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La scuolaa��ca��A? nessuno ?

Sono un’ insegnante di una scuola e come potete immaginare per noi A? molto dura.

Ormai i ragazzi, quelli che si fanno le canne, non hanno piA? pudore. Ai miei tempi i ragazzi fumavano di nascosto al bagno, adesso, durante la ricreazione o addirittura anche durante le ore di lezione, si rollano le canne e se la fumano in cortile. Passa una professoressa o un professore? A loro non frega nulla.
Gli studenti oggi sembrano sentirsi intoccabili. Non hanno paura di nulla. PerA? poi quando si sentono in difficoltA� non sanno a chi rivolgersi e cercano noi, me ed una altra professoressa, che da anni ormai riceviamo i problemi di questi ragazzi.

Capita che a volte io non riesca a fare lezione perchA� ad esempio a�?Prof, dobbiamo parlare…c’A? Mxxxx, che pensa di essere in cinta, il suo ragazzo dice che ha rotto il preservativo!a�?. E quindi gli studenti vogliono sapere, vogliono confidarsi, ecc. E questo spesso A? un bene.
Oppure in gita A? capitato che a�?Prof ho fumato una canna e non mi sento bene…mi puA? portare al pronto soccorso!?a�?. E devo spesso attivarmi fisicamente per aiutare questi ragazzi che a volte li prendo in carico. Le famiglie me lo chiedono…mi chiedono di andarli a trovare a casa, perchA� non sanno cosa fare! a�?Mio figlio non studia perchA� si fuma le canne ed A? stordito, come posso fare?a�?
Ci sono altre volte in cui magari, io vengo accusata, e alcuni genitori mi dicono, a�?E’ colpa sua se mio figlio in gita si A? ubriacato la prima volta della sua vita e ha perso il controlloa�?.
Mi A? capitato di inseguire studenti minorenni che scappavano da scuola o addirittura intermediare perchA� erano scappati da casa! …Alcuni mesi fa A? successo un evento che A? stato allarmante:
la foto di una studentessa a seno nudo che ha fatto il giro dei cellulari di tutta la scuola e oltre, creando scompenso alla ragazzina e ai suoi familiari. Si A? creata una situazione difficilissima da risolvere…
Ma queste sono solo piccolissimi esempi di ciA? che devo sostenere tutti i giorni.
Spesso ottengo anche dei ringraziamenti da parte degli studenti, ormai cresciuti che mi incontrano per strada, ed A? un momento bellissimo, mi ripaga di tanti sforzi e di tanti sacrifici. Con altri si instaura dei rapporti di fiducia e si affezionano a me, mi raccontano tutto, propri tutto.
Negli anni ho fatto molte campagne di sensibilizzazione nella scuola , per esempio, all’uso di alcol e rischi connessi; ho sempre lavorato con entusiasmo a queste iniziative che trovo utili, ma adesso, sia per motivi di budget economici, sia perchA� i ragazzi stessi sono cambiati…essi sono piA? difficili da coinvolgere, sono apatici…non interessa nulla, e tanto meno della loro salute.
Pensano a se stessi o al gruppo di amici stretti, si fanno forza tra loro ed emarginano gli altri dal loro sistema di relazioni. Si sentono invincibili, e si fanno eccentrici sempre in qualsiasi modo.
Chiaro, non sono tutti cosA�!
Ma ogni anno io vedo che sono sempre di piA? quelli che vivono nel disagio.
Non posso aiutarli da sola, sempre.
Sono stata anche minacciata tempo fa, da teppistelli, bulli. Non mi fanno paura, a volte tutto finisce con un pianto.
PerA? sono preoccupata, dove sono i genitori di un tempo, dove sono i servizi di aiuto…C’A? nessuno?

Tratto da “Storie di vita, droghe e desiderio”

 

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Due parole sull'autore

Aimone Pignattelli

Psicologo, esperto nella relazione di aiuto per le marginalità sociali, giornalista pubblicista.

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