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Dal credit allo youth crunch (trad. stritolamento)

Il primo trimestre UE del 2009 ha registrato cinque milioni di disoccupati con un’etA� inferiore ai 24 anni. La disoccupazione giovanile secondo i dati Eurostat e Ocse A� quindi piA? del doppio di quella totale (18,3% contro l’8,3%) e sta aumentando a gran velocitA�.

In questo scenario l’Italia A� tra i fanalini di coda insieme a Spagna e Lettonia, con una disoccupazione per gli under 24 del 25%, 5 punti in piA? dello scorso anno che significano mezzo milione di persone non a lavoro.

Le motivazioni come spiega una ricerca di Berton, Richiardi e Sacchi (Flex-insecurity, Il Mulino), citata da Maurizio Ferrera su il Corriere.it, sono molteplici: la flessibilitA� in Italia ha assunto per lo piA? il significato di “precarietA�” per le “categorie socialmente e anagraficamente piA? deboli” ed A� stata arginata con periodi di assistenza pubblica (cassa integrazione, mobilitA�) incapaci di assicurare gli strumenti per un corretto ed equo inserimento (o “re-inserimento”) lavorativo. Inoltre nel nostro paese la “transizione scuola-lavoro A� molto difficile e accidentata”. Sono poche le realtA� stabili sul mercato e soprattutto l’attuale impostazione dominante (quella neoliberista) tende a far pesare le inevitabili oscillazioni di quest’ultimo proprio sulle ultime ruote del carro dell’impresa: lavoratori atipici, stagisti o, semplicemente, “lavoratori”.

Incertezza di orizzonti professionali, soddisfazione dei bisogni primari e secondari attraverso l’ammortizzatore sociale che A? la famiglia unite ad altri fattori culturali oggi particolarmente “pubblicizzati” favoriscono inoltre un grosso fenomeno correlato alla disoccupazione che A? l’inattivitA� “improduttiva”. L’Italia A� infatti a tal proposito il terzo paese europeo (dietro solo a Romania e Bulgaria) per percentuale di “Neet” (Not in education, employment or training) ovvero ragazzi sotto i 24 anni che ufficialmente non stanno, letterlamente, “facendo nulla”.

Se questo 2009 A� stato mediaticamente caratterizzato dal “credit crunch” ovvero lo “stritolamento” del credito, causato dalla crisi finanziaria “scatenatasi” dal 15 settembre del 2008, auspichiamo forse piA? attenzione per la prima “generazione stritolata”.

Un ragazzo scrisse tre anni su un gruppo di discussioni cui ero iscritto questo pensiero che ritengo attinente alla notizia pubblicata:

a�?E’ sempre cosA�. Il problema di noi tutti ( eroinomani, alcolisti, onanisti, lavoro -dipendenti, pervertiti di tutti i tipi ) A? soltanto uno: LA NOIA, la polvere sottile che si posa su tutte le cose, o forse sarebbe meglio parlare di vera e propria accidia, per sottolineare la portata esistenziale e la profonditA� di questa noia.A�

La veritA� A? che siamo una societA� di annoiati, ci frantumiamo le A�palle ma non abbiamo il coraggio di dirlo, oppure siamo i primi a non capirlo, perchA? la noia A? il vero rimosso della nostra cultura. E quando non ci annoiamo stiamo male. Devi scegliere: preferisci annoiarti o stare male? Secondo me una via di mezzo esisterebbe anche, ma fanno di tutto per rendercela impraticabile. ChissA� perchA?

 

Notizia a cura di Mediaxion SocietA� Cooperativa

A�

 

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