uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

Gambling, ipersessualitA� e Parkinson

I farmaci comunemente prescritti nel trattamento della malattia di Parkinson possono determinare, in alcuni pazienti, disturbi del controllo degli impulsi.
Si possono allora esprimere comportamenti compulsivi quali:
– il gioco d’azzardo patologico,
– shopping compulsivo,
– ipersessualitA�
– bulimia.

Queste a�?azioni collateralia�? talvolta divengono cosA� potenti da determinare disastrose conseguenze sulla qualitA� di vita dei pazienti e dei loro familiari, non escludendo rovesci finanziari, divorzi e perdita di posti di lavoro.
Tutto ciA? A? noto da tempo e una ricerca prodotta da neurologi lo riconferma. Il lavoro A? pubblicato sulla rivista Expert Review of Neurotherapeutics.
Un precedente studio aveva rilevato che circa il 14% dei pazienti con malattia di Parkinson sperimentava almeno un tipo di disturbo del comportamento.
I disturbi sono piA? comuni negli uomini che dimostrano tendenza alla��ipersessualitA� e al gioco d’azzardo patologico mentre le donne hanno maggiori probabilitA� di esporre uno stato bulimico o lo shopping compulsivo.
I pazienti che subiscono questo tipo di alterazioni comportamentali non hanno chiara visione di quanto gli accade e sottovalutano la gravitA� del disturbo e tra la��altro questo accade molto piA? frequentemente di quanto si pensasse sinora.

L’articolo descrive le ultime scoperte relative al trattamento di tali disturbi nei pazienti Parkinsoniani ossia come aggiustare il dosaggio dei farmaci, la��utilizzo della stimolazione cerebrale profonda (una sorta di “pacemaker del cervello”) o anche la��ausilio della terapia cognitivo-comportamentale. Gli autori forniscono una revisione, pratica, necessaria e dettagliata dei fattori che consentono di prendere importanti decisioni nella gestione dei casi.
I farmaci che appaiono a maggior rischio sono gli agonisti della dopamina, pramipexolo (Mirapexin) e ropinirolo (RequipA�) indispensabili nella malattia di base perchA� migliorano i tremori, il movimento ed altri sintomi ma con le possibili gravi conseguenze riportate.
Peggiorano il quadro dei disturbi comportamentali la giovane etA�, precedente uso di alcol o altre droghe, un carattere impulsivo o un disturbo ossessivo- compulsiva; quadri depressivi o ansiosi.
La gestione di questi disturbi A? particolarmente difficile, dovrebbe essere ritagliata sul singolo paziente cui indirizzare specifici trattamenti ma non vi A? il conforto di linee guida.
Si puA? optare per un cambio, la sostituzione del farmaco che si ritiene responsabile o anche ridurne il dosaggio o sospenderlo completamente e questo puA? essere molto difficile perchA� i pazienti hanno timore che la loro situazione peggiori e che i tremori peggiorino. Elevata A? la possibilitA� che i pazienti esprimano una vera e propria astinenza da mancanza di dopamina piA? o meno simile a quanto accade con le droghe il cui meccanismo fondamentale A? quello di aumentare la concentrazione di dopamina. Questi farmaci aumentano la concentrazione dopaminergica e il paziente manifesta disturbi del comportamento “come se avesse fatto uso di droghe” . E puA? subire una stato astinenziale con ansia, attacchi di panico, depressione, irritabilitA� e stanchezza.

Complessivamente nel caso del morbo di Parkinson si parla di disturbi conseguenti alla��uso di farmaci terapeuticamente utili, quando, invece, la��assunzione primaria A? quella di una droga che determina quanto descritto e che viene assunta proprio per avere quei disturbi comportamentali perchA� accompagnati da una grande piacere, allora si parla di dipendenza patologica (ndr)

Gli autori espongono le strategie per un trattamento alternativo della malattia e i farmaci che possono ridurre i disturbi del comportamento, come gli antidepressivi, antipsicotici atipici e farmaci antiepilettici. Come prima detto possono aiutare anche la terapia cognitivo-comportamentale e la stimolazione cerebrale profonda.
I familiari devono sapere ed essere avvistati di quanto puA? accadere; devono riferire eventuali comportamenti inusuali per il paziente e controllare il conto in banca o anche limitare la��uso di internet se necessario.

montefrancesco

Journal Reference
Adolfo Ramirez-Zamora, Lucy Gee, James Boyd, JosA� Biller. Treatment of impulse control disorders in Parkinsona��s disease: Practical considerations and future directions. Expert Review of Neurotherapeutics, 2016; 16 (4): 389 DOI: 10.1586/14737175.2016.1158103

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

I commenti sono chiusi.

 

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA