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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Nuova vita al gas esilarante

Il protossido di azoto è comunemente conosciuto perché anestetico e soprattutto per i suoi effetti esilaranti, per questo detto gas esilarante.
Esso è un debole anestetico e fa parte degli inalanti, in particolare dei gas anestetici come l’etere, il cloroformio, l’alotano. Gli inalanti si chiamano così per la loro volatilità che permette l’uso attraverso l’inspirazione o l’inalazione dal naso o dalla bocca.
Il fine è di ottenere un effetto psicoattivo ed è per questo che viene abusato.
E’ un gas incolore e inodore ed è venduto in bombolette e solitamente inalato tramite palloncini. Gli adolescenti sono gli individui che maggiormente sperimentano l’uso di inalanti.
A volte il protossido d’azoto viene usato e abusato dal personale medico o in ambiente alimentare; il gas è fornito come propellente per confezioni di panna da montare.
Tra gli inalanti, forse, il protossido d’azoto è quello che presenta un rischio inferiore, una minore quantità di danni in fase acuta.
Con dosi elevate, però, c’è sempre il rischio di cadere in un completo stato di incoscienza, in fondo il protossido d’azoto è un anestetico. Si rischia di perdere i sensi, svenire e/o soffocare per mancanza di ossigeno. Alcune persone sono morte in questo modo.
Questo gas è in grado di diluire l’ossigeno nei polmoni determinando una ipossia diffusionale.

Sapevamo quindi di queste sue utilizzazioni  e non della piena possibilità che esso potesse essere valido in casi di depressione maggiore resistente al trattamento.
Studi precedenti, una sperimentazione clinica in fase 2 che risale al 2021, avevano comunque mostrato questo potenziale validità: il protossido d’azoto era stato utilizzato in un singolo trattamento di 1 ora ad una concentrazione del 25% ottenendo risultati (rapida azione antidepressiva) ed una efficacia pari a quelli osservati con concentrazioni del 50%; con queste ultime però erano molto più probabili effetti avversi. Quindi, in sostanza, il protossido di azoto si rivelava utile come trattamento.

Un nuovo studio pare confermare quanto sopra: una singola inalazione di protossido di azoto (N₂O) può offrire un sollievo rapido e duraturo negli anziani con depressione resistente al trattamento (TRD); ciò entro 24 ore dall’inalazione per 1 ora del gas e tale effetto (riduzione dei punteggi relativi alla depressione) pare mantenersi sino a due settimane dal trattamento.
Il suo uso negli anziani è molto apprezzabile perché questi rispondono meno agli antidepressivi tradizionali e, data l’età, hanno maggiori rischi per la salute considerati i significativi effetti collaterali degli antidepressivi.
La rapidità d’azione e quindi degli effetti è ovviamente importante e pregevole.

Gli effetti collaterali registrati con il protossido d’azoto hanno rilevato un elevato profilo di sicurezza se pure vi è stato un aumento, statisticamente significativo ma non clinicamente preoccupante, dei sintomi maniacali o deliranti. Per questo è stato raccomandato di procedere a sessioni di inalazione di 20 minuti, che lo stesso possono assicurare persistenti miglioramenti del quadro clinico.
Va sottolineato che in questo ricerca i pazienti ricevevano una miscela di N₂O/ossigeno al 50%, per la sessione di 60 minuti, mentre i controlli ricevevano come placebo l’aria dell’ambiente.

In sostanza il  protossido d’azoto, comunemente noto per altre proprietà, può ora essere considerato una valida scelta terapeutico negli anziani.
Il trattamento va comunque effettuato sotto controllo sia per garantire la sicurezza ed anche evitare l’abuso.

g.montefrancesco

Fonte

– Peter Nagele et al., A phase 2 trial of inhaled nitrous oxide for treatment-resistant major depression, Science Translational Medicine, 9 Jun 2021, Vol 13, Issue 597.
– 38th European College of Neuropsychopharmacology Congress (ECNP), October, 2025.