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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Marijuana e psicosi (danni da cannabis)

La marijuana, insieme all’alcol, al tabacco e alla caffeina, è tra le sostanze più consumate al mondo, più precisamente ètra le sostanze illegali quella di maggior uso. Diversi studi hanno associato la marijuana alla fenomenologia psicotica(danni marijuana); negli USA, ad es., la canapa è certamente la sostanza illecita più abusata ma è anche quella più abusata tra gli individui con segni di schizofrenia.

Inoltre,

  • l’uso di marijuana in età adolescenziale è riconosciuto come un fattore di rischio per la schizofrenia o la psicosi;
  • la cannabis può interagire con preesistenti fattori genetici ed elevare il rischio di espressione di disordini psicotici;
  • ricerche preliminari indicano che l’uso della sostanza può affrettare l’insorgenza dei sintomi che si manifesterebbero così in età più precoci.

Recentemente numerose ricerche cercano di definire la plausibilità biologica tra uso di canapa e manifestazioni cliniche della psicosi (danni cannabis) avendo potuto verificare che:

  • sia l’esogeno THC (D-9-tetraidrocannabinolo, presente nella marijuana) che i cannabinoidi endogeni (ad es. anandamide) modulano i loro effetti interagendo con i recettori dei cannabinoidi (CB1) distribuiti nelle regioni del cervello correlate alla schizofrenia;
  • soggetti affetti da schizofrenia mostrato una maggiore densità dei recettori CB1 (nelle regioni di interesse per la schizofrenia in particolare corteccia prefrontale e cingolata) ed elevati livelli di cannabinoidi endogeni nel plasma e nel fluido cerebrospinale;
  • infine, la somministrazione acuta e controllata di ATCH causa sia nei pazienti che nei controlli l’esperienza, seppure transitoria, di aumentati episodi di disturbi cognitivi e di sintomi tipici della schizofrenia.

L’insieme di questi risultati sembrano suggerire che il sistema degli endocannabinoidi è alterato nella schizofrenia e che, forse, la cannabis esogena è in grado di disregolare questo sistema endogeno; tale disregolazione interagirebbe successivamente con il sistema dei neurotrasmettitori in modo che “l’ipotesi cannabinoide” potrebbe essere integrata con altre ipotesi neurobiologiche alla base della schizofrenia (es. quelle coinvolgenti dopamina e glutammato).

Attualmente, le innovazioni nelle tecniche di coltivazione (la pianta viene coltivata in massima parte in ambienti chiusi per evitarne l’ossidazione e l’inattivazione dovuta all’ossigeno, alla luce, o all’umidità e alle elevate temperature), l’utilizzazione di semi geneticamente modificati e la manipolazione dopo la raccolta consentono di ottenere marijuana il cui contenuto in THC può essere pari o superare quello dell’hashish; in ogni caso risultano derivati della cannabis di particolare potenza e pericolosità. L’aumento straordinario di THC non è purtroppo compensato da un pari e bilanciato aumento delle concentrazioni di un’altra importante molecola, il cannabidiolo (CBD); quest’ultimo infatti ha effetti antipsicotici e la sua “relativa mancanza” può favorire i quadri prima riportati.

Michael T. Compton, MD, MPH Evidence Accumulates for Links Between Marijuana and Psychosis Medscape Psychiatry & Mental Health.