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Notizie dal fronte della war on drugs – Africa – 11 dicembre 2012

Come dicevamo altre volte, e come abbiamo visto in molte parti del mando, dalla mezzaluna da��oro asiatica ai territori andini, emerge anche nel continente africano la��identificazione di quelli che gli stati uniti chiamano a�?king pina�?, cioA? i cosiddetti signori della droga, con gruppi terroristici e rivoltosi, fra narcotrafficanti e contrabbandieri di armi. Particolarmente preoccupante A? il coinvolgimento sospetto di Al Qaidi nel Maghreb Islamico (AQIM) e del gruppo islamico terrorista della Nigeria, Boko Haram, che potrebbero essere coinvolti nel traffico per finanziare le loro attivitA�, secondo un rapporto pubblicato lo scorso anno dalla US Drug Enforcement Administration.

Un articolo uscito il 14 novembre, su Meridiani, ci informa della crescente collaborazione fra i vari gruppi terroristici che operano in Africa: a�?La fitta rete del terrore che innerva la��Africa occidentale mette in connessione i militanti di Boko Haram con i piA? attivi e minacciosi gruppi fondamentalisti del Sahel e del Centrafrica. Una rete fatta di scambi di conoscenze pratiche, di combattenti addestrati e di una��indefessa opera di intelligence e di condivisione di principi ideologici. Il rischio di una collaborazione piA? stretta tra Boko Haram (movimento nigeriano), Aqmi (al Qaeda nel Maghreb Islamico), Mujao (Movimento per la��unicitA� del jihad nella��Africa occidentale), Ansar Eddine (movimento tuareg salafita) e gli Shabaab della Somalia ea�� paventato da anni, fin da quando le prime voci sulla��addestramento di combattenti nigeriani nei campi maliani, somali e yemeniti iniziavano a circolare fra le autoritA�. La��accresciuta collaborazione tra gli Stati della regione saheliana nelle operazioni anti-terrorismo ha spinto le organizzazioni fondamentaliste verso un maggiore coordinamento, in modo da sopperire anche alla��indebolimento della��azione coesiva di al Qaeda. La��unione degli sforzi fra i vari movimenti fondamentalisti non tende perA? alla creazione di una��organizzazione transnazionale, quanto piuttosto al rafforzamento cooperativo dei vari attori locali, riuniti in un vero e proprio network dalla��imprevedibile potenza da��impattoa�?.

Vediamo dunque il coinvolgimento di questi gruppi con il narcotraffico, e iniziamo dal Mujao (Movimento per la��unicitA� del jihad nella��Africa occidentale), descritto cosA� da un reporter francese sul sito Temps reel: a�?Grande reporter, Jean-Paul Mari rientra da Bamako, dove A? andato per un reportage per conto del a�?Nouvel Observateur”, al fine di tentare di svelare la realtA� del nord del Mali. Quattro organizzazioni controllano il nord del Mali: la piA? conosciuta e la piA? minacciosa A? AQMI, Al Qaeda nel Magreb Islamico, con il MUJAO, la sua escrescenza mafiosa, specializzata in narcotrafficoa�?.

Sul Globalist La��argomento viene approfondito: a�?A un anno dai rapimenti dei cooperanti europei, Il Fronte polisario non riesce a capacitarsi, un anno dopo l’operazione di Tindouf, che il Mujao (Movimento per l’unicitA� e il jihad nell’Africa occidentale) sia potuto penetrare nei campi profughi l’operazione del sequestro di tre cooperanti a Tindouf non avrebbe potuto realizzarsi senza una complicitA� all’interno degli accampamenti. PerchA� i terroristi sono venuti dal Mali, hanno attraversato la frontiera mauritana per entrare in Algeria e raggiungere di notte i campi di Rabbouni. Le autoritA� sahrawi non negano che ci sia stata una collaborazione con elementi all’interno dei campi. A�I narcotrafficanti che si trovano nella zona sono stati utilizzati dai gruppi terroristi al di fuori dei campi per facilitare la penetrazione nei luoghi dove sono stati rapiti gli europeiA�, afferma un alto responsabile della sicurezza del Fronte polisario. A�I narcotrafficanti, con la complicitA� delle guardie militari marocchine, approfittano di passaggi che permettono loro di far uscire la droga con veicoli e di consegnarla ad altri gruppi che arrivano dalla Mauritania e la trasportano verso il MaliA�, spiega Abdelhay Emmay. il comandante della prima legione della seconda regione militare dei territori liberati del Sahara occidentale. Si tratta di centinaia di brecce aperte momentaneamente e poi richiuse lungo i 2.400 chilometri di muro. Create inizialmente per il traffico di sigarette, poi di droga, poi per l’immigrazione clandestina di africani verso l’Europa, sono utilizzate ora anche per far passare i terroristia�?.

Su Le Matin si trova poi un altro approfondimento dal titolo a�?Sahel, quando la sharia benedisce i narcotrafficantia�?. a�?La connessione tra i gruppi terroristi armati che occupano il nord del Mali e la rete del contrabbando e dei narcotrafficanti A? cosA� stretta che sarebbe ingenuo prendere per oro colato la recente dichiarazione del capo terrorista di Ansar Eddine, Iyad Ag Ghali, che ha detto di voler interrompere il contrabbando di droga e di sigarette sul terriotrio di Azawad, che occupa da sei mesi insieme ad Al Qaeda nel Magreb Islamico e al MUJAO. Secondo le informazioni pubblicate questo sabato da diversi siti africani, il capo di Ansar Eddine (mentre due delegazioni stanno seguendo, a Algeri e a Ouagadougou, negoziazioni per la��uscita dalla crisi nel nord del Mali) ha dichiarato a margine della chiusura delle esercitazioni militari organizzate a Kidal, che a�?il contrabbando A? interdetto nella��Azawada�?, sottolineando come a�?tutti i contrabbandieri dispongano di un termine di tre settimane per cessare la loro attivitA�.a�? Intanto, a Algeri e a Ouagadougou, le sue delegazioni persistono e firmano. Per Ansar Eddine non si pone la questione se combattere AQMI, a�?dei musulmani come noia�?, ha affermato il capo della delegazione che ha reiterato la sua vicinanza ideologica e militare alla��organizzazione di Abdelmalek Droukdel et Mokhtar Belmokhtar , che sono a capo di un importante rete di narcotrafficanti, rete fondata sul mercato delle sigarette americane Marlboro. Iyad Ag Ghali stesso deve la sua ascesa a�?politicaa�? alle potenti organizzazioni di narcotrafficanti . che gli hanno permesso di trovarsi in possesso di una immensa fortuna, con la complicitA� di Algeri e Bamako. La dichiarazione, intervenuta nel corso del dialogo che il suo gruppo porta avanti a Algeri e a Ouagadougou serve a a�?moralizzarea�? in superficie la sharia e ad offrire alle autoritA� algerine e mauritane un aspetto presentabile, destinato ad una operazione di facciata che non regge davanti alla natura della�� islamo-gangsterismo di Ansar Eddine. In realtA�, dopo la sua occupazione di Timbuctu, dove si continua ad applicare la sharia, non si A? fatto altro che attaccare una popolazione senza difese. Sono stati distrutti un certo numero di piccoli commercianti di alcol, proibito il consumo del tabacco in nome della sharia ma non si sono colpiti i grandi trafficanti di droga e di sigarette che sono controllati per conto degli a�?emiria�? algerini di AQMIa�?.

Dai legami tra narcotrafficanti e terroristi passiamo ora a quelli tra narcotrafficanti e vertici politici; su mali ActualitA� si descrivono i rapporti fra il Presidente del Mali, deposto nel marzo 2012, Amadou Toumani TourA�, e le organizzazioni criminali che gesticono il traffico di cocaina. a�?Generali della��esercito del Mali, uomini politici, eletti locali, sono tutti coinvolti in un traffico di droga. Un rapporto ultraconfidenziale dei servizi segreti americani ha da poco rivelato che nove generali del Mali sono stati implicati nel traffico di cocaina nel Sahara. Il barone in capo di questa rete altri non sarebbe che la��ex presidente della repubblica Amadou Toumani TourA�. Il coinvolgimento di sua moglie nella��affare a�?Air Cocainea�?, A? la prova perfetta della��esistenza della criminalitA� organizzata ai vertici del potere. Ma ca��A? di peggio. Fra il gennaio 2006 e il maggio 2008 sono stati sequestrati 284 chili di cocaina in Europa, alla��arrivo di voli provenienti dal Mali, il che situa il paese al quarto posto della�� Africa della��ovest. A livello di numero di trafficanti arrestati alla��arrivo in Europa, la��aeroporto di Bamako fornisce il secondo contingente della��Africa occidentale, soprpassato soltanto da quello di Conakry, un piazzamento molto sproporzionato in rapporto alla��importanza del traffico aereo tra Mali e Europa. Il rapporto del GRIP (Gruppo di informazione e ricerca sulla pace e sulla sicurezza) non lascia dubbi: il Mali, fuori dalle rotte principali e senza interesse particolare per i passeggeri A? divenuto, cosA� come la Mauritania e il Niger, paese di massiccio transito; i sequestri negli aereoporti europei non sono che la cima di un iceberg di cocaina che va a giro tranquillamente lungo il deserto sahariano. In pieno Sahara, a Tinzaouatine, vicino alla frontiera algerina, 750 chili di cocaina sono stati abbandonati dai contrabbandieri che sono fuggiti attraverso la frontiera algerina; e che dire di a�?Air Cocainea�?, e dei suoi andirivieni quotidiani che non sono di centinaia di chili ma tonnellate. In almeno due casi, alcuni notabili di Gao e di Tarkint erano presenti agli atterraggi, e a Kayes era la��esercito che presidiava una pista improvvisata per ricevere quattro tonnellate di cocaina. Nelle varie ramificazioni delle inchieste si trovano implicati cittadini marocchini, francesi, spagnoli, del mali e altro. Le autostrade sahariane della cocaina sono giA� un classico e sottolineano perfettamente i legami esistenti fra i narcotrafficanti latinoamericani, i belligeranti (Polisario, Tuareg, ecc.), gli islamisti di AQMI e i loro adepti, e infine le forze armate e gli attori politici ed economici della regione. Questi ultimi e le forze armate hanno sempre agito nella quasi totale impunitA�: Georges Berghezan di GRIP sottolinea, in una intervista al quotidiano Libre Belgique che ci sono stai, alla��inizio del 2010, numerosissimi atterraggi di trasporti di droga a Kidal, Gao, TimbuctA?. Durante la��incidente di Tarkint, secondo la��ambasciata degli Stati Uniti, i servizi segreti del Mali avevano circondato la zona e ai servizi antidroga non A? stato permesso la��accesso. Di una dozzina di persone arrestate, la maggior parte sono state giA� liberate. Le molteplici joint venture fra criminalitA� organizzata, banditi carovanieri, islamisti trafficanti di esseri umani, uomini di affari, militari, politici, liberatori e altri rivoluzionari, mirano essenzialmente al controllo del traffico di droga. Dietro le rivoluzioni, i colpi di Stato, le liberazioni dei territori, e altre azioni armate, ca��A? il disegno in filigrana di diverbi, litigi, divisioni, contestazioni e controllo delle vie di un traffico che genera annualmente numerosi miliardi di dollari. La presenza militare USA e francese, decentrata e piA? che altro costiera, pare perfettamente inefficace, malgrado gli sforzi di un dirigente locale delle forze speciali, Christian Rouyer e di tutta la tecnologia americana. Tanto piA? che i a�?barbutia�? e gli uomini di affari di questi due paesi giocano spesso su piA? tavoli e non disdegnano la manna che viene dal cielo latinoamericanoa�?.

Per concludere, leggiamo alcune notizie sul coinvolgimento delle banche africane nel riciclaggio dei proventi di questo vasto traffico. Le banche che operano in Ghana sono stati invitate a intensificare i loro sforzi nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, per scongiurare che il paese sia messo di nuovo nella a�?black kista�?. Parlando alla apertura della filiale Westland della Standard Chartered Bank in Accra, Nicholas Okoe Sai, Advisor della Banca del Ghana (BOG) ha detto che la Banca centrale e altre istituzioni competenti garantiscono che sono state adeguate le normative e sono state prese misure per scongiurare il reinserimento nella a�?black lista�?. Le azioni intraprese includono la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalitA� organizzata transnazionale e la�� emanazione dei regolamenti anti-terrorismo del 2012. “Non dobbiamo rinnegare le nostre responsabilitA�, ciA? di cui la Banca del Ghana ha bisogno A? che tutte le banche e gli intermediari finanziari forniscano un’efficace cooperazione e collaborazione”, ha detto Sai. Lo scorso febbraio il Ghana era stato messo sulla lista dei paesi che non hanno norme internazionali per prevenire il riciclaggio di denaro. Tuttavia, il Gruppo di azione finanziaria aveva cancellato il Ghana dalla lista nera, citando con soddisfazione le misure adottate dal Centro di informazione finanziaria del paese, dopo il lancio di orientamenti in materia di antiriciclaggio per i vari bracci del settore finanziario delle banche, delle assicurazioni e del mercato dei capitali . Sai ha detto che la rimozione del Ghana dalla lista nera A? stata molto incorraggiante e ha esortato le banche a mettere in atto misure per fermare le transazioni illegali. Parlando della ricapitalizzazione delle banche, ha detto che dal 2008 la maggior parte delle banche hanno aumentato il loro capitale al livello minimo richiesto di GH A? 60 milioni, tutte, tranne cinque. “Delle cinque banche rimanenti, quattro hanno presentato piani di capitalizzazione credibili”.

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Traccia trasmissione andata in onda su Radio Radicale in data 11 dicembre 2012

Fonte:A�http://antiproibizionistiradicali.blogspot.it/2013/01/notizie-dal-fronte-della-war-on-drugs.html

 

 

tags: #narcotraffico

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