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Millenials – nuovo ritratto della generazione y

Il Pew Forum on Religion & Public Life ha pubblicato ieri il suo ultimo report sui Millenials americani, cioA? sui figli di quelli che negli Stati Uniti d’America sono chiamati Baby boomers (nati dal 1946 al 1964) e fratelli di quellaA�generazione X (nati dal 1965 al 1980) “scoperta”A�da Jane Daverson in uno studio sulla gioventA? brittanica del 1964 e resa celebre da Douglas Coupland col romanzo “Generazione X: storie per una cultura accellerata”.

I Millenials, altrove chiamati “generazione y” o “nativi digitali”, sono indicati da questo studio – di matrice religiosa – come “meno religiosamente attivi” ma parallelamente piA? “onestamente tradizionalisti”A�delle generazioni passate.

Per naturali limiti di impostazione, lo studio del Pew Forum on Religion & Public Life non ha affrontato in alcuna sua parte il tema del rapporto dei millenials con le sostanze stupefacenti (considerato che tendenzialmente la societA� civile tende a non assecondare la comunitA� scientifica nell’idea che la religione rappresenti una possibile forma di dipendenza patologica fondata sull’auto ed etero suggestione).

Secondo le stime del World Drug Report (qui riprodotto nella sintesi elaborata dal governo italiano nel luglio scorso) i Millenials hanno spostato il loro modello di consumo rispetto alla generazione precedente, attraverso una diversificazione delle sostanze – policonsumo -, l’emersione di comportamenti compulsivi al di fuori dal consumo di sostanze (shopping addiction, Internet Addiction Disorder etc…), l’inserimento forte delle amfetamine e l’emersione delle prescription drugs.

Vanguard - Le droghe ai tempi della crisiMa soprattutto A� interessante notare come i Millenials siano i primi ad avere due generazioni indietro (fratelli maggiori e genitori) che hanno convissuto con il fenomeno “droga” direttamente o indirettamente, sviluppando una certa familiaritA� con l’argomento. Questa normalizzazione del fenomeno – genericamente derivabile anche dal radicamento del principio della medicalizzazione permanente – A� forse tra le principali componenti distintive dello scenario in cui opera e cresce la generazione y. E quest’ultima, come quelle passate, arriva a supportare la normalizzazione di questi fenomeni, con la produzione e diffusione di prodotti culturali, come la canzone, riportata anche nella docu-fictionA�a puntate “I ragazzi del sabato sera” (Corriere Tv) “Ketamina. Una pasta non mi basta“.

Nel documentario prodotto da Vanguard per Current Tv “La droga ai tempi della crisi“, come anche nella docu-fiction , emerge, accanto a questa “normalizzazione” anche il tema preoccupante dell’autodistruzione.

L’accellerazione del mondo contemporaneo, unita alla sua spinta individualista ed edonista, produce con la presenza di sostanze ad effetto immediato un mix che apre scenari di complessa ricostruzione. Alcuni dei ragazzi intervistati nei reportage sovra-citati riportano un totale rifiuto del futuro e delle responsabilitA� che ad esso possono essere associate, in una ossessiva concentrazione verso un presente di piaceri e divertimenti rapidi e stupefacenti. I piA? “deboli” e “complessi” di loro utilizzano le sostanze come forma di autodistruzione e distacco dalla realtA� (come nel caso del consumo di ketamina o dell’eroina fumata o del MDMA), mentre i piA? “determinati” e “spavaldi” se ne servono come supporto al loro piano di svago (stimolanti quali la cocaina o le amfetamine).

I Millenians del Report di PewA�Forum on Religion & Public Life sono “ristabilizzanti”, quelli dei documentari sulle sostanze stupefacenti e sulla vita nottura, sono autodistruttivi, edonisti e irresponsabili. Qualcuno si chiederebbe “chi ha ragione?”, ma potrebbe essere la domanda sbagliata.

 

tags: #generazione y #millenials #world drug report

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