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Prevalenza di epatite C negli utilizzatori per endovena di droghe

I dati recenti (Bollettino statistico 2009) indicano un’alta prevalenza di infezione da HcvA� negli IDU rispetto ad altre infezioni trasmissibili con analoga modalitA� ( Hiv ). La prevalenza di anticorpi antiHcvA� tra gli IDUA� inA� Europa oscilla tra il 18 e il 95 %, anche se la metA� dei paesi riferisce valori superiori al 40 %.
Nella popolazione generale il 30 % dei pazienti con epatite cronica C non trattati sviluppa la cirrosi epatica entro i 30 anni.
Pertanto per ridurre il peso dell’epatite cronica C in Europa A? necessario promuovere e ampliare l’accessoA� al trattamento da parte del piA? ampio gruppo di pazienti.
I trattamenti correnti ( Terapia combinata InterferoneA� piA? Ribavirina ) sono efficaci in piA? del 50 % dei pazienti, che raggiungono una risposta virologica continuativa, bloccando la progressione della malattia. Dati recenti della letteratura indicano una buona conformitA� e successo nel trattamento antivirale nei consumatori di stupefacenti per via e.v., tuttavia l’accesso al trattamento dei tossicodipendenti rimane basso. Tutto questo puA? essere in parte dovuto alla mancanza di informazioni corrette sulle opzioni terapeutiche e sulla possibilitA� di ottenere una risposta favorevole.
La terapia dell’epatite C nel contesto della tossicodipendenza puA? rappresentare talvolta una sfida, ma puA? dare risultati positivi con una gestione clinica pianificata e organizzata attentamente, con la collaborazione dei pazienti, ottenuta con il consenso informato.

Prof. Luigi Lippi, infettivologo

 

tags: #cirrosi epatica #epatite cronica c #hcv #hiv

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