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Old junkie italiani: allarme droga lanciato dalla SocietA� di psicogeriatria

A�A? in crescita il fenomeno delle separazioni tra coniugi anche in etA� avanzata, evento nuovo che ha effetti devastanti sulla psiche dell’anziano, in particolar modo della donna. Le anziane casalinghe bevono molto, quando non hanno interessi familiari e sono sole, e fanno spesso un uso inappropriato o eccessivo di analgesici oppioidi, ansiolitici e sedativiA� inoltreA�A�le difficoltA� economiche incidono sulla possibilitA� di avere attivitA� sociali, cosA� come il pensionamento: la “sindrome della perdita di senso”, collegata con la fine del lavoro, comporta spesso depressione e la sensazione di essere inutili. CosA�, l’alcol e lo stordimento dato dai farmaci assunti in modo inappropriato o addirittura dalle droghe diventano un rifugio per moltiA�.

Questa la dichiarazione di Marco Trabucchi, presidente della SocietA� italiana di psicogeriatria, al termine delA�X Congresso dell’istituzione conclusosi il fine settimana scorso.A�I dati riportati parlano di circa diecimila persone over 65 che consumano con una certa assiduitA� soprattutto psicofarmaci ed alcol, ma anche – aspetto nuovo – cocaina, marijuana o hashish ed anfetamine. In rapporto a quanto pubblicato esattamente un anno fa, emerge un dieci per cento in piA? poco confortante se non addirittura preoccupante.

La notizia A� stata pubblicata su numerose testate nazionali con titoli come “Lo sballo dei nonni” o “2,5 milioni a rischio”.A�La Coldiretti, a commento delle dichiarazioni di Trabucchi, ci ha tenuto a dichiarare che in Italia si trovano gli anziani “piA? in forma d’Europa” con gli over 65 che “rappresentano ben il 20,1 per cento della popolazione”.

Rispetto all’anno scorso sono entrati nel calcolo statistico degli over 65 i nati nel 1945, quindi esattamente in corrispondenza con la fine della guerra. Siamo quindi entrati nel periodo in cui i cosiddetti “baby boomers” (ovvero quanti, principalmente in riferimento al citato “mondo occidentale”, sono nati tra il 1945 e il 1964), iniziano a risultare statisticamente “anziani”.A�Questa generazione A� stata la prima a sviluppare in termini massificati un’idea medicalizzata dell’esistenza e, potremmo dire in stretta connessione, a sperimentare le potenzialitA� stupefacenti della chimica.

C’A? pertanto da prevedere che il prossimo anno la societA� italiana di psicogeriatria ci rivelerA� un ulteriore incremento dei dati oggetto d’attenzione mediatica in questa settimana.

Dr. Francesco Sanna

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