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Patrimonio linguistico o delle parole mancanti

L’U.O. ha avviato da ottobre 2012 un progetto unico nel panorama internazionale chiamato “patrimonio linguistico o delle parole mancanti”.
Tale progetto parte dalla premessa di riconoscere nel linguaggio un elemento cardine della pragmatica comunicativa ed in conseguenza delle dinamiche che portano a sostenere o meno i comportamenti problematici di cui si occupa l’U.O. stessa. Da questa premessa nascono due obiettivi del progetto: conoscere le parole utilizzate dalla popolazione per riferirsi al fenomeno (incluse quelle dello slang giovanile) e fornire le “parole mancanti” con cui avviare un dialogo consapevole sul fenomeno con essa.

“Patrimonio linguistico o delle parole mancanti” si articola pertanto in tre fasi:

  • un’ indagine conoscitiva tesa a raccogliere il patrimonio linguistico sul tema dipendenze patologiche, comportamenti compulsivi e loro premesse;
  • un percorso comunicativo teso ad avviare un dialogo tra partecipanti all’indagine, popolazione interessata ed U.O. tramite il sito web insostanza.it e gli altri spazi di community (Facebook, Twitter, Google+), allo scopo di far emergere il dibattito sul fenomeno con un linguaggio comprensibile e comune;
  • un evento dove la popolazione sarA� coinvolta in una giornata di incontro e riflessione sulle parole emerse dall’indagine e dal percorso comunicativo, parole che saranno il centro dell’elaborazione creativa e divulgativa di artisti, persone di spettacolo e di scienza;

Abstract indagine
La��indagine ha lo scopo di rilevare primariamente il patrimonio linguistico (sostantivi, aggettivi, verbi) afferente laA�dipendenza patologica ed i comportamenti compulsivi proprio di alcuni gruppi, sensibili al fenomeno suddetto,A�residenti od operanti nella Provincia di Siena: studenti delle scuole superiori, genitori di questi, gli studentiA�universitari, pazienti dei Ser.T. (Servizio Tossicodipendenze) ed ospiti delle ComunitA� Terapeutiche.
In una prima fase della ricerca sarA� richiesto al campione di compilare un questionario, in prevalenza per viaA�telematica (mediante internet od appositi terminali), somministrato nella��occasione di un incontro gestito da un tutorA�esperto che avrA� il triplice compito di: introdurre la��indagine e chiarire le modalitA� di compilazione delA�questionario, specificare la��anonimato delle risposte e la privacy policy della��iniziativa, avviare il riconoscimentoA�della��U.O. quale interlocutore estraneo a logiche moraliste di analisi. Successivamente alla valutazione dei risultati delA�questionario, prevediamo una seconda fase di ricerca tesa a rispondere ad alcuni quesiti qualitativi che prevediamoA�di derivare dai risultati del primo rilevamento. Tale seconda fase interesserebbe una porzione ridotta della��unitA�A�da��analisi, riconducibile quindi ad un campione del campione avvicinabile con procedure qualitative quali focusA�group.

La letteratura scientifica non presenta al momento ricerche di tal genere.

Partner

  • Liceo Statale “A. Volta” di Colle Val d’Elsa
  • Istituto di Istruzione Superiore “G. Roncalli” di Poggibonsi
  • Istituto Tecnico Industriale “A. Avogadro” di Abbadia S. Salvatore
  • Istituto di Istruzione Superiore “A. Poliziano” di Montepulciano
  • Liceo Scientifico “G. Galilei” di Siena
  • Ser.T di Siena
  • Ser.T Val di Chiana Senese
  • Ser.T Amiata Val d’Orcia
  • Ser.T di Alta Val d’Elsa

Team. G. Montefrancesco, F. Sanna, D. Sparti, L. Rizzi

 

tags: #dipendenza patologica #parole mancanti #patrimonio linguistico

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