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La storia di Rosicler RomaA�a: dalla coltivazione della cocaina a quella del cacao

L’United Office of Drugs and Crime (UNODC) ha pubblicato l’8 aprile scorso il suo report annuale che mostra “come salute, sicurezza e giustizia siano gli antidoti a droghe, crimine e terrorismo”, secondo le parole del Direttore Esecutivo dell’organismo Antonio Maria Costa.

All’interno del documento, oltre a notizie come il piA? grande sequestro di droga mai realizzato in Uzbekistan (quasi 500 kg di eroina purissima, capaci di generare circa 7 tonnellate di sostanza effettivamente venduta al dettaglio), A� possibile ritrovare l’interessante storia di Rosicler RomaA�a.

Questa donna si sveglia tutti i giorni alle quattro del mattino e raggiunge, in un’ora di viaggio, i suoi cinque acri di terra vicino al villaggio di San AndrA�s, in Colombia. Negli anni ottanta e novanta Rosicler fu costretta, insieme alla sua famiglia, ad abbandonare casa fattoria e terreni a causa del conflitto armato che segnava, giA� all’epoca, quei territori.

Una volta ripristinate le condizioni minime di pace a San AndrA�s, Rosicler vi A� tornata, da 34enne e madre (single) di quattro bambini, decisa a riprendere la vita “campesina” abbandonata vent’anni prima. Nel frattempo perA? alcuni suoi vicini avevano avviato piantagioni di coca, sollecitati dal mercato fiorente, e cercarono di coinvolgere anche Rosicler verso questa tipologia di produzione e i propri canali di distribuzione.

A far andare diversamente le cose ci ha pensato il Programma Guardabosques, supportato finanziariamente dal UNODC, che ha consentito alla protagonista di questa storia di poter usufruire di un incentivo alla produzione e distribuzione di plantano (la banana dolce) e cacao – in sostituzione della pianta di coca – cui affiancare, parallelamente, l’avviamento di una bottega a filiera corta per altri produttori del posto, cui fanno riferimento alcuni progetti nazionali e internazionali di turismo responsabile.

La struttura di mercato della cocaina, in linea con tutte le altre filiere produttive di impronta capitalista, A� fortemente concentrata sulla massimizzazione dei profitti degli intermediari e la storia di Rosicler, come delle altre 100.000 famiglie colombiane che hanno partecipato al programma Guardabosques, ci rivela quanto un accurato processo di economia solidale possa innescare un meccanismo de-costruttivo, che parta dall’abbandono della filiera da parte di coloro che da essa ne ottengono il minor guadagno (nel rapporto costi-benefici), ovvero produttori della materia prima e consumatori finali.

Viceversa, le iniziative protese all’estirpazione violenta delle piantagioni – quali quelle avviate in Colombia tramite il finanziamento diretto del governo statunitense – nel continuare ad affrontare il problema dal punto di vista sbagliato, insistono con l’ottenere sperpero di denaro e crescita della produzione, cui si accompagna di conseguenza l’aumento del consumo.A�Il rapporto UNODC rivela a tal proposito che il trattamento della dipendenza da cocaina continua ad essere la prima voce di spesa relativa alle terapie per dipendenze patologiche in Nord (34%) e Sud America (52%).

Dr. Francesco Sanna

 

tags: #cacao #cocaina

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