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Muovetevi, meditate, ballate. Fa tanto bene…spiegato perchA?

Un nuovo studio, pubblicato nel numero di agosto della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, illustra i rapporti esistenti tra corteccia cerebrale e ghiandola surrenale

In particolare i risultati forniscono maggiore chiarezza su come lo stress, la depressione e altri stati mentali possano alterare la funzione degli organi e mostrano che vi A? una vera e propria base anatomica (un substrato neuronale) per le malattie psicosomatiche.A�CiA? puA? spiegare anche le capacitA� che la meditazione o gli esercizi yoga, Pilates, o altre attivitA� del genere, hanno nel modulare la risposta della��organismo agli stress emozionali, mentali o fisici.

Questa struttura neuronale collega la corteccia cerebrale alle surrenali, alla parte midollare (centrale) delle surrenali a sua volta implicata nella produzione delle catecolamine, adrenalina e nor-adrenalina e coinvolta tutte le volte che la��organismo ha bisogno di una rapida risposta a stati di stress o comunque prestazionali.

Sinora non era ben chiaro quali e quante aree della corteccia cerebrale controllassero la corticale surrenale. La��utilizzazione, invece, del virus della rabbia (metodo che permette di rilevare anche lunghe interconnessioni neuronali) ha consentito di a�?vederea�? che, ad esempio, il controllo della midollare surrenale origina da differenti aree cerebrali e che le maggiori influenze provengono dalle aree motorie e dalle aree implicate nella cognitivitA� e nelle emozioni.

Ordinariamente in situazioni acute di stress la��organismo risponde con risposte cosiddette di fuga o di preparazione alla lotta, con attivazione della��attivitA� cardiaca, respiratoria, circolatoria e di tante altre funzioni di organi e apparati.A�Le situazioni odierne, attuali richiedono, o possono richiedere risposte molto piA? articolate, piA? complesse, piA? condizionate dall’intervento delle porzioni cerebrali cognitive.
Meno a�?primitivea�? in sostanza e le aree corticali provvedono appunto a questo e ci concedono maggiori opzioni di risposte. Un altro risultato sorprendente A? che le aree motorie della corteccia cerebrale (aree della base), coinvolte nel movimento, forniscono un contributo sostanziale al controllo della midollare del surrene. Una di queste aree A? una porzione della corteccia motoria primaria che si occupa del controllo del movimento assiale (sul piano orizzontale) del corpo e della postura ed invia input verso la midollare del surrene.
Questo puA? spiegare perchA� pratiche corporee come Pilates, lo yoga, tai chi, la meditazione e persino ballare (tutte queste richiedono un corretto allineamento scheletrico, coordinamento e flessibilitA�) siano cosA� utili nella modulazione delle risposte allo stress, rilassino e diano un senso di calma.

Lo studio ha anche rivelato che le aree della corteccia che si attivano quando viviamo un conflitto, un evento traumatico hanno una potente influenza sulla midollare surrenale tale che anche quando re-immaginiamo queste situazioni conflittuali si riattivano i segnali verso la midollare, come se gli accadimenti fossero reali. Questo giustifica ovviamente gli interventi negli stati di stress post-traumatico.

In conclusione questa rete che parte dal controllo del movimento, dalla cognitivitA� A? in grado di modulare la��attivitA� della midollare surrenale e controllare la risposta allo stress acuto, agli stati depressivi, agli stati di stress cronico e anche quando si rivive un evento traumatico. Esiste quindi uno substrato neuronale vero per alcune malattie psicosomatiche.
Tutto ciA? fornisce inoltre ragione delle volte in cui avvertiamo, anche senza causa apparente, stati di nervosismo interno o depressivi o come anche il movimento e talune pratiche fisiche e la meditazione possano alleviare condizioni di a�?disagioa�? interiore.

montefrancesco

The above post is reprinted from materials provided by University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences. Note: Content may be edited for style and length.
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Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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