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Marijuana, nuove scoperte.

Una nuova ricerca fornisce un quadro piA? dettagliato della struttura del recettore (CB1) dei cannabinoidi presente nel nostro organismo.
Questi risultati forniscono conoscenze fondamentali dei cannabinoidi naturali e sintetici e della sostanza chimica principale il tetraidrocannabinolo (THC), il cui legame appunto con il recettore CB1 A? quello che produce gli effetti psicotropi.
In realtA� vi A? un notevole interesse anche per i possibili usi terapeutici della marijuana e gli elementi chimici in essa presenti i cannabinoidi, complessivamente piA? di 60.
Le molecole che hanno come target i recettori CB1 possono avere potenzialitA� nel trattamento di una varietA� di condizioni come il dolore, infiammazione, l’obesitA�, malattie delle cellule nervose ed anche nei disturbi da uso di droghe. Tuttavia, alcuni cannabinoidi sintetici come gli Spice possono produrre reazioni gravi e anche mortali, mentre altri cannabinoidi producono effetti collaterali meno gravi.

“I cannabinoidi possono produrre risultati molto diversi, a seconda di come si legano al recettore CB1”, ha detto direttore di NIDA Nora D. Volkow, MD “Capire come queste sostanze chimiche si legano al recettore CB1 aiuterA� a guidare la progettazione di nuovi farmaci e fornirA� una migliore conoscenza del sistema cannabinoide proprio del nostro organismo come promessa terapeutica “.
I ricercatori hanno utilizzato una specifica sostanza chimica, l’AM6538, per inattivare e cristallizzare il recettore CB1. Essi poi hanno calcolato la struttura tridimensionale del complesso CB1-AM6538 attraverso la cristallografia, che puA? restituire il disegno molecolare misurando gli angoli e l’intensitA� di raggi X che rimbalzano sulla una struttura cristallina. Sulla base di prove precedenti che mostravano come specifici cannabinoidi si legano a diverse configurazioni chimiche, i ricercatori sono stati ora in grado di prevedere come questi cannabinoidi potrebbero adattarsi entro il modello tridimensionale dei CB1.

Il modello A? stato utilizzato anche per calcolare quanto tempo ogni cannabinoide permane legato al recettore CB1, fornendo in tal modo le ragioni del meccanismo per cui alcune sostanze chimiche producono effetti di piA? lunga durata.
“Abbiamo scoperto che il recettore CB1 A? costituito da piA? sotto-alloggiamenti e canali. Questa complessa struttura permetterA� di progettare sostanze chimiche (farmaci) differenti in grado di colpire specificamente porzioni del recettore per produrre specifici effetti.” ha detto Alexandros Makriyannis, Ph.D., direttore del Center for Drug Discovery, Northeastern University di Boston e co-autore del lavoro.

La ricerca A? stata finanziata da NIDA, National Institute on Drug Abuse .
http://www.cell.com/cell/abstract/S0092-8674(16)31385-X

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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