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Effetti del Doping

EFFETTI del DOPING

Per ogni famiglia di sostanze dopanti esistono effetti specifici. Per la lettura estesa di queste informazioni si rimanda al Saggio di approfondimento “Doping” a cura del Dr. Marco Rossi.

corticosteroidi, o steroidi corticosurrenalici, sono ormoni prodotti a livello delle ghiandole surrene. Alcuni di essi, detti glucocorticoidi (cortisolo, cortisone e corticosterone) vengono prodotti dall’organismo in condizioni di stress, innalzando la glicemia attraverso la distruzione delle proteine e stimolando il deposito di glicogeno nel fegato.

Si tratta di farmaci che possono comportare gravi effetti collaterali che dipendono sia dalle dosi sia dalla durata del trattamento. Se la somministrazione di dosi eccessive di cortisonici viene protratta nel tempo, si possono verificare aumento significativo del peso, riduzione della massa muscolare, iperglicemia (eccesso degli zuccheri nel sangue), osteoporosi (indebolimento della struttura ossea), ma anche ulcere gastriche, disturbi psicotici, squilibri elettrolitici (ritenzione di sodio e perdita di potassio), ipertensione e maggiore vulnerabilità alle infezioni.

diuretici sono farmaci che aumentano la diuresi, favorendo l’eliminazione di acqua e sali. Il loro effetto principale consiste nella diminuzione dei liquidi in circolo e, conseguentemente, nella riduzione della pressione sanguigna. L’abuso di questi farmaci in soggetti con normale equilibrio idro-salino può determinare notevoli perdite di liquidi e sali; le perdite di potassio (ipopotassemia) causate da alcuni diuretici con possibilità di gravi aritmie e arresto cardiaco

 

L’eritropoietina (EPO) é un ormone prodotto dai reni e in misura minore dal fegato e dal cervello, che ha come funzione principale la stimolazione della produzione dei globuli rossi (eritropoiesi). L’EPO in tutte le sue forme è molto utilizzata come doping degli atleti, in particolare negli sport di fondo. L’EPO innalza il numero dei globuli rossi nel sangue, conseguentemente ne aumenta la viscositàe si associa ad aumentata tendenza alla trombosi. Ne deriva ipertensione e, con la disidratazione associata all’esercizio fisico intenso, un notevole rischio di malattie cardiovascolari come infarto del miocardio e ictus cerebrale.

Il fattore di crescita insulino-simile di tipo 1 (Insulin-likeGrowthFactortype 1, IGF-1) viene prodotto dal fegato in risposta alla secrezione dell’ormone della crescita (GH). Il GH esercita la maggior parte delle sue azioni anabolizzanti attraverso l’IGF-1.Poiché è il principale mediatore dell’attività dell’ormone della crescita, è ragionevole pensare che molti degli effetti a lungo termine siano simili. Non è, quindi, da escludere che l’uso prolungato, magari a dosi superiori a quelle studiate, da parte degli sportivi possa causare l’acromegalia con tutti i suoi sintomi (vedi ormone della crescita).

L’insulina é l’ormone prodotto dal pancreas in risposta all’aumento del livello di glucosio nel sangue (glicemia) dopo i pasti. Gli effetti attribuibili a questo ormone sono tantissimi: rottura dei globuli rossi (anemia emolitica), aritmia associata a ipoglicemia, difetto di funzionamento del muscolo cardiaco (cardiomiopatia), ritenzione di liquidi (edema), aumento di peso, tossicità epatica, danni neuronali irreversibili.

Gli agonisti adrenergici beta-2 sono farmaci che possiedono alcuni effetti dell’adrenalina.. A livello cardiaco possono causare tachicardia, palpitazioni fino a casi di aritmia e angina pectoris. Non raramente si possono verificare ipotensione, mal di testa, eritemi, ma anche tremore, insonnia, allucinazioni visive, iperglicemia ed orticaria. L’abuso da parte degli atleti riguarda in particolare il clenbuterolo per via orale

beta-bloccanti sono farmaci molto utilizzati per il trattamento di numerose patologie cardiovascolari poiché agiscono diminuendo la forza e la frequenza di contrazione del cuore.

Il rischio maggiore che deriva dal loro impiego in soggetti sani sottoposti alle sollecitazioni estreme dello sport agonistico è costituito dal rapido rallentamento del battito cardiaco, da cui può derivare anche un arresto cardiaco.
La creatina è una sostanza prodotta normalmente da fegato, reni e pancreas. Viene anche assunta con la dieta: alcuni cibi. La creatina si distribuisce per il 95% nei muscoli, dove è convertita in fosfocreatina, composto altamente energetico che fornisce energia di pronto uso per la contrazione muscolare. Se l’assunzione di dosaggi non elevati di creatina per brevi periodi sembra essere sicura e ben tollerata, per la somministrazione cronica ad alte dosi sono stati ipotizzati diversi effetti pericolosi, quali reazioni gastrointestinali, effetti sulla funzionalità renale, crampi muscolari e infortuni muscolo-tendinei, disidratazione, soppressione della sintesi endogena di creatina, effetto cancerogeni

 

 

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