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Dott. Giuseppe Montefrancesco
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La psilocibina per il trattamento di disturbi psichiatrici

Gli allucinogeni hanno avuto, nella loro storia, una fase di utilizzo clinico oltre che mistico o anche semplicemente ricreativo. Attualmente varie università statunitensi hanno ottenuto l’approvazione per la sperimentazione controllata con psichedelici come l’Harvard University, la New York University, l’Università della California, Los Angeles ed altre ancora.
Secondo Rick Doblin, direttore del MAPS (Associazione multidisciplinare per gli studi psichedelici)…..grazie ai mutamenti culturali sopravvenuti negli ultimi 40 anni nei confronti della meditazione, dello yoga vi è ora una maggiore accoglienza rispetto a questi temi e si può mostrare come queste sostanze forniscano benefici che i normali trattamenti non possono concedere.
Il dott. Charles S. Grob, uno psichiatra dell’Università dell’UCLA ed implicato nello stesso tipo di esperimenti dichiara di preliminari successi della psilocibina in pazienti con ansia e tumore in fase terminale. Egli descrive la psilocibina come un medicinale esistenziale che aiuta la gente a superare la paura, il panico e la depressione. Sotto l’influenza degli allucinogeni l’individui trascendono la loro primaria identificazione con il corpo ed esperiscono stati di liberazione dell’io e ritornano con una nuova prospettiva ed una profonda accettazione di un elemento costante della vita, il cambiamento.
Gli scienziati sono particolarmente interessati dalla similarità delle esperienze allucinogene con stati di rivelazione (di illuminazione che cambia la vita) riportati nella storia dei mistici o da chi medita. Negli individui sotto l’azione degli allucinogeni, tali somiglianze sono state identificate anche con studi di imaging condotti da ricercatori svizzeri così come negli esperimenti diretti dal prof. Roland Griffiths, studioso di biologia comportamentale alla Johns Hopkins. Clark Martin, uno psicologo clinico in pensione, in chemioterapia per un tumore renale ma con un caso di intrattabile depressione, è tra i pazienti entrati nella sperimentazione della Scuola di Medicina della Johns Hopkins e crede che l’esperienza di 6 ore con la sostanza lo abbia aiutato a superare la depressione e ne abbia profondamente modificato la relazione con la figlia e gli amici. Egli classifica l’esperienza con la psilocibina tra i più piacevoli eventi della sua vita.
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Tra gli allucinogeni, la sostanza in studio è soprattutto la psilocibina che appartiene al gruppo degli allucinogeni indolici o triptaminici, come la psilocina.
La psilocibina è presente in 3 principali generi di funghi (Psilocibina, Conocybe e Panaeolus); essa si trova anche sullo sterco di vacca.
Gli effetti sono dovuti all’azione della sostanza sui recettori serotoninergici e durano tra le 4 ele 6 ore.
Le allucinazioni sono comuni. I funghi sembrano causare meno effetti collaterali dell’LSD, anche se sono stati segnalati casi di ipertermia, convulsioni e coma. Solo un terzo dei ” funghi magici ” acquistati per strada contengono psilocibina.

da: Medscape Psychiatry & Mental Health New Uses for Psychedelic Drugs Another agent, psilocybin, is a tryptamine alkaloid found in the “psychedelic” mushrooms. In a few small studies, psilocybin has emerged as a potential treatment for obsessive-compulsive disorder (in a modified, double-blind study in which patients received varying doses)[12] and cluster headaches (based on clinical interviews with headache sufferers describing the effects of their psilocybin use).[13] And in a study that truly evokes the spirit of the 1960s, psilocybin also was shown to enhance and prolong spiritual experiences and deepen their meaning for people open to such events.[14] Dr. Brown reported that a study is now under way under the direction of Charles Grob, MD, at Harbor-UCLA Medical Center to examine the drug’s ability to relieve the pain and anguish of terminal cancer. ____________

– New York Times, Hallucinogens have doctors tuning in again,12/04/2010. – Griffiths R.R. et al., Mystical-type experiences occasioned by psilocybin mediate the attribution of personal meaning and spiritual significance 14 months later, J. Psychopharmacology, Vol.22,n°6,621-632 (2008).  

Dr. Giuseppe Montefrancesco