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La violenza dei maschi sulle donne

Domani ricorre la giornata contro la violenza sulle donne. Per infelice occasione, in settimana, i giornali locali hanno riportato la morte violenta di una donna senese, della figlia e del suicidio del coniuge.A�Al solito la vicendaA�pareA�stupire tutti e al solito pare stupire l’ambiente in cui si A? consumato il delitto. Entrambi erano ben acculturati, scientificamente a posto.

In tutte queste faccende orribili, il cuore non A? perA? mai a posto; soprattutto quello dei maschi la cui strutturale fragilitA� nella gestione dei sentimenti, paradossalmente contenuta quando a costoro non bisognava “chiedere mai”, non A? motivo di vera preoccupazione.
Personalmente non so chi abbia mantenuto tale incertezza sentimentale o tale abisso mai riempito; forse il potere maschile ha costantemente generato e automantenuto questo stato di cose per profonda paura.

Io sono un maschio e ho sofferto e compreso tale fragilitA�; per questo mi hanno aiutato lo studio della tossicodipendenza e l’osservazione palese del genere che era piA? interessato a tale disturbo, quello maschile. E dietro quest’altra orribile condizione vi sono comprese molte ragioni della debolezza dei maschi. Forse nelle droghe l’estremo abbandono delle proprie responsabilitA�.

giuseppe montefrancesco

La foto scelta A? per speranza….

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Venire inchiodati, dagli argomenti altrui, ad una responsabilitA� alla quale non si sa come fare fronte puA? scatenare negli uomini una furia cieca e omicida.

Capita spesso nelle relazioni di coppia.

PuA? succedere anche perchA? una donna che abusa del suo potere procreativo impone un figlio ad un uomo che non ce la fa ad essere padre; puA? succedere perchA? una donna ti rimprovera il luogo dove l’hai portata a vivere contravvenendo l’articolo del contratto matrimoniale dove si dichiara che si sceglierA� insieme il luogo dove vivere; puA? accadere per mille altri motivi e sempre ci sarA� quell’impedimento alla comprensione della lingua dell’altro per la pochezza della propria.
Accade allora a questi uomini di sentirsi vittime che devono reagire a un sopruso: ad una donna che non vuole piA? essere proprietA� di qualcuno o ad una donna che chiede di moderare gli eccessi impositivi, verbali e fisici, ai quali, al contrario, molti maschi ritengono di avere un incondizionato diritto. In modo sempre regressivo i maschi giudicano di subire uno scacco profondamente ingiusto e lesivo della propria indiscussa integritA�.

A nessuno piace sentirsi con le spalle al muro senza sapere come recuperare dignitA� e felicitA�.

Per secoli le donne sono state relegate in compiti di cura negando loro la possibilitA� di affermare le proprie capacitA� e abilitA� nel contribuire alla costruzione dei saperi che mandano avanti le societA�. Oggi per fortuna non A? piA? cosA� e le donne hanno, almeno da noi, pieno diritto di concorrere ai lavori di piA? alta responsabilitA� sociale, ma hanno anche diritto alle vacanze dai compiti di responsabilitA� e al piacere. Prima le si voleva inette ‘per natura’, salvo nel procurare piacere all’uomo e nel curarne la prole, e l’uomo svolgeva tutti i compiti di responsabilitA� sociale, poi le si A? volute perfette, dovevano fare questo e quello e tutto bene, tutto al massimo.
Ora, se Dio vuole, non A? piA? cosA�; anche le donne hanno il diritto alla distrazione, all’imperfezione e alla disattenzione, anche loro possono diventare sorde alle ragioni dell’Altro, di poca pazienza e di scarso accudimento.

Ma nessuno A? perfetto e autosufficiente come una lunga tradizione di pensiero ci ha insegnato a credere che fosse l’Uomo, e poi anche la Donna.
L’esperienza e la scienza oggi ci dicono che non A? cosA�. Le persone autosufficienti non sono che un ideale irraggiungibile. La realtA� A? fatta di mille mediazioni e compromessi con gli altri.
Ammettendo la propria mancata autosufficienza forse tante tragedie si eviterebbero.
Servono relazioni in cui i sentimenti possano dirsi e raccontarsi, per fronteggiare insieme un contesto sociale, culturale e economico, che chiede a tutti di diminuire i costi e di aumentare le prestazioni. Resi dipendenti da sostanze e comportamenti compulsivi per riequilibrare gli umori sotto l’imperativo dominante che ha reso obbligatorio anche il godimento, rubandoci il tempo per una elaborazione delle emozioni piA? profonde e dei piA? insani conflitti.

La crisi economica, distogliendoci dalla coazione ai consumi, forse puA? essere un’opportunitA� per guardare di piA? in noi stessi e alle ragioni dell’altro.
Oggi a questo si aggiunge una giornata di riflessione contro la violenza degli uomini sulle donne, per gli uomini ad esempio riflettere sul nesso tra violenza ed eccitazione; per le donne come difendersene, proteggersi e assumere in proprio la responsabilitA� della propria sicurezza perchA? l’uomo porta in sA� una bestia nera oscura a se stesso, ma sono ancora troppo pochi a rendersene conto.

Carla Caterina Rocchi-filosofa.
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tags: #Giuseppe Montefrancesco #violenza sulle donne

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