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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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La psilocibina sperimentata a Chieti; finalmente.

In questo sito abbiamo parlato tante volte del possibile utilizzo degli psichedelici/dissociativi in differenti situazioni di disagio psichiatrico.
Tutto però sembrava in divenire, almeno in Italia; altre nazioni si erano già avviate negli studi e nella sperimentazione clinica.
Ora, finalmente, la psilocibina ha dignità e permesso in Italia.
Precisamente a Chieti nella Clinica Psichiatrica dell’Ospedale con la partecipata partecipazione di altre strutture qualificate.
L’editoriale di Roberto Spagnoli offre una puntuale panoramica di quanto accade.

In breve
In Italia è in corso la prima sperimentazione dell’uso della psilocibina per la cura della depressione nelle forme resistenti ai trattamenti tradizionali.
E’ una triptammina psichedelica presente nel cervello di in alcuni animali, in alcune piante e in alcuni funghi allucinogeni.
La (ri)scoperta delle sostanze psichedeliche in atto da alcuni anni è significativa, ma contiene un limite.
Considerare solo il potenziale terapeutico, di grande importanza, nega l’universo complesso e multiforme della psichedelia che include esplorazione spirituale, dimensione religiosa, creatività, arte, controcultura.
Il problema, come sempre, è politico.

Per esteso
In Italia è in corso la prima sperimentazione dell’uso della psilocibina per la cura della depressione nelle forme resistenti ai trattamenti tradizionali.
Lo studio finanziato con fondi PNRR, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità è condotto presso la Clinica Psichiatrica dell’Ospedale di Chieti, con il contributo dell’Università D’Annunzio, in collaborazione con la ASL Roma5 e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia, prevede l’arruolamento di alcune decine di pazienti con depressione resistente e avrà una durata di 24 mesi.

La psilocibina è una triptamina e si trova in alcune aree del cervello dei mammiferi e svolge un ruolo di neuromodulatore-neurotrasmettitore.
Le triptamine sono composti molto attivi biologicamente. La psilocibina è una triptamina  psichedelica; è un alcaloide presente appunto in alcuni animali, in alcune piante e in alcuni funghi allucinogeni.
Gli psichedelici, in misura più o meno intensa, a seconda della sostanza e del dosaggio, sono in grado di modificare temporaneamente le sensazioni, lo scorrere del tempo, la percezione di sé e
dell’ambiente circostante;  talvolta possono anche indurre esperienze mistiche di espansione della coscienza (effetto enteogeno) e di amplificazione emotiva (effetto empatogeno).
I principali psichedelici sono LSD,  la mescalina, la dimetiltriptamina e appunto la psilocibina.

La psilocibina divenne nota al grande pubblico negli anni ’60 del secolo scorso dopo l’incontro tra il  banchiere etnomicologo e saggista statunitense Robert Gordon Watson e la curandera (guaritrice tradizionale latino-americana, ndr) e poetessa messicana Maria Sabina che con i suoi riti curativi utilizzava la salvia divinorum e i funghi psichedelici.
Successivamente venne sintetizzato in laboratorio da Albert Hoffman, il grande chimico e ricercatore svizzero, il primo ad aver sintetizzata LSD ed avere studiato gli affetti dopo averlo ingerito e ad aver isolato i principali alcaloidi dei funghi psichedelici e ad avere classificato la salvia divinorum.
Grazie a Watson e Hoffman, la psilocibina acquisì una certa popolarità in Occidente per i suoi usi spirituali e ricreativi ma molto prima veniva utilizzata, appunto, dalle civiltà dell’America Latina nei riti sciamanici ritrovandosi infatti nella formulazione delle bevande rituali.
E proprio per la sua capacità di indurre esperienze mistiche che comincia ad essere studiata all’università di Haward ma quando nel1967 l’LSD fu reso illegale dal presidente degli Stati Uniti, Richard  Nixson, la somiglianza delle due sostanze fece sì che anche la psilocibina venisse messa al bando in quasi tutti gli Stati del mondo.

Negli ultimi anni diversi studi clinici, condotti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svizzera e in  Australia, hanno mostrato le importanti proprietà terapeutiche della psilocibina specie nei confronti di alcune patologie psichiatriche che si sono mostrate resistenti ai farmaci tradizionali con effetti antidepressivi rapidi e duraturi. Questo dato è stato poi confermato nel 2021 dal più vasto studio sperimentale condotto fino ad oggi.
In seguito alla riscoperta del suo potenziale medico, insieme a quello di altri psichedelici, è stata depenalizzati in alcuni Stati americani e in varie città; dal 2023 viene impiegata anche in Australia
per il trattamento della depressione resistente ad altre terapie.