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La��amore dipendente

a�?a�� A? paradossale che questa��area della��esperienza umana,
oggetto di una��intensa e continua attenzione da parte della letteratura,
delle arti (a��) sia stata cosA� poco studiata dai ricercatori a��a�?
J. M. Davidson

Le sostanze e i comportamenti verso cui la��essere umano puA? sviluppare dipendenza sono molteplici: dal tabacco, alla��alcol, alla droga, allo shopping, al cibo sino alla��amore altrui.
Nella dipendenza affettiva (DA) , che fa parte di quelle che vengono nominate dipendenze senza sostanza, la��oggetto della dipendenza A? un altro individuo. Potremmo dire che la DA A? caratterizzata dal bisogno persistente e imprescindibile di creare e mantenere un legame con la��altra persona fino a sviluppare un attaccamento forte e a vivere la relazione nel terrore di essere abbandonati.
La DA presenta le caratteristiche tipiche delle dipendenze in generale. Infatti il soggettoA� vive emozioni positive, stato di appagamento e euforia in presenza della��altro; quando va incontro alla tolleranza la persona ha bisogno di un contatto con il partner sempre maggiore per poter provare il medesimo stato di benessere. Al contrario iA� sintomi negativi della��astinenza si presentano quando la��altro A? assente. Chi soffre di DA puA? essere soggetto alla perdita di controllo causata dalla distorsione cognitiva delle distanze interpersonali, inoltre non A? raro che sviluppi altri tipi di dipendenze sia da sostanze come alcol che comportamentali come cibo.
Nella DA il rapporto affettivo che vede uniti i due partner A? totalmente asimmetrico perchA� uno dei due amanti impiega risorse e energie per soddisfare i bisogni del compagno/a, senza che venga riconosciuta la��importanza e la necessitA� delle proprie esigenze dalla��altro. La persona affetta da DA ricerca in modo costante il contatto con la��amato per appagare il suo desiderio totalizzante di a�?fondersia�? con la��altro;A� non riesce a pensarsi come individuo a se stante, ha serie difficoltA� nel vivere serenamente i rapporti sia di amicizia che con i familiari perchA� incessantemente guidato dal desiderio di possesso, dalla��ansia di separazione e dal terrore di un possibile abbandono.
Infatti il soggetto con DA pone precise e costanti pretese affettive al partner non sentendosi mai amato in modo adeguato. Queste tipi di richieste possono divenire cosA� persistenti da essere la causa della rottura della relazione. La��ossessione verso la��altra persona puA? divenire cosA� totalizzante da incidere sul tempo libero, sugli impegni lavorativi e sul benessere psicofisico del soggetto.
Da quanto emerso sopra possiamo dire che il profilo psicopatologico del dipendente affettivo A? caratterizzato da:

  • disturbi di tipo impulsivo e compulsivo,
  • bisogno eccessivo di controllare il partner e di ricevere attenzione da esso,
  • paura intensa e panico legati al terrore della separazione e della��abbandono,
  • depressione, insonnia e problemi alimentari,
  • tendenza eccessiva a controllare la relazione, instabilitA� e distanziamento emotivo,
  • tendenza alla gelosia paranoide,
  • abusi in etA� infantile.

Ea�� bene notare che la DA non si presenta necessariamente alla��interno di una relazione di coppia, essa puA? manifestarsi sia nei confronti di un familiare, esempio un genitore, che di un amico o addirittura di una persona da��autoritA� (Pistuddi et al., 2010).

Secondo lo psicologo Bowlby, i rapporti e le relazioni interpersonali che sviluppiamo da adulti sono a�?specchioa�? delle forme di attaccamento di cui abbiamo fatto esperienza nella prime relazioni significative. Egli pone la��accento soprattutto sul legame madre bambino. Sin dal momento della nascita questo rapporto A? caratterizzato da accudimento, abbracci, contatto visivo, tutti elementi che vanno a strutturare il sistema di attaccamento del piccolo. Siccome il senso del sA� e i processi di individuazione non avvengono prima della��adolescenza, se il bambino vive esperienze di rifiuto e di abbandono da parte della madre o del padre puA? provare emozioni negative che vanno dalla rabbia al sentimento di dolore per la��amore negato. Simili esperienze possono incidere sulla��autostima del piccolo che puA? sviluppare la fantasia di non essere degno della��amore genitoriale e di dover a�?combatterea�? per meritarselo.
Secondo Bowlby gli stili di attaccamento sicuro, ansioso ed evitante che caratterizzano le relazioni adulte sono determinati dalla percezione della qualitA� del rapporto con la madre.
Le persone con uno stile di attaccamento sicuro rammentano di essere stati cresciute da madri sensibili, premurose e accettanti; quelle con stile di attaccamento evitante raccontano di essere stati accuditi da una madre scostante; infine quelle con stile di attaccamento ansioso ricordano la loro madre talvolta accudente tala��altra distaccata, con un comportamento incoerente.
Come si evince dal celebre libro dello psicologo Norwood a�?Donne che amano troppoa�?, la DA A? piA? comune tra il genere femminile rispetto a quello maschile. Tuttavia non sono rari i casi di uomini dipendenti dalla��amore altrui. Norwood (1985) ha trovato nelle famiglie invischiate e disfunzionali, caratterizzate da relazioni fredde e legami deboli, il fattore predisponente per una DA in etA� adolescenziale o adulta. Spesso i soggetti con DA, sia uomini che donne, sono cresciuti in nuclei in cui non vi sono state figure di riferimento importanti, al contrario con presenza di confusione di ruoli e talvolta hanno subito abusi di tipo emotivo o sessuale. In questo tipo di ambiente il bambino difficilmente puA? sviluppare un senso di fiducia nella��altro.

Pistuddi e colleghi (2010) evidenziano che spesso i dipendenti affettivi non riconoscono di avere un problema e tendono a sottovalutare sia i sintomi che i propri comportamenti, raramente chiedono aiuto allo psicologo. Talvolta si rivolgo al medico per problemi fisici come la��insonnia e solo quando entrano in contatto con lo specialista viene fatta la diagnosi di DA, i cui sintomi riguardano, come abbiamo visto, molte paure come quella di essere abbandonato, di mostrarsi per quello che si A?, senso di inferioritA� nei confronti del partner, sentimenti di rancore e rabbia, gelosia e possessivitA�, limitazione della vita sociale.
La fragilitA� emotiva e psichica di queste persone A? evidente in molti degli aspetti della loro vita. Sono restii nel prendere decisioni personali e preferiscono appoggiarsi a coloro dal quale dipendono, temono la disapprovazione della��altro per cui non esprimono il loro parere, si sentono a disagio quando non sono in compagnia; se terminano una relazione ne cercano subito una nuova per paura di restare soli, tuttavia vivono nel costante terrore di essere abbandonati. Come A? evidente tutte questi emozioni, pensieri e comportamenti non hanno nulla a che fare con la��amore.
Nonostante la DA incida profondamente sulla qualitA� delle relazioni di chi ne soffre, come per altre dipendenze anche da questa si puA? guarire.

Il trattamento psicologico elettivo per la DA A? quello cognitivo comportamentale che prevede due momenti importanti: nel primo il soggetto impara a gestire eA� a controllare le ossessioni e i comportamenti compulsivi; nel secondo il paziente insieme al terapeuta lavora sulla costruzione di relazioni affettive a�?sanea�?, guidate dal desiderio di condivisione piuttosto che dal bisogno di possesso e dalla paura della��abbandono. In questa fase della terapia la persona inizia a concepirsi alla��interno di un possibile rapporto equilibrato.
Come abbiamo visto moltiA� dei soggetti con DA hanno subito violenza nella��infanzia, sono stati abbandonati, non hanno ricevuto cure appropriate. Le emozioni e i pensieri e legate a queste esperienze traumatiche vengono condivisi e rielaborati cognitivamente in terapia, affinchA� la persona possa aprirsi a nuovi stili relazionali e di attaccamento che non ricalchino quelli della��infanzia.

Riferimenti:
Norwood. (1985). Donne che amano troppo. Milano: Feltrinelli.
Pistuddi et al. (2010). Dipendenza affettiva. Definizioni e manifestazioni. Mission, 3, 6 – 10.

 

Dr.ssa Cinzia Di Cosmo

 

tags: #Dipendenza affettiva #norwood #pistuddi #violenza genere

Una replica a “La��amore dipendente”

  1. isabos ha detto:

    ma com’è possibile che una psicologa che parla di dipendenza affettiva non sappia nemmeno che Robin Norwood non è un uomo ma una donna?

 

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