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L’online: racconto emotivo di sA� o fuga dal non verbale?

L’impennata dell’utilizzo di internet, sia per mezzo del computer, sia grazie a cellulari sempre piA? all’avanguardia, A? sotto gli occhi di tutti e sono proprio i giovani, a piA? riprese definiti a�?nativi digitalia�?, ad essere gli users piA? esperti.

Accanto alla crescente preoccupazione di genitori e professionisti del settore in merito ai fenomeni di cyberbullismo e di alienazione sociale, nonchA� al rischio della violazione della privacy del singolo (molto spesso minorenne!), non possiamo negare l’importanza che internet ed i social network rivestono.

Fondamentali quesiti stentano a trovare risposta: come comunicano gli adolescenti ed i giovani? Come sono cambiate le relazioni, ma soprattutto la loro qualitA� ed il vissuto soggettivo di queste? Quale il mutamento nella percezione quotidiana del tempo, quando reale e virtuale si intrecciano fino ad avere confini sfumati?

Di grande interesse non A? tanto, o non solo, cosa i giovani fanno: quanto tempo passano su Facebook, piuttosto che su blog o altri web sites, ma se e come lo fanno e se e come si sono trasformate le capacitA� relazionali di queste nuove generazioni.

Indubbia, l’inutilitA� della demonizzazione di internet e dei social network: inefficace risulta un proibizionismo telematico dal momento che siamo davanti a strumenti e canali che hanno anche enormi potenzialitA� e vantaggi. Anche internet offre, ad esempio, la possibilitA� di rispondere al proprio bisogno di auto-presentazione e di una narrazione di se stessi che puA? avere, anche in questa dimensione, una connotazione calda ed emozionale. Il proprio e personale a�?lasciar tracciaa�? si fonde con la stesura di una storia collettiva che fa sentire parte di un gruppo e dA� un senso di appartenenza. Non va oltremodo sottovalutato che i social network possono svolgere anche una funzione facilitante per coloro che hanno una bassa autostima o che sono piA? introversi nelle relazioni quotidiane (Nadkarni & Hofmann, 2012).

Ma come si dispiega la trama emozionale della propria esistenza se si escludono in toto o parzialmente le componenti del non verbale come i gesti, i toni della voce, gli sguardi?
Instaurare relazioni, soprattutto di qualitA�, A? una vera e propria abilitA� in relazione con quella che viene definita intelligenza emotiva, ovvero la capacitA� di identificare ed esprimere le proprie emozioni, di regolarle, di essere empatici con gli altri, ovvero di quelle componenti che sono il sapore delle relazioni.

Uno studio effettuato dal dipartimento di Psicologia di Firenze ha indagato la percezione delle proprie competenze emotive da parte di un gruppo di studenti, riportando che coloro che si considerano meno capaci di auto-monitorare le proprie emozioni e che danno importanza al controllo delle componenti non verbali della comunicazione, prediligono le interazioni sociali online, come a voler tenere a bada e minimizzare le opinioni altrui rispetto al proprio comportamento ed ai propri pensieri (Casale, Tella, & Fioravanti, 2013). Le interazioni sociali online potrebbero esser cosA� percepite come piA? tollerabili e meno stressanti da coloro che hanno una bassa competenza interpersonale.

Sono dunque cambiati gli strumenti di comunicazione ed i linguaggi utilizzati, ma sembra sempre piA? necessario un ritorno ad un’alfabetizzazione emozionale che protegga dal rischio di un ritiro nel virtuale.
Federico Tonioni responsabile della��Ambulatorio per le dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli a proposito del rischio di internet addiction sostiene che a�?Il web A? un pezzo di vita. Non si puA? dire che esistono persone dipendentia�� dalla vitaa�?. Con i giovani che si rivolgono al servizio a�? Si indaga il loro disturbo affettivo, relazionale. Non ca��A? una terapia con un tempo determinato. Chi guarisce comincia a uscire con una ragazza, a praticare uno sport, ma non diciamo mai di spegnere il computera�? sostiene Tonioni.
Siamo perciA? davanti ad un fenomeno che non puA? esser ostacolato con forza e coercizione, ma occorre comprenderne la complessitA� per poter ideare ed attuare interventi finalizzati ad aumentare le possibilitA�, ed i gradi di libertA�, del singolo.

 

Riferimenti:

Casale, S., Tella, L., & Fioravanti, G. (2013). Preference for online social interactions among young people: direct and indirect effects of emotional intelligence. Personality and Individual Differences, 54, 524-529.
Nadkarni, A., & Hoffmann, S. G. (2012). Why do people use Facebook? Personality and Individual Differences, 52, 243-249.
http://lettura.corriere.it/debates/la-dipendenza-da-internet/

 

Dr. Barbara Tinti, psicologa

 

tags: #cyberbullismo #facebook #iad #intelligenza emotiva #internet addiction #nativi digitali #social network

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