La psilocibina sperimentata a Chieti; finalmente.
In questo sito abbiamo parlato tante volte del possibile utilizzo degli psichedelici/dissociativi in differenti situazioni di disagio psichiatrico.
Tutto però sembrava in divenire, almeno in Italia; altre nazioni si erano già avviate negli studi e nella sperimentazione clinica.
Ora, finalmente, la psilocibina ha dignità e permesso in Italia.
Precisamente a Chieti nella Clinica Psichiatrica dell’Ospedale con la partecipata partecipazione di altre strutture qualificate.
L’editoriale di Roberto Spagnoli offre una puntuale panoramica di quanto accade.
In breve
In Italia è in corso la prima sperimentazione dell’uso della psilocibina per la cura della depressione nelle forme resistenti ai trattamenti tradizionali.
E’ una triptammina psichedelica presente nel cervello di in alcuni animali, in alcune piante e in alcuni funghi allucinogeni.
La (ri)scoperta delle sostanze psichedeliche in atto da alcuni anni è significativa, ma contiene un limite.
Considerare solo il potenziale terapeutico, di grande importanza, nega l’universo complesso e multiforme della psichedelia che include esplorazione spirituale, dimensione religiosa, creatività, arte, controcultura.
Il problema, come sempre, è politico.
Per esteso
In Italia è in corso la prima sperimentazione dell’uso della psilocibina per la cura della depressione nelle forme resistenti ai trattamenti tradizionali.
Lo studio finanziato con fondi PNRR, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità è condotto presso la Clinica Psichiatrica dell’Ospedale di Chieti, con il contributo dell’Università D’Annunzio, in collaborazione con la ASL Roma5 e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Foggia, prevede l’arruolamento di alcune decine di pazienti con depressione resistente e avrà una durata di 24 mesi.
La psilocibina è una triptamina e si trova in alcune aree del cervello dei mammiferi e svolge un ruolo di neuromodulatore-neurotrasmettitore.
Le triptamine sono composti molto attivi biologicamente. La psilocibina è una triptamina psichedelica; è un alcaloide presente appunto in alcuni animali, in alcune piante e in alcuni funghi allucinogeni.
Gli psichedelici, in misura più o meno intensa, a seconda della sostanza e del dosaggio, sono in grado di modificare temporaneamente le sensazioni, lo scorrere del tempo, la percezione di sé e
dell’ambiente circostante; talvolta possono anche indurre esperienze mistiche di espansione della coscienza (effetto enteogeno) e di amplificazione emotiva (effetto empatogeno).
I principali psichedelici sono LSD, la mescalina, la dimetiltriptamina e appunto la psilocibina.
La psilocibina divenne nota al grande pubblico negli anni ’60 del secolo scorso dopo l’incontro tra il banchiere etnomicologo e saggista statunitense Robert Gordon Watson e la curandera (guaritrice tradizionale latino-americana, ndr) e poetessa messicana Maria Sabina che con i suoi riti curativi utilizzava la salvia divinorum e i funghi psichedelici.
Successivamente venne sintetizzato in laboratorio da Albert Hoffman, il grande chimico e ricercatore svizzero, il primo ad aver sintetizzata LSD ed avere studiato gli affetti dopo averlo ingerito e ad aver isolato i principali alcaloidi dei funghi psichedelici e ad avere classificato la salvia divinorum.
Grazie a Watson e Hoffman, la psilocibina acquisì una certa popolarità in Occidente per i suoi usi spirituali e ricreativi ma molto prima veniva utilizzata, appunto, dalle civiltà dell’America Latina nei riti sciamanici ritrovandosi infatti nella formulazione delle bevande rituali.
E proprio per la sua capacità di indurre esperienze mistiche che comincia ad essere studiata all’università di Haward ma quando nel1967 l’LSD fu reso illegale dal presidente degli Stati Uniti, Richard Nixson, la somiglianza delle due sostanze fece sì che anche la psilocibina venisse messa al bando in quasi tutti gli Stati del mondo.
Negli ultimi anni diversi studi clinici, condotti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Svizzera e in Australia, hanno mostrato le importanti proprietà terapeutiche della psilocibina specie nei confronti di alcune patologie psichiatriche che si sono mostrate resistenti ai farmaci tradizionali con effetti antidepressivi rapidi e duraturi. Questo dato è stato poi confermato nel 2021 dal più vasto studio sperimentale condotto fino ad oggi.
In seguito alla riscoperta del suo potenziale medico, insieme a quello di altri psichedelici, è stata depenalizzati in alcuni Stati americani e in varie città; dal 2023 viene impiegata anche in Australia
per il trattamento della depressione resistente ad altre terapie.
Attualmente in Italia la molecola è inserita nella tabella I delle sostanze stupefacenti per cui sono illegali la detenzione e la vendita ma, lo scorso anno, l’Istituto Superiore di Sanità ha ricevuto dall’Aifa (l’ Agenzia italiana del farmaco) l’autorizzazione per la prima sperimentazione in corso a Chieti:
Sarà uno studio importante sia sotto il profilo scientifico che dal punto di vista culturale; da una parte servirà a migliorare le cure per la salute mentale e dall’altra renderà l’impiego di queste diverse sostanze in ambito clinico accettabile e accessibile, come ha detto Giovanni Mariotti direttore della Clinica Psichiatrica dell’Ospedale di Chieti.
Si potrà valutare l’efficacia della psilocibina ed esplorarne forme innovative, come quella non psichedelica mantenendo però il potenziale terapeutico, ha detto a sua volta Francesca Zorato, ricercatrice dell’Istituto Superiore di Sanità e responsabile scientifica della sperimentazione.
E qui veniamo ad una questione che secondo me è molto importante ovvero il legame delle sostanze psicoattive con la loro storia, il loro uso e le valenze culturali connesse, appunto, a loro uso.
Ed è il caso del ritorno degli psichedelici, della loro riscoperta e di quello che è stato definito un rinascimento psichedelico; certo, c’è il potenziale terapeutico importante e non secondario che richiede rigore scientifico, inquadramento istituzionale, protocolli clinici perché si tratta di farmaci da utilizzare per il trattamento di patologie importanti, in questo caso e quelle psichiatriche, ma perché parlare allora di rinascimento ?
Il termine psichedelia comprende storicamente l’universo complesso e multiforme che include anche l’esplorazione spirituale e la dimensione religiosa, la creatività, l’arte, controcultura.
Le controculture del XX secolo avevano una valenza libertaria, antistituzionale, antirepressiva. Eliminare questi aspetti significa nascondere, potremmo dire, il volto scomodo e destabilizzante delle sostanze. I medici e ricercatori fanno il loro lavoro, il problema però allora è politico.
E’ il potere che non può tollerare qualunque pensiero divergente, qualunque comportamento deviante che possano mettere in discussione l’ordine costituito; quindi va bene se parliamo di farmaci ma guai a contemplare altri usi, siano essi ricreativi come nel caso della cannabis o spirituali come nel caso appunto dei funghi magici o dell’ayahuasca.
Tutto insomma deve essere ricondotto all’istituzione sia essa politica, attraverso cui esercitare il controllo su ogni spinta potenzialmente destabilizzante, in un’ottica che è sempre quella del modello convenzionale classico.
Il tutto assorbito in una logica di mercato che così legittima un nuovo business.
Fonte
La nota antiproibizionista
16 febb 2026 Roberto Spagnoli – Radio Radicale.
g. montefrancesco (per semplici correzioni degli errori presenti nella trascrizione automatica)
