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Osservatorio europeo sulle droghe: basta proibizionismo, nuove politiche

La Relazione annuale della��Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, pubblicata in ventitre lingue a fine novembre 2009, delinea il radicale ripensamento delle politiche sulle droghe, dopo le scelte proibizionistiche degli ultimi quindici anni che hanno prodotto scarsi risultati. Il “Commento” di apertura del Report riporta un titolo significativo “Colpire un bersaglio in movimento: la sfida di sviluppare una risposta politica pragmatica a un problema mutevole di droga”.

In cosa consiste, secondo le statistiche fornite dagli stati membri dell’UE, questo “problema mutevole” A� identificato in alcuni punti chiave:

  • c’A? una sostanziale riorganizzazione del consumo e del mercato: la cannabis, dopo il picco di crescita degli anni novanta conferma il suo calo, a differenza di cocaina, eroina, alcol e soprattutto ecstasy;
  • la politica proibizionista ha finora consentito la generazione di un mercato illegale fiorente, dove i consumatori finiscono per “testare” nuove sostanze (spesso piA? forti e piA? pericolose) unicamente a causa della co-presenza al momento dell’offerta;
  • l’eroina rimane la maggior responsabile delle morti direttamente e indirettamente riferibili alle sostanze stupefacenti: si pensi a tal proposito che il 4% dei decessi registrati di cittadini europei della fascia di etA� compresa tra i 15 e i 39 anni A� riferibile all’assunzione di sostanze stupefacenti e di queste morti il settantacinque percento (75%) A? correlata al consumo di oppiacei;
  • nonostante ciA?, il decennio scorso ci ha rivelato come la poliassunzione di stupefacenti e i problemi concomitanti legati al consumo di alcol sono gli elementi che definiscono attualmente il problema della droga in Europa;
L’Unione Europea ha realizzato un piano d’azione triennale (2009-2012) in materia di lotta contro la droga. L’obiettivo A� interessante poichA? pone al primo punto la riduzione del consumo (per via preventiva) e solo in seconda battuta cita la riduzione dei danni sociali e sanitari causati dal consumo e dal traffico di sostanze illecite.
La��Italia, come ricorda Fabrizio Faggiano su LaVoce.info, ha ancora “molto da lavorare per aderire a queste raccomandazioni”.A�La��Italia A? infatti ai primi posti in Europa per consumo di cannabis (11,5% della popolazione) dietro Spagna, Repubblica Ceca e Francia. Una controtendenza insolita rispetto al trend europeo giustificabile da una parte con il radicamento del consumo delle generazioni pioniere e dall’altro con un primo approccio sempre piA? giovane (11-12 anni). Il Rapporto riporta invece che i consumatori di cocaina sono la��1,2 per cento (anche se A� bene notare come il consumo di questa sostanza A? proprio tra i piA? difficili da rilevare statisticamente), mentre gli eroinomani si assestano sullo 0,6 per cento, ma anche per queste sostanze il nostro paese A? fra quelli con i piA? alti consumi.

In relazione agli effetti sulla salute (tra i quali il tasso di mortalitA�), il quadro per l’Italia A? meno grave che in altri paesi. Il tasso annuale di decessi per droga A? intorno a quindici (15) per milione in Italia, mentre piA? della metA� dei paesi europei registrano tassi superiori a venti (20) per milione e in tre paesi A? persino sopra i settanta (70) per milione.

La non diretta correlazione tra aumento del consumo e stabilizzazione dei livelli di mortalitA� e morbiditA�A�A? un fenomeno interessante cui possiamo dare piA? spiegazioni: il fatto che l’Italia si presenti come un paese dove A? assicurato il piano accesso a tutte le principali strategie terapeutiche; il mercato italiano si presenta come maggiormente “assennato” (lato venditori) oppure “competente” (lato consumatori) rispetto ad altri nel senso che sono minori le morti per sostanze da taglio; l’errore statistico sempre in agguato.

Il Rapporto sottolinea comunque il tema delle politiche in materia, identificando la necessitA� di un cambio di destinatari. Se fino ad oggi si A? parlato di reprimere l’offerta per consentire che la domanda non trovi sbocco, A� tempo di concentrarsi sulle politiche di riduzione della domanda (quindi prevenzione e riduzione del danno collaterale). Questi interventi sono qualcosa di piA? delle poche ore che ancora le scuole dedicano all’argomento o di qualche spot televisivo governativo e l’EU Drug Strategy 2009-2012 lo sottolinea.

“Gli interventi di prevenzione e di riduzione del danno sono tecnologie sanitarie in senso proprio: possono avere effetti positivi, ma anche effetti collaterali a volte inaccettabili (si pensi a un intervento di prevenzione che aumenta la��uso di sostanze)” scrive Fabrizio Faggiano.

Fonte:A�2009 Annual report on the state of the drugs problem in Europe, EMCDDA, Lisbon, November 2009

Dr. Francesco Sanna

Una replica a “Osservatorio europeo sulle droghe: basta proibizionismo, nuove politiche”

  1. www.iherb.com ha detto:

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