchA� si A? diffusa una strana sorditA�. Convivere con se stessi, e con gli altri, portandosi dentro questi disagi A? da adulti, ma non tutti gli adulti riescono a praticare questa convivenza. La vita ci insulta dal momento stesso in cui nasciamo e lo facciamo con il pianto. Un pianto che ci apre al respiro. E’ ilA� primo evento di autonomia: respirare da soli, gestoA� forse accompagnato dall’inconsapevole sorpresa che non stiamo morendo per questo.A� Dolore e stupore, destinati a rincorrersi nei giorni e negli anni a venire, tra luci e ombre. Nessuno A? a riparo da un buio che puA? apparire definitivo.

 

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